‹ Œuvres complètes; (volume 3)Chapitre 217 sur 295 · PIANTO PRIMO · texte numérisé non relu

PIANTO PRIMO

Le lagrime, e le voci accoglio in rima,

Che da gli occhi, e dal petto uscir di PIERO ;

Che vinto dal timor di croce prima,

Fra la lingua, ed il cor smarri '1 sentiero ;

E di \ata mortal facendo stima ;

Negô di vita, e morte il Signor vero.

Ma chi daramnn di la su favore, Altri, che Musa, ô che '1 Signor di Delo? O tu, chavesti il novo, eterno honore D'aprir', e di serrar gli usci del Cielo ; Impetra al petto il lume de lardore, Che venue al tuo, quando si ruppe il gelo De la paura, e col suo canto il gallo, A pianger ti destô l'horrihil fallo'.

Il MAGNA^iBIO PIEÏRO, che giurato Havea tra mille lance, e mille spade, Al suo caro Signor morire à lato; Quando saocorse, vinto da viltade.

i. Comparez ces deux stances avec les douze premiers vers de la pièce de Malherbe, p. 4.

LES LARMES DE SAINT PIERRE. Wi

Nel gran bisogno haver di Fè niancato ; La vergogna, e'I dolore, e la pietade Del proprio fallo, e de l'altrui martiro ; Di mille punte il petto gli feriro'.

Ma gli archi, che nel core gli aventaro

Le saette piu acute, e piu mortali ;

Fur gli occlii del Signor, quando il miraro :

Gli occhi fur gli archi, e ï guardi fur gli strali,

Che del cor non contenti, sen' passaro,

Fin dentro à Talma; e vi fer piaghe tali,

Che bisogno mentre che visse poi,

Ungerle col licor degli occhi suoi.

Più fieri (parea dir) son gli occhi tuoi De l'empie man, che mi porranno in croce; Ne sento colpo alcun, che si m'annoi Di tanti, ch'altrui forza in me ne scocca; Quanto il colpo, ch' uscio de la tua bocca^.

a Nessun fedel trovai, nessun cortese Di tanti, c' ho degnati ad esser miei : Ma tu, dove '1 mio amor via più t'accese, Perlido, e ingrate sovr' ogn' altro sei. Ciascun di quei sol col fuggir m'offese , 'i'u mi negasti, ed hor con gli altri rei, Par, che ti paschi del mio danno gli occhi : E che la parte del piacer ti tocchi^. »

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