ÂL SIGNOR GREGORIO LETI, GENEVA
Parigi, 4 giugno 1678.
MiO SiGNORE,
Il suo Dome ed il suo spirito m* erano pienamente coDosciuti, e sarebbe cosa difficile di noa esser de! tutto straniere nella Republica di lettere, per poter ignorare il luogo che V. S. tiene in questa. Ma ben si questo è vero, che io ignorava sino a quai grado arrivasse la sua amorevolissima bontà, e la mia sorte hà voluto che ne venissi instrutto dalla lettera amorevolissima che m'hà fatto la gratia di scrivermi. Bisogna che tal sua bontà sia straordinaria per poter giungere sino alla mia persona, e posso ben' assicurarla di questo, che nel corso délia mia vita, non sono stato mai ne più sorpreso ne più sodisfatto. Se pure è vero che V. S. consente che io entri nel numéro de' suoi amici, darô principio ad haver qualche picciola stima di me stesso già che infinitamente la stimo.
Ma, carissimo mio Signore, io non devo in maniera alcuna dubitare délia sua sincerità, che perô da questo momento istesso entro a considerar la sua amicitia, corne una particolar beneficenza che da Lei ricevo, la quale m'accusarebbe d'una estrema ingratitudine, se io non procurassi di metter tutte le mie applicattioni maggiori per rendermene degno ed a ben conservarmela. Stimo a mia somma gloria, che a tutto il mondo sia noto l'honore che V. Signoria si è degnata di farmi, e pretendo che di tutto ne venga instrutto da me stesso.
Del resto, mio signore, sono stato informato che va al