‹ Noces d'argent du régiment des Zouaves pontificaux, 1860-1885 [microforme]Chapitre 4 sur 84 · LE ADR ARTS 7 MM MR SE CE NSRME · texte numérisé non relu

LE ADR ARTS 7 MM MR SE CE NSRME

| E à nn i | parola e con la penna; essi, più di noi fortunati, poterono ancora imbrandire il Le | | ferro in difesa della Francia agonizzante, e spargendo a torrenti il loro sangue 1 | generoso, poterono ancora una volta mostrare al mondo maraviglialo che cosa E sia e quanto valga un soldato cristiano. Si, noi gl’ invidiamo, ma al tempo stesso 4 siamo loro riconoscenti, perchè gli allori di Patay riflettono anchè sopra di noi 4

una parte dei loro splendori; perchè la storia che a registrato la loro condotta 1 | valorosa per tramandarne il ricordo ai secoli futuri dira di loro : « Erano soldati 4 É : | pontifici. » à |

| Quando dunque nel prossi 0 mercoledi, quell eroe oggimai legendario, quel 1 | vero ce vivente Bajardo che & il nostro colonello de Charette, fara i suoi brindisi 4 C | agli avanzi del suo reggimento accorsi alla sua chiamata alla Basse-Motte, pensino ke € | i nostri fratelli che noi ci uniamo a loro negli stessi sentimenti, e quegli evviva È d

che scopaieranno dalle loro labbra, sono in quel momento stesso ripetuti con 4 | | eguale entusiasmo nell’ intimo dei nostri cuori. ; S | La libertà di stampa della quale noi godiamo non ci permette di esprimere n | quali siano i voti che noi formiamo in questa circostanza ; ma cuor di zuavo 1 (L

potrebbe mai ingannarsi su questo ? 1 Basta dunque che noi ripetiamo di essere uniti ai nostri fratelli in una stessa L l

fede, in una slessa speranza, in uno stesso amore, ed insieme al più caldo 4 4 | abbraccio delle anime mandiam loro il nostro grido di riunione : Ææ à Viva oggi e sempre l’ infallibile Vicario di Gesü Cristo | d 0 ( | us l d 1 D L' OSSERVATORE ROMANO + ‘ 4 li 26 luglio | e | Dopo 29 ANNI

Il giorno 28 del corrente mese di luglio, in un castello della Brettagna, alla ‘ n

Basse-Motte, poco lugi da Saint-Mald, avrà luogo una festa, alla quale, posto che 1

non ei à dalo di assistere di persona, intendiamo di assislere colla mente e col Ë à cuorc. œ il Venticinque anni fa, il giorno 28 luglio 4860, sotto l’ispirazione del gencrale à b

de Lamoricière, veniva ordinata dal pontifice Pio IX la formazione del corpo dei zuavi pontifici. 3 Ne corse appena la voce, e da ogni parte dell’ Europa, e più particolarmente À

randire il 0 Sangue che cosa po stesso ra di noi condotta 10 soldati

ario, quel ji brindisi », pensino gli evviva petuti con

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hs dalla Francia, dal Belgio, dall” Olanda € dalla Germania vol a Roma una gioventü animosa, spinta da una sola idea, l’affetto alla religione, da un solo scopo, la difesa del Papato. Nè il movimento si arresto all” Europa; ma dal lontano Canada mosse una schiera numerosa ad ingrossare le file dei difensori del Papa Re.

Castelfidardo, Nerola, Monte Libretti, Monte Rotondo, Mentana, sono le stazioni gloriose di questa schiera di prodi, che Roma ammird soldati sul eampo della lotta, e ministri di carità nella strage dei cholerosi d’ Albano.

La rivoluzione, questa nemica di ogni idea generosa e grande, tentà vilipenderli con ogni maniera di calunnie, ed il nome di mercenari stranieri fu lanciato su di essi come marchio di obbrobrio. Ma quali fossero cotesti mercenari, e quali i loro detraltori, lo sa il mondo e lo dirà la storia.

Roma cadde; ed il corpo dei zuavi pontifici fa momentaneamente sciolto. Ma si riformo ben presto in Francia, e colà, col nome nuovo di Volontari dell” Ovest, ma colla vecchia divisa, riuniti sotto lo stendardo del Sacro Cuorce, seminarono di cadaveri e di gloria i campi di battaglia di Loigny, di Coulmiers e di Patay.

E soldati della Chiesa erano divenuti soldati della patria. La successione era legittima.

Ed ora, dopo tanti anni, dopo tante vicende, il corpo dei zuavi pontifici vive ancora, € fra pochi giorni, là, nel fondo della Brettagna, festeggerà le sue nozze d' argento. |

Il generale barone Atanasio de Charette, questo degno discendente degli croi della Vandea, prode come un gucrriero della leggenda, credente come un cristiano dei primi secoli, ha gridato à” suoi antichi compagni d’ armi : « Vi aspetto alla Basse-Motte il 28 luglio; » ed essi, alla voee dell antico lor capo, rispondono accorrendo da ogni parte a questa festa di famiglia, come accorrerebbero ove esso li chiamasse nuovamente alle armi,

La festa, à cui il gencrale de Charette li raccoglie, non & una festa politica. Colà essi convengono soltanto a pregare per la Chiesa e per la Francia che hanno difese col sangue loro; à darsi ancora una volta la mano in una stretta fraterna. E poi ciascuno tornerà alla sua patria, alla sua città, divisi per dimora, ma sempre unit nell’ affetto e nella fede,

Perchè il corpo dei zuavi pontifiei non & una istituzione ; & un princinio.

Da questa Roma frattanto, che fu la meta dei loro voti e per la quale diedero il sangue, l’ Osserratore Romano invia al generale barone de Charette ed ai suoi bravi compagni, riuniti al castello della Basse-Motte, un fraterno saluto.

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