‹ Œuvres de La Bruyère (volume 4)Chapitre 224 sur 257 · LETTRE APOCRYPHE DE G. LETI A LA BRUYERE · texte numérisé non relu

LETTRE APOCRYPHE DE G. LETI A LA BRUYERE

AlV Illustrissimo Signore, padrone coleiidissimoy il Signor de la Bruyère,

Parigi 3.

Mio Signore,

Ne io saprei ambire la padronanza e l'amicitia d'un letterato, e d'un Francese di nome più accreditato, et verso di cui maggiore sia l'inclinattione d'acquistar la gratia d'un tanto sogetto ; ne V. S. I. trovare huomo alcuno nel mondo clie habbia maggior zelo nell' honorarla, e nel stimarla, Molti sono li litterati che ra'hanno scritto del suo singolar merito nel cielo litterario con i dovuti elogi; ed iufiniti quei che m'hanno fatto honorevoli raporti délie sue gentilissime manière di procedere con tutti. Dopo haver voluto la mia buona fortuna, che di tali informationi s'arricchisse il mio spirito , troverà forse strano la sua cortese humanità, che io riccorra alla sorsa ed al fondode' tesori?

1. La première édition de V Histoire des Oracles, de Fontenelle, parut, sans nom d'auteur, en 1687.

2. Soit par distraction, soit à dessein et jDour donner un air de vérité à la lettre, le faussaire a omis un mot, à la fin de la seconde ligne : « de vous montrer. » — Quatre lignes plusloin,û?rof<est en interligne, et le participe eue est sans accord (jque j'ai eu) .

3. Nous suivons, dans ces lettres italiennes, l'orthographe de l'édition originale : Lettere di Gregorio Letiy Amsterdam, 1701, tome II, lettres cxis. et cxx, p. 390-394.

So cbe non hc> nierito per l'acquisto d'una comspondenza d'un gentil' huomu letterato, alla quale aspirano con sommo desio gli stranieri , e ne godono il possesso con infinitissimo piacere i cittadiai. Ma Ubi abundat iniquitas, ibi superabundat et gratia ',

Confido dunque clie V. S. I. non troverà strano questo raio ardii'C di consegrarle in cotesto mio primo, ma tanto più reverente foglio, una servitù délie più humili, con la certezza che a' defetti de' miei talenti si farà innanzi per dissiparli la virtù pretiosissima del suo anime nobile. Sô che la mià servitù gli sarà del tutto inutile, sia nello spirito, sia nel corpo, e per la debolezza délie mie forze, e per la mancanza di quelle lumière che alimentano il comercio trà letterati ; ma s6 ancora che nella generosità del suo cuore non régna interesse, ma affetto, ed una sincera inclinattione d'accogliere tutti, e di non disprezzare nissuno. Non stimo bene d'avanzar più oltre le mie importunità con altre espressioni, sino che haverù la foi-tuna d'intendere che pii farà la gratia d'aggradire che io viva ,

Di V. S. I.

Humilissimo ed ubbidientissimo servidore,

Gregorio Leti.

Geneva, i8 maggio 1678.

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