‹ Noces d'argent du régiment des Zouaves pontificaux, 1860-1885 [microforme]Chapitre 41 sur 84 · LA VOCE DELLA VERITA · texte numérisé non relu

LA VOCE DELLA VERITA

29 luglio

L ZUAYE PONTIFICI

Salutati dalle invettive pit o meno accentuate di tutta lu stampa rivoluzionaria (alla Libertàa di jeri spetta, sotto anesto titolo, il posto d’onore), i zuavi pontifici rispondendo all appello del loro capo Atanasio de Charette, si raduano oggi allo Chateauneuf Basse Motte in Francia, per celebrare le nozze & argento del loro reggimento.

Compiono oggi appunto venticinque anni dal organizzazione di qu'isc “orpo avvenuta nel 1860 al campo di Terni, e questi soldati cattolici protittano di una circostanza che pare insignificante, per addimostrare che la fede da cui so animati nou iscemo, che la loro organizzazione non andô in fumo, che il passato ed il presente non li sgomenta e che fiduciosi fissano il guardo nell’ avvenire del papato e della Chiesa. Si compreudono percid agevolmente i sensi dell animo nostro espressi in questo poche righe di ricordo dei nostri antichi commilitoni — si comprende altresi quanto profonda esser debba l'ira che gli avversarii accumulano su tale cattolica schiera.

Questa ira € queste invettive non datano da jeri, esse sono antiche quanto à antico il reggimento dei zuavi. Dal giorno che Lamoricière chiamô in Roma alla riscossa contro linvadente rivoluzione, dal giorno che volontarii d’ogni parte corsero qui alla voce dell’ eroe che avea snudato la spada di Africa a sosteyno del papa, questa rabbia setlaria non ismise un sol momento. La recrudescenza del brutto linguaggio di oggidi, come L’ampia tela degli avvenimenti svoltasi in quesl’ ullimo venticinquennio, & qui a provare se Lamoricière errasse e non antiveggesse invece fatidicamente il futuro allorchè nel suo primo ordine del giorno all” esercito pontiticio diceva :

La rivoluzione come altre volte l’Islamismo minaccia oggid\ l'Europa, ed oggi come allora la causa del papato à la causa della civilià et della libertà del mondo ! Ù

Sia dunque, per modo di dire, bene accelta questa virulenza di linguaggio, che ogygi la Stampa rivoluzionaria (salvo rarissima eccezione) impiega all indirizzo dei zuavi pontifici : sia bene accetta perchè essa prova come i liberali non abbiano tralignato dal di che Cialdini, con proclama rimasto monumento imperituro di galanteria e civiltà, non ebbe rossore di chiamare i zuavi, masnada di briachi stranieri avidi di oro e vaghà di saccheggio e di ordinare ai suoi soldati che disperdessero inesorabilmente quei compri sicarii. 1 papa assoldatore di sicart !

Villanamente, cosi, investiti questi soldati caltolici, ottenevano pero lo stesso giorno La pit complela riparazione, il pit glorioso attestato che fosse loro dato sperare. Perchè il giorno 10 settembre 1860 al momento medesimo che $ incamiminavano à fronteggiare la nomiea invasione, Pio IX scriveva loro :

Noi trociamo tutlaria un ben dolce solliero & queste angoscie eccessire allorché noi cediamo con quale ardore, con quale tenera affezione, un st gran numero ui woman dlustri, ed ammirandi, nobili, ed onoreroli giocani vengono dalle differenti regioni del mondo cristiano, nei nostri stati & ricongiungersi con la nostra armala, solo la condotta del suo comandante supremo, di queslo personagqo cost eminente, cost valoroso, per difendere e sostenere la nostra causa che à la causa slessa della Sede apostolicu, e della Chiesa cattolica. Dando cost esempio veramente splendido di sublime fedelià, pietà ed amore verso noi questi giorani coprono il loro nome di gloria immortale.

Certiticato queslo che compensava ad usura i soldati pontilici, ed in ispecie i

zuavi, delle fangese brutalilà eruttate dal Cialdini, pur vogliamo ricordare che im s quella stessa occasione un commilitone del Cialdini non esilo a smentire lumi- ll nosamente il collega, allorchè la sera della battaglia di Casteltidardo fu redatta la lista dei pontifici uccisi o colpiti nella giornata. Il piemontese generale Cugia il avuta la funebre nota e scorrendo quei nomi, allorchè giunse al corpo dei zuavi a pontitici, che in quel combatlimento aveano fornito il massimo contingente delle ri perdite, leggendo si illustri e rinomati easati di Normandia, di Brettagna e di F Vandèa non potè trattenersi dall’ esclamare : s: Quali nomi leggo!!… si direbbe la lista di un invito per una festa da ballo alla " corte di Luigi XIV!!! re Belle parole è vero perche sbugiardanti complet: suente il Cialdini, ma che perd n non attenuano anzi aggravano l’enormità di quell invasione e di quel combatti- E inento nel quale tanto puro e cattolico sangue si sparse; di quel fatto del quale il D conte di Montalembert un mese dopo scriveva al conte di Cavour : li lé A Castelfidardo eravate dieci contro uno; ivi senza dubbio averale da sopraf- oc LE fure il dirilto, à trattati, gl'impegni d’onore, la giustisia, la debolezza, ma queste fr Ë | Î sono cose astralle e che non resistono alla mitraglia!!! r'e | | Quelle parole dette dal generale Cugia la sera di Casteltidardo non sono gellale v ‘L là cosi a caso; esse racchiudono più di un semplice epigramma. Sei anni dopo la di [ memoranda battaglia, venuto a morte il generale Lamoricière, il fondatore dei || dl zuavi pontifici, questi suoi figli, di guarnigione nel 1866 a Frascali, gli celebra- pi nie à rono nella cattedrale tusculana splendidi funerali. Ebbene, noi udimmo allora gi | i uno dei più grandi oratori cattolici, Monsignor Deschamps, poi cardinale di Santa ( ni Chiesa, rivollo ai zuavi pronunciare dal pergamo queste sublimi parole : cs nl ê Signori, non dimentichiamo che le grandi cause non trivnfano che per mezzo wc ni LEO ÿ

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— AO! — di grandi saerifiei. Ricordiamoei di eiù che disse de Maistre : « Quando due eause sono una « fronte dell'altra, se volete sapere quale delle due trionfera, ponele mente da quale delle due parti eadono le pit nobili rittime. »

Queste nobili vittime cadute, qnesti coraggiosi ed instantabili superstiti, nei vorremmo oggi uno ad uno ricordar tutti, ma lo spazio ci tradisce. Perchè appresso ai nomi di coloro che capitanarono i zuavi pontifiei nel sentiero dell’ onore, di Lamoricière, di Becdelièvre, di Allet oggidi purtroppo defanti, appresso al nome di Atanasio Charette che rannoda ora intorno à se questa cattolica falange, dovremmo registrarne migliaia e migliaia di appartenenti ad ogni nazione e paese, dalla Francia al Canada, ma tutti figli di uno stesso padre, ma tutti romani, perchè portanti la coccarda del papa e quindi ardenti di quella fede per la quale disse Dante che Christo à romano!

A che pro’ del resto fermarsi su questo o quel nome? Dopo Castelfidardo, richiesto il capo dei zuavi Beedelièvre di accennare chi de” suoi si fosse pit segnalato nel combattimento, replieü : Non ne nominale nessuno © nominateli tutti, giacehè Cet uqualmente [urono ralorosi!

Prodi e prédtighi del sangue loro in cento combattimenti, a sostegno del papa in Htalia contro la rivoluzione, à seudo della patria in Francia contro i Prussiani, a difesa della religione dovunque, la pietà civile, eristiana ed inarrivabile dei zuavi ricorda, Albano, nei disperati frangenti dell’ invasione colerica del 1867, Anagni, Frascati, Marino e Roma, nelle particolari congregazioni ehe sotto il patrocinio di san Vincenzo de’ Paoli, eressero in ausilio ai sofferenti nei recinti delle caserme ; nei sussidit particolari e generosi, che al prossimo indigente e malato prodigarono con la persona ed il danaro. O rivoluzionarii! ei attendiamo già che alle nostre parole ne useiate ancora una volta col ritornello dei carnefiei di Casa Aiani ! E noi vi rispondiamo che vorremmo vedere i soldati di qualuñgue altro Stato, se, pula caso, si facessero saltare in aria di notte le loro caserme, se venissero assalili da bande armate senza dichiarazione di guerra, se venissero colpiti alle spalle ed isolatamente per le strade della città con le bombe Orsini, se si trovassero di fronte ad un branco d’inferociti (uomini o femmine poco importa) trincierati e resistenti disperatamente in una casa come successe alla Lungaretta; li vorremmo vedere diciamo, a quelle prove questi soldati. E state certi che chiunque è dotato di buon senso, sarebbe ben lungi dal trattarli di carnefiei !

Intanto oggi i fatti compiuti han costretto là bandiera dei zuavi pontifici a ripiegarsi, Ma la catena dei fatti compiuti non si arresla, essa si svolge, si svolge, si svolge, E per succedersi di evenienze, in ogni caso vi è sempre la bandiera di Cristo che non si abhassa giammai. Nel maggio del 1862 le trüppe pontificie ac- ‘ampavano presso al mare à Porto d’Anzio e l’immortale Pio IX colà recatosi, volle rimunerare i suoi difensori affidando personalmente quattro bandiere, alla

fanteria di linea, ai cacciatori, ai carabinieri ed ai zuavi, Nel benedire queste bandiere sul piazzale di Villa Albani ecco come Pio IX si espresse :

E per una circostanza bene prorvidenziale che io benedico e vi dù queste bandiere, oggi festa della glorificazione della Croce, in questo qiorno cousacrato alla gloria dello stendurdo di Gest Cristo. Questo stendardo non sart mai rinto e rerrà giorno nel quale apparirà tronfante nella valle di Giosafat per la consolazione di quelli che avranno persererato nel bene e di quelli che si sono ritirati dal male, ed il giorno di oggi sarà allora per voi di grande consolazione. Ë sopratutto questa bandiera della Croce che voi dovete portare e difendere : essa sta soffrendo innumereroli oltragqi sia da parte dei suoi nemici, orrero dalla riolenza, 0 pit ancora dalle dottrine perverse che da mane a sera s'infiltrano nel popolo eristiano per corrompere à prineipii della rerità e della qiustisia. Ecco contro quali nemici roi dorete difendere braramente la causa di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Ora io lero le mani al Cielo e prego Dio aceiè questi q'orani e questi soldati rimasti fedeli e che hanno saputo mantenere il loro qiuramento, possano portar sempre con onore la nostra bandiera. lo lero le mani verso Dio per tutto il popolo fedele : & Saleum fac populum tuum, Domine, » ed ancora per à nemiei della Chiesa affinchè li riporti sul retto sentiero, oppure con un miraeolo della sua misericordia À conrerta. lo ri benedieo miei cart fiqli in nome dell Onnipotente aceid egli con la sua onnipotenza vi eomunichi la virtè di vineere À rostri nemiei scoperti o nascosli, Vi benedico in nome del Figlio, che spirè sullo stendardo della Croce affinchè ri faccia partecipare ai frutti della redenzione quadugnata per mezzo di questa Croce, ed in nome delle Spirito Santo afjinchè v'illumini nella via della rerità e fortifiehi le rostre volontà nell'amore della qiustisia.

L zuavi, come tutti gli altri corpi dell’ armata pontificia, porlarono alta ed onorata la bandiera loro consegnata da Pio IX, e quando il 20 settembre del 1870 abbandonarono Roma, se ne divisero fra loro la stoffa in migliaia di frammenti che conservarono quali preziosissime reliquie. Poi giunti in Francia, di fronte all” invasione tedesea inalberarono una nuova bandiera con la eroce, il Cuore di Gesü, e la scritla Cœur de Jésus, saurez la France. Questa nuova bandiera, traforata da proiettili, lacerata da baionette nemiche e tinta del sangue dei suoi prodi difensori, fu, come già l’altra, benedetta da Pio IX.

E Leone XITT pochi giorni dopo assunto al soglio pontificio, ricevendo al Vaticano in nome del reggimento dei zuavi i personali omaggi del loro comandante Charette, alla costui richiesta perchè oltre il reggimento intiero volesse benedire anco la bandiera : Volentieri, rispose, sù à anche la bandiera.

Salutiamo dunque anche noi oggi i seguaci di questa bandiera, che ei riporta ad un glorioso passato; di questa bandiera benedetta da due pontelici, di questa bandiera che la storia del cattolicismo descriverà a lettere d’ oro nei fasti suoi!

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