‹ Opere varie, italiane e francesiChapitre 112 sur 122 · GIO. GHERARDO DE' ROSSI · texte numérisé non relu

GIO. GHERARDO DE' ROSSI

Carissimo Amico

Parigi, 3 novembre 1801.

Vegg'j con dispiacere che una lettera non vi è pervenuta, la quale avrei con estrema premura desiderato, e con assoluta certezza creduto che vi pervenisse. Io stesso per meglio assicurarla l'inclusi in sopraccarta con direzione Collot aîné et Noaro , etc., e di mia mano la consegnai a questo Ministro Ligure , per esser piiì certo che passasse a Genova. Ciò feci sino dal dì 2 settembre scorso , cioè più di due mesi addietro.

Facevo in quella più a lungo memoria degli importanti servigi che avete resi a me e alla mia famiglia , e ve ne esprimeva la mia eterna gratitudine verso l'amicizia vostra , pregandovi accettare, come un ricordo, un oggetto di belle arti che io ho in Roma, e che amo meglio esser vostro che mio: è un quadro di Scuola Senese del

Cavallo alalo d'Arsinoe? Egli le pubblico nel 1804, e con molta vivacità, e non minor apparato di erudizione s'ingegnò di provare ehe /'aies equus era lo struzzo. Ciò nullameno il Visconti due anni dopo sostenne l'opinione d'Achille Stazio , alla quale Antonio Conti e Ugo Foscolo ai'ean dato , anche pria del Visconti^ il loro assenso. — ■ Gli Editori.

Visc. Op. mr. T, IV. 35

buon tempo rappresentante una Cleopatra. Voi lo conoscete : se non è del tutto degno di entrare nella vostra sceltissima collezione, spero che ve lo ammetterete almeno in grazia dell'amicizia che ci unisce. Credo che vi pregassi di qualche piccolo affare che ora ho dimenticato: se sarà importante, ve ne tornerò a pregare. Mi pare che uno fosse di mandarmi due libretti per la prima occasione sicura ; uno è Y Archeologia d' Ernesti , V altro il Catalogo del Museo P'io-Clementiiio di Pasquale Massi. Ve ne torno a pregare.

Ora è il tempo di spedirmi i miei libri, e quello che resta del mio. In mano di Mirri son due bustini di bronzo del mio. Desidererei che fossero inviati a Marsiglia per filuca genovese colla direzione — Ju Cit. Joseph Guybert à Marseille pour les envoyer au Cit. Molini libraire à Paris , rue MignoTi N. 2 , pour compte du Cit. Visconti Antiquaire et Membre du Conseil au Musée Central des Arts. — La spesa che mi notificherete sarà rimborsata al vostro ordine. A proposito di ciò debbo avvertirvi che la vostra cambiale, che attendo per pagarla puntualmente , ancora non si presenta.

Mi ha data molta pena la vostra ultima dettata e scritta nell'accesso della podagra. Sono gl'incomodi della vita ; anch' io ho sofferta una febbre nervosa del tipo di terzana doppia, che mi ha molto vessato : alfine sono ristabilito. Mi persuado che anche voi godiate di buona salute , e che il vostro lungo silenzio debba io attribuirlo piuttosto a qualche scorsa all' aria buona , che ad alcuna sinistra cagione.

Teresina vi sciive ella slessa, perciò non vi ag-

giuDgo nulla in suo nome. Assicuratevi ad ogni occasione della mia riconoscenza e datemene qualche occasione.

* II vostro amico

Visconti

P. S. Per darvi qualche nuova di belle arti , vi fo sapere che Gerard pittore francese nato a Roma ha esposto un ritratto di Mad. Bonaparte veramente maraviglioso. La tela è di forma quadra, la figura è assisa sopra un sola, in una sala dove il giorno penetra e par vera lucej un gradino al dinanzi manda indietro tutto T interno. Le tinte , il disegno, tutto è espresso dal gusto dei primi maestri italiani: le carnagioni d'una verità e d'un artifizio incredibile son degne di Tiziano: il chiaroscuro, il disegno, tutto è perfetto. È un quadro da passare alla posterità. È da desiderarsi da questo valente artista un quadro di storia.

ALLO STESSO Caro AiMico

Parigi , 3 dicembre 1 80 1 .

Sin dal dì 24 dello scorso novembre ( 3 frimaire an X ) ebbi il piacere di soddisfare al mio debito pagando la vostra eambiale di lire 381 ec. E però ben lungo tempo che non abbiamo il piacere di vedere i vostri caratteri. Non è molto una

lettera , che ho ricevuta da Giuseppino sci-ilta in francese^ mi recava i vostri saluti, e mi assicurava che stavate bene. Molto tempo è già passato che vi mandai l'istruzione del metodo per far trasportare qui i miei libri , e quel resto d'effetti che ci rimane ancora costì. Siccome pe' cattivi tempi e per le inondazioni de' fiumi v' ha luogo a credere clie la mia lettera possa esser perduta , vi ripeterò qui 1' articolo concernente i libri , che ora è per me uno degli oggetti essenziali. Vi pregava dunque di farli imbarcare incassati, e così quel poco resto d'oggetti rimanenti, in una filuca genovese j e dirigerli a Marsigha all'indirizzo di . — M. Gujbert à Marseille pour les envoyer au Cit. Moiini à Paris pour compte du Cit. Visconti Antiquaire au Musée Central des Arts à Paris. — Assicuratevi che dopo che la mia famiglia mi ha raggiunto non ho nulla che tanto mi prema come aver meco i miei Hbri: tanto piià che hbri di quel genere son qui estremamente cari; e quantunque ne abbia, prestati anche dalle Biblioteche pubbliche , voi sapete questa specie di studj , a' quali m' applico, quanti ne richieda.

]Non ho altre nuove di belle Arti da aggiungere a quelle che vi diedi del Salone nella mia ultima, se non che qui si va facendo incidere qualche quadro della gran collezione nazionale. Si comincia da quello di Raffaello rappresentante una S. Famiglia, detto la Giardiniera.

A proposito di quadri vi prego accettare di nuovo come Mnemosjnon quello che ho costì, attribuito al Meccarino,

Teresina e la famiglia stan bene. Ella h mille

è mille saluti. Contate sempre su me come sul piiì

2;rato fra' vostri amici

Visconti

P. S. Mi farete sapere la spesa per l'incasso e imbarco de' libri ec. , che terrò a vostra disposizione il rimborso. Vi prego de' miei saluti a Giuseppino, a Riccy, e ad altri che mi sieno amici.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi, 29 gennaro 1802.

Ho avuto nei giorni scorsi occasione di parlare del Raffaello di casa Colonna della seconda maniera colla B. V,, due Apostoli ^ due Sante ec. ad un amatore che ha una bella collezione e desidererebbe avere un Raffaello sicuro. Il vostro quadro è descritto, se non erro^ dal Vasari pag. i66, dell'edizione di Firenze 1771, T. Ili, e credo che sia uno sbaglio quello di Bottari che lo suppose in Ispagna. Se lo avete ancora, e se avete piacere di venderlo, scrivetemene confidenzialmente il prezzo ultimo pel quale potreste lasciarlo. Se converrà questo all'amatore, l' affare potrà facilmente accomodarsi. Esso non manca di denari, ma non li spende alla inglese,

A proposito di Raffaello, il generale Murai mi ha mostrato il quadro regalatogli dal Papa. È quello

55o LETTERE

descritlo dal Vasari alla pag. 192 della stessa edizione, T. Ili, e che era a quel tempo presso gli eredi del card. Pio da Carpi. Il Botta ri nella nota (3) dice che ve n'era un simile in una casa privata di Roma. Questo del Generale pare nel tocco mostrar piuttosto il pennello di Giulio , quantunque la composizione ammirabile sia indubitatamente del maestro. Desidererei sapere come questo quadro fosse al Vaticano j se mai venutovi fra quei de' Gesuiti o altramente, e T opinione che se ne aveva precisamente. Le vostre cognizioni potran facilmente fornirmi questa notizia.

Avevo veduta presso 1' ambascialor di Spagna Azara l' opera del Correggio j ne avevo scorso le descrizioni trilingui , e non dubitavo che fossero opera vostra , sì per l' intelligenza e per l' eleganza che ci regnano , come per ricoidarmi che una volta mi avevate consultato su qualche particolare di quelle figure che sono nelle lunette. L'edizione è bellissima, belle sono le stampe- ma mi sembra che nei disegni si sarebbe potuto desiderare qualche maggior perfezione.

Il vostro progetto di mandare le mie cose piuttosto per una tartana francese , che per una filuca genovese , mi pare ottimo. Talché potete effettuarlo quando credete piij a proposito. Voi vi potete immaginare l'impazienza colla quale attendo que' pochi ma buoni libri eh' ero avvezzo a scartabellare da sì lungo tempo. Forse Giuseppino già vi avrà detto questo medesimo, rapporto al modo di mandarmeli.

Teresina avendo inteso jeri sera che volevo scrivervi , mi ha incaricato di dirvi mille cose per lei 5

fra le altre desidera premurosamente , come faccio ancor io, di aver nuove precise della vostra salute, che secondo la vostra ultima lettera non andava ancora così bene come tutti noi desideriamo. Essa non è ancora levata : sta ottimamente non ostante il noviziato che ha dovuto fare di questo clima. Il freddo sul principio del mese è stato per molti giorni circa 1 3 gradi sotto il ghiaccio , almeno per alcune ore in ciascun giorno. I miei figli ed io stiamo benissimo. Essi desiderano che vi saluti a lor nome. Sigismondo comincia a disegnare assai passabilmente.

Son sicuro che queste notizie v'interessano, attesi i sentimenti che vi uniscono al

Vostro sincero amico

Visconti

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi , li 22 marzo 1802.

Ricevei giorni sono la vostra gratissima de' 2 3 febbrajo. Avevo ricevuto , come già v' accorgeste dall'ultima mia, due altre vostre, una dei i3 gennajo 1802, un'altra de' 9 dicembre 1801. M'incaricavate in quelle di due commissioni, le quali non ho potuto ancora adempire , non avendo fatta conoscenza col cit. Pietro CoUot, ne trovato M. Beker.

Riconosco la vostra amichevole premura inquanto fate per l'invio della mia roba e libri, dove gradirò infinitamente trovare delle vostre nuove produzioni, e se sarà stampata, vi prego non dimenticare rOrazione per le belle Arti in Campidoglio. Quanto all'opera che scrivete , deve riuscire eccellentissima , attesa la finezza che possedete in penetrare lutti i recessi de' caratteri morali nel più profondo del pensiero e delle affezioni umane. Non potrebbe stamparsi anonima?

Ecco una commissione importantissima che fido alla vostra amicizia. Madama Bonaparte consorte del primo Console desidera avere un gruppo d'Amore e Psiche da Canova: desidera che sia lo stesso che quello acquistato dal generale Murat , salve quelle piccole varietà che le seconde cure suggeriscono sempre ai grandi uomini. Ella ricerca sapere il prezzo che lo pagherà e il tempo dentro il quale potrà essere terminalo. Questa commissione è tanto più onorevole per l'insigne artefice, quanto il Governo non dà qui mollo a lavorare agli scultori, e che i Francesi pretendono avere a Parigi la migliore scuola di scultura che atlualmente esista. E certo che Julien e Moitié non sono senza merito: ma il primo è un poco troppo avanzato in età • il secondo riesce più nel bassorilievo che nella scultura isolata. I giovani che danno speranza sono moltissimi. In somma è certo che questa premura di Mad. Bonaparte mostra che f opinione generale mette il nostro scultore IlaUano in quel grado di preeminenza che meritano le sue opere. Se mai vi fossero ostacoli, vi prego interessarvi perchè spariscano. Come per esempio se il lavoro

dell' Ercole fosse uno, credo che M. Torlonia si farebbe un pregio di lasciar agio all' artefice d' adempir prima a questa commissione. Madama Bonaparte me ne ha incaricato jeri con somma premura, avendomi chiamato alla sua campagna detfa la Maìinaison; ed attende con impazienza la risposta. Altra commissione. Il cav. Roquefort, uomo assai dotto ed unico nella intelligenza del vecchio francese e provenzale , come si trova ne' Troverri e ne' Troubadours ^ versatissimo ancora in ogni sorta di cognizioni , possiede nella sua ricca Biblioteca X Alphabetum Thibetanum del P. Giorgi, ma vi manca il foglio A contenente il fine dell'indice e le approvazioni. Se mai ne' fogli scartati potesse trovarsene uno, gradirebbe che s' acquistasse e si mandasse. Se Fulgoni è vivo, potrebbe egli trovare questo foglio. Per altro , se si avesse a comprare un altro esemplare intiero , il committente si terr.^ piuttosto il libro così quale è.

Vedo dal catalogo de' miei libri che molli opuscoli sciolti ho perduto. Fra questi mi manca la mia Lettera a Somaglia suW Argenteria, delle Pao^ lotte , la Lettera a Borgia sul Piombo di L^elletrij e r altra di Sestini sullo stesso Piombo. Se vi degnate incaricarne mio fratello Filippo, egli sarà forse in grado di trovarmele: mi farete la grazia di rimborsargliene il prezzo che io poi soddisferò con tutto il resto che vi devo a oi^ni voì>tro cenno. Co.sì vi prego far acquisto di 2 eseiu piali del Frammento di Livio dato da Cancellieri , ossia Giovenazzi, della prima edizione che fa corpo coli' edizione Liviana di Drackenborchio. Se si potesse avere dal Principe Borghese attuale qualche altro

esemplare delle Iscrizioni Ti'iopee e de' Monumenti G ahi ni , mi sarebbero graditissimi.

Vi ringrazio infinitamente delle belle notizie che mi date sul quadro di Raffaello , delle quali vi ricercai. Credo che sia quello di Loreto : e certamente Giulio vi ha dipinto. Godo della scoperta del quadro eh' era in Araceli. Non credo però che quello delle Contesse fatto per quella chiesa vi sia mai stato collocato. Questo quadro portato dalla tavola sulla tela è d' una freschezza di colore ammirabile. Vi manderò il libretto di questa nuova esposizione j veramente maravigliosa, alla prima occasione.

Tutta la mia famiglia sta bene. Teresina vi scrive una lettera che v' accludo. Marini non deve a me d'essere stato proposto, perchè io non ho ancora gli anni di cittadinanza per potere essere ascritto all'Istituto. Io non ho fallo altro che preconizzare presso i più eruditi il suo merito, e provarlo loro coir acquisto che ho fatto fare a diversi d^' suoi Frati Jrvali forniti dal Molini.

Quanto più presto mi farete pervenire la risposta definitiva del nostro Canova, tanto più farete piacere al

Vostro affez. amico

Visconti

P. S. Salutatemi Giuseppino. Vi ringrazio anticipatamente di ciò che sperate far per lui.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Pari^, 26 aprile 1802.

Imparo da una lettera che Giuseppiiio ultimamente mi ha scritta , che il mio credito coli' eredità Cersiglia, o piuttosto la Corvetta fatta da lui costruire , potrà ricuperarsi mediante V attenzione del sig. Clemente Pucitta cui nel partire raccomandai questo affare. Vi mando dunque una Procura semplice, la sottoscrizione della quale potrete far riconoscere da codesto segretario di legazione M. Artaud, a cui ne scrivo, ed anzi v'accludo la lettera. Vi trasmetto altresì la ricognizione o ricevuta originale del fu Cersiglia , che è il principal documento per l'affare di cui si tratta. Son sicuro che Tamicizia vostra vorrà caricarsi ancora per me di questo pensiero. Ho aggiunto nella Procura T autorizzazione all'esigenza d'altii miei crediti, perchè nel bisogno non sia d' uopo di rinnovarla.

Il sig. Gaetano Chiassi m' avea fatta da più mesi passare una sua pretensione di piastre 68 per mercatanzie levate in mio nome dal suo negozio. Io gli risposi che veramente io non mi credevo strettamente obbligato a pagargliele , avendogli io in tempo opportuno ceduto il mio credito per rimborso del vestiario che aveva fatto a mie spese , ma che doveva pagarsi dal pubblico erario. Però

mosso da equità, sapendo la difficoltà che aveva egli ora ad esigere questi rimborsi, io riducevo con tara assai ragionevole e fondata in circostanze di fatto questa sua pretensione a piastre 5o che mi offrivo fargli avere quando egli si chiamasse saldato e soddisfatto. Ricevo lettera che me ne accusa altre due simili, e che non ho ricevute , nella quale si dichiara contento e aspetta la somma. Se questo affare del creditp con Cersiglia non va molto in lungo, vi prego a pagargliele di quelle che riceverete sino alla somma di 5o con sua piena quietanza. Se però questo rimborso prevedete che tarderà molto , avvisatemelo , ed io trasmetterò al Chiassi una cambiale. Giuseppino, che mi ha raccomandato altre volte il Chiassi per tal fine, potrà fare il piacere di prevenirlo di ciò. Oltre di che io gliene scrivo. Il resto tenetelo in conto di quello che vi dovrò, e che mi farete noto, per la spedizione de' Ubri , ec.

Sto con grandissima espettazione della risposta del valente Canova pel gruppo che Mad. Bonaparte domanda, affare che vi raccomandai per due lettere contemporanee, sul timore che una potesse smarrirsi. Spero che il mezzo vostro efficace avrà procurata una risposta affermativa.

Vi ho scritto due commendatizie ; una per lo scultore Calamur giovine di somma speranza e volonteroso di studiare e perfezionarsi 5 l'altra per M. Scrmentot ricco particolare che viaggia per suo piacere, e che i suoi rispettabilissimi parenti m hanno raccomandato , acciò lo dirigessi a persona i cui lumi potessero guidarlo , e la cui conversazione istruirlo. Sua sorella è mogUe del cit. Le Couteulx

de CanteleUj membro del Senato e capo del Banco di Francia. Son certo che questi due soggetti non sono indegni che gli ammettiate alla vostra con-i versazione.

Qui si soprassiede alla esecuzione della Colonna Nazionale: ma pare che il gran progetto di finire il gran palazzo del Louvre possa eseguirsi. Questo edifizio che conoscerete forse sui rami, benché di stili diversi, e in nessuna sua parte assolutamente compito, è pure uno de' più gran monumenti della moderna architettura e per la sua mole immensa e per la bellezza o dell'effetto G della esecuzione d' alcune sue parti.

I fogli pubblici annunziano una statua d'Achille trovata a Ostia. Ha essa tutto il mèrito che se ne vanta? la denominazione n' è ella ben fondata? voi sarete certamente al caso di schiarirmi questi dubbj.

La mia famiglia sta bene. I ragazzi studiano, e il maggiore comincia a disegnare passabilmente , e traduce assai bene dal francese nell' italiano. Tutti vi salutano, e più particolarmente Teresina. Contate in tutto ciò che vi può occorrere qui sul

Vostro affez. amico

Visconti

P. S. Ho saputo che Torlonia ha fatto |acquisto dell'opera del Museo Pio-Clementino. Se gli esemplari del testo venissero a mancare talchè]fosse bisogno ristamparlo, è bene che vi dica che io 1' ho nelle mie carte molto variato e corretto j talché facilmente potrei fornirlo a qualunque patto

per poco che fosse ragionevole : né penserei a qualclie proposizione che mi si fa per darlo colle emendazioni in francese ed in altro sesto (i). Vi raccomando sempre Giuseppino.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi, 24 maggio 1802.

Pochi giorni dopo che fu giunta presentai la vostra risposta a Madama Bonaparte, a cui dissi che per meglio servirla mi ero indirizzato immediatamente a voi: l'accompagnai d'una indicazione de' tre articoli di scultura stesa in francese, e dove ciascuno era separatamente presentato. La scelta non fu tanto facile; sempre si desiderava quello che non era il prescelto. I due gruppi d'Amore e Psiche sono ora nella casa di campagna del generale Murat a Neuiliy presso Parigi; or F uno or 1' altro parca meritare la preferenza. La risoluzione finale è che Madama Bonaparte si determina pel gruppo secondo, cioè quello in piedi, tanto più che la vostra lettera fa sperare di poterlo avere fra ])iccolo spazio di tempo. Quando è pronto o quando è vicino ad esserlo, raccomando alla di-

(i) L'emendazioni ed aggiunte dall' Autore già prepa^ rate e disposte per la ristampa del Museo Pio- dementino trovansi in qucsl'O^eve varie, T. II j pag. ^23, f^idi ivi la nota (i). — Gii Editori.

LETTERE SSq

ligenza vostra di farmene avvertito, perchè possano darsi gli ordini in conseguenza. Già comprendete che il prezzo di duemila zecchini col piedistallo e il bilico a tenore della vostra lettera non è oggetto di discussione. Ma non perciò vorrebbe Madama rinunziare affatto all' altro gruppo. Essa desidera d'averlo ancora j solamente vorrebbe che per cagione di varietà il soggetto non fosse lo stesso. La composizione medesima potrebbe rappresentare Zeffiro e Glori, o due Bacchiche divinità subalterne, come sarebbero Aerato e Mete (il primo è il genio del bere così denominato dal vin puro • la seconda presiede alla gioja dell'ebrietà di cui porta il nome: il primo ha ordinariamente le ah nella maggior parte de' monumenti ) , o il giovine Mercurio con qualche Ninfa , o insomma altro soggetto analogo. Madama v'impone di trattare anche di questo secondo articolo. Ve n' è anche un terzo; a questo conoscerete l' entusiasmo che han destato le opere del nostro immortale artefice. Madama desidererebbe per una sua galleria dodici ligure dell'altezza di tre piedi parigini ciascuna, li sig. Ganova potrebbe farle a suo comodo, e mandarne due per due. I soggetti potrebbero essere i mesi, o i dodici Dei, o altro che si proponesse. Su questo terzo articolo io ho fatto prevedere delle difficoltà , specialmente pel dubbio che non ami il nostro scultore di lavorare così in piccolo. Però se vi fosse qualche mezzo termine di soddisfarla, voi lo suggerirete.

Voi mi domandate quello eh' è stato scritto sull'Astronomia Egiziana. Io ben m'accorgo che le gazzette han fatto credere che molto su di ciò sia uscito alla luce. Ma non vi è nulla di pubblica-

56o LETTERE

lo, iinlla affatto. Si parla dell'Astronomia Egiziana nelle due opere di Bailly , storia deirAstronoiuia antica, e storia dell'Astronomia orientale. Queste due opere sono ora assai rarej ma se le volete, potran trovarsi: basta che me lo significhiate. Si parla ancora dell'Astronomia Egizia nella introduzione della grande opera di De la Lande -e se ne parla assai nell' opera di Dupuis Origine des cultes per tutto, ma specialmente nell' XI volume. Se mai voleste quest' ultima , ne attendo il cenno. Ho io una breve discussione con cui confuto la pre-r tesa antichità di 4j 7 ^ sino a n mila anni de-^ gli Zodiaci che trovansi in alcuni templi dell'alto Egitto* ma questa mia interpretazione formerà una digressione della descrizione d'Egitto , che non è ancora impressa, pel ritardo del rame che la rappresenta (i).

A quest'ora avrete ricevuta una mia Procura per un affare particolarmente di cui mi scrisse Giuseppino. Sto ancora in attenzione di sentire la spedizione de' miei libri. Basta : tuttociò che raccomando a voi lo tengo così sicuro, e ne «)no cosi tranquillo, e anche più, che se lo procurassi io medesimo. Allo zelo dell' amicizia voi unite una esattezza assai superiore alla mia. Nel foglietto compiegato rispondo al vostro articolo scrittomi

(i) La Notizia Soramaria , o Breve discussione sulla pretesa antichità de' Zodiaci Egiziani , di cui fa cenno V Autore^ veggasi in quest'Opere varie , T. HI, pcTg- i. Coni egli poi cogliesse colle sue dot! e congetture nel segno , fu da noi provato nella Prefazione al volante medesimo. — Gli Editori,

a parte. Teresina e i figli stan bene e vi salutano lutti. Io sono sempre il vostro

Visconti

P. S. Teresina ha scritto per 1' occasione del sig. Giovanni Emilj ^ incisore di rami in Campo Marzo , il quale nel suo ritorno porta insieme colle lettere alcuni disegni de' ragazzi. Essa mi suggerisce che potete farne ricerca da Giuseppino. Essa ed io ci rallegriamo cordialmente della sig.=" sposa Caelanij e speriamo di far presto il medesimo della sig.^ Clementina.

Poscritto del giorno 5 giugno 1802 (i).

P. S. Il generale Murat eh' è qui di ritorno mi dà la spiacevole nuova d'una malattia del sig. Canova. Spero per altro che al giunger di questa copia egli sarà ristabilito. Ho tardato a spedirvela perchè m' aspettava anche un ordine per 1' Ebe j ma non voglio ora differir piìì, benché non abbia avuto su di ciò alcuno avviso.

Da una lettera di M. Artaud intendo che dovevate aver ricevuta altra mia. Sto in attenzione della spedizione de' hbri etc. Uno di questi giorni debbo vedere un M. Collot possessore di bei quadri. Non so se sia il medesimo di cui voi mi scrivete: quando lo avrò veduto saprò darvene qual-

(i) 7/ Visconti mandando al De' Rossi nel giorno 5 giugno copia dçlLi precedente lettera {forse per timore ch'essa si fosse smarrita, o per maggiore sicurezza) tralasciò gli ultimi due paragrafi e il P. S. Teresina, ec, ed in vece vi aggiunse quest' altro poscrìtlo. — Gli Editori, Visc. Op. var. T. IV. 36

che notizia più esatta. Pe' libri dell'Astronomia Egiziana mi riporto all' ultima mia, che non dubito esser già in vostre mani.

Tutti stiamo bene , e sempre mille saluti.

Sono il TOjtro

Visconti

ALLO STESSO Amico Carissimo

Parigi, i3 luglio 1802.

Non voglio più differire di rispondere alle tre vostre carissime de' 9, i5 e aS scorso j benché nulla ancora possa annunziarvi circa l' affare Canova. Mad. Bonaparte, stata assente pe' bagni, torna questa sera , ma non potrò vederla se non fra alcuni giorni. Sieguo T ordine delle cose eh' è nelle lettere vostre. Poiché 1' affare CersigUa va in lungo, vedrò di mandare qualche cosa al Chiassi 5 pel rimanente attenderà, come attendo io stesso. Son sicuro che intanto non perderete di vista il Pucitta. Circa i libri tutto va ottimamente , come è il solito delle cose confidate alla vostra amicizia ed esattezza: ho già ricevuta nuova che Guybeit ha la polizza a MarsigUa. Procuro che il Governo faccia il resto del trasporto sino a Parigi. La vostra cambiale all' ordine Lucchi e Fossati sarà prontamente soddisfatta come è stata ì' altra. Circa quel

che vi scrissi per l' opera del Museo , attenderò r opportunità che voi avete di parlare a costoro, Pe' libretti di quel di Parigi, cercherò occasioni di mandarveli : ve ne sarà un nuovo di disegni j siccome non v' è luogo d' esporre tutti quelli che a}> biamo ad un tratto, e vi saranno aggiunti de' be' vasi detti Etruschi che sono come de' croquis dell' antichità. Non avevo la direzione di Pitoni ; ho consegnata la vostra lettera al sig. Paccaroni, che lo vede spesso, e a quest'ora gliela deve aver passata.

Venendo ora al tratto sì poco amichevole , e dirò ancora sì poco ragionevole dello scultore , veramente mi ha sorpreso. Si pente forse del prezzo? non è contento del gruppo che tema inferiore a quello del generale Murat? Io credo di non poter far meglio che trascrivervi qui la lettera che egli mi ha diretta. Vedrete che non si ritira j dice che ancora Campbell non risponde: ma se non rispondesse mai, terrà egli il gruppo in eterno? Io Dell' accennare a Madama che il gruppo non è ancor libero, non lo darò per terminato del tutto; tanto più che la malattia di Canova conosciuta qua pel mezzo del generale Murat fa supporre questo ritardo. Intanto la risposta forse verrà j perchè vedrete daUa lettera i;he Canova medesimo è persuaso che l'Inglese non insisterà. Egli sembra dall'altra parte volonteroso di dar la sua Ebe.

Attendo con impazienza la lettera che mi promettete. Tutta la mia famiglia sta bene. Tutti vi salutano, e Teresina in particolare.

M. Collot mi ha fatto vedere i bei quadri acquistati per la più parte coi mezzo vostro. Egli n'è

contentissimo ^ e ne ha ragione. Mi rincresce estre* inamente che la mia commissione sia stata causa del vostro disgusto con Canova. M'immagino per altro che a quest' ora si sarà accorto della maniera ingrata con cui s'è diportato, e che ve ne avrà chiesta scusa.

Ricordatemi agli amici, ringraziate Pippo mio fratello de' pensieri che si è dato , e contate sempre sul

Vostro umico Visconti

Copia della lettera del sig. Canova, data in Roma li 23 giugno scorso.

« Il chiarissimo sig. G. G. De' Rossi mi comu- (« nicò il tenore della di lei risposta in proposito « della favorita richiesta di Mad. Bonaparte. Io « le confesso che quanto sono sensibile e grato (( per la pregiata commissione onde vuole Mad. u onorarmi , altrettanto e più grave mi riesce la « dispiacenza di non potervi dare all' istante il « bramato adempimento. Ed è perciò che io m'af- « fretto di scriverle la presente, significandole con « maggior precisione le circostanze del noto lace voro a cui si fece il merito della scelta, giacché « il sig. De' Rossi toccò questo articolo forse troppo « velocemente. Intesa appena i' intenzione e il desi- « derio di Mad. dissi a lui , che con tutto il mio « genio accetterei l' onore di servirla sul punto « medesimo, se il numero de' lavori a cui sono « attualmente e per parecchi altri anni impegna-

tO; mi lasciassero luogo a poter destinare i miei servigi a compimento delie brame di una distinta persona : che però se si trattasse del gruppo in piedi d'Amore e Psiche da me pur ora finito e quasi simile all'altro del sig. generale Murat, io mi sarei studiato d' ottenere la cessione dal colonnello Campbell, per il quale era fissato, e dal quale per esso ricevei parte del denaro. A tal fine scrissi molto prima al medesimo, onde sapere la sua intenzione ; e replicai poscia lettera sopra lettera, anche la settimana scorsa , per violentarlo in ogni modo ad una sollecita risposta , che io vorrei lusingarmi favorevole , atteso che so di certo che egli, lasciata la sua casa di Londra , ha venduti anche i suoi effetti di Belle Arti. A dirle il vero, il gruppo ceduto al sig. generale Murat dovea servire per il sig. Colonnello, e quindi per tal cessione ne sostituii quello di cui ora si tratta, e cui vorrei poter dire che resta ai comandi di Madama , se avessi ancora ricevuto l'aspettato riscontro, che, secondo l'ultima mia scrittagli, non può restare infallibilmente questo affare per gran tempo sospeso. Aggiunsi al sig. De' Rossi, che mi trovava un'Ebe poc'anzi finita, la quale benché impegnata e quasi pagata per metà, senza nominare il soggetto a cui si esibiva, ottenni di poterla offerire a piacere, coli' oggetto appunto di soddisfare in parte e con prontezza le venerate premure di Madama. Ed anzi suU' espettazione e lusinga che l'offerta potesse essere benignamente accolta , non la rilasciai alle richieste fattemi dal medesimo sig. generale Murat nell' ultimo suo pas-

(( siiggio por Roma , e così pure la negai ad altri w ancora. Non elTettuandosi ne V una nò V altra « di queste idee , io certamente abbisogno di qual- « che sensibile dilazione, almeno di quattro anni, « onde potermi adoperare all'esecuzione del gruppo « offertomi; e si avrà quindi agio di convenire sulla u maniera della progettata composizione, dispostist( simo di ricevere con deferenza que' suggerimenti « e consigli che ella in tal proposito volesse avanci zarmi. Creda pure che la ragione da me alle- « gata di mancanza di tempo è reale e sincera; « e il sig. De' Rossi lo sa pur bene, come lo sanno » parecchie altre persone, che io in forza appunto u di condizionati impegni ho dovuto rinunziare « a molte commissioni assai vantaggiose venutemi u da varie parti. E perciò pregata di presentare (t alla gentilezza di Madama la sincerità di queste « mie disposizioni , accompagnate da quelle del mio (f profondo ossequio e riconoscenza , mentre io mi (( riserbo di dichiararmi pieno di vera stima e conce siderazione ec. »

u P. S. Nel passato mese le diedi relazione d'a- (( vere spedito al sig. generale Murat per codesto « celeberrimo Istituto un gesso d'un mio Piigilato- « re; e nella lettera a lei diretta (i) le diceva la (( mia intenzione su di quello, e le faceva ancora « qualche ricerca d'erudizione intorno le antiche u Miliche ».

(i) Questa lettera del sig. Canova non mi è pervenuta.

ALLO STESSO

Amico Carissimo

Parigi , 9 aprile ï8o3.

La proposizione di monsig. Argelati è equa : l' accomodamento che mi proponete è degno della vostra amicizia per me ( ve ne ringrazio ) , ed impegna sempre più la mia riconoscenza verso di voi.

V'aggiungo un' altra lettera ostensibile d' approvazione dell' accomodamento.

Di queste 70 piastre che prenderete per la pensione scaduta i ^5 marzo giorno dell'Annunziala etc. vi prego dare da mia parte due doppie a Giuseppino che mi saluterete.

I due Tomi di La Bruyère già gli ho, e cercherò farvi pervenire per qualche occasione.

Ho ricevuto i Tomi dell' ab. LTggieri ; cercherò di farli annunziare favorevolmente : ancora non ho avuto tempo di scorrerli: gli scriverò quanto prima 5 intanto, se lo vedete, ringraziatelo da mia parte.

Non mi ricordo se vi ho scritto che il Primo Console nella riforma dell' Istituto Nazionale di Francia me ne ha nominato membro nella classe di Belle Arti. Questa nomina è stata fatta il dì 28 gennaro scorso : mi porta la pensione di 1 5oo franchi.

Sto ancora occupandomi per suo ordine d'un'o-

pera sulla Iconografia antica, la quale abbraccerà tutti i ritratti degli uomini illustri, re, imperatori , etc. , che ci son pervenuti in una maniera autentica , o fondati su congetture assai probabili. Quest' opera sarà magmfica : l'Accademia di Francia costì sarà incaricata di molti disegni : fojse avrò occasione di riparlar vene (i).

Teresina, che sta bene, come tutta la famiglia vi manda mille cordiali saluti.

Rue de l'Université n.° 296 Hôtel d'Aiguillon.

Tulio vostro

Visconti

Mcmliro (IclPlslituto Nazionale di Francia.

P. S. 11 cavaliere Angiolini è partito da Parigi pochi giorni prima dell'arrivo della vostra lettera. L'ho saputo per una lettera di congedo, che ho ricevuto da sua parte. Giuseppino mi suppone che voi crediate che io abbia incaricato M. Artaud dell' affare Cersiglia. Ciò non è punto vero : non ho mai scritto a M. Artaud fuorché per fargli legalizzare la mia Procura. Se egli n' è informato , questa informazione gli è venuta da Chiassi e non da me. Vi prego non trascurarlo e di pressare Mansi a tale effetto.

La cambiale per l'affare Chiassi fu puntualmente soddisfatta alla sua scadenza.

Vi confermo di nuovo i soliti miei indelebili sentimenti.

(r) La Iconografìa greca e la romana, niûgni/icamente pubblicate a Parigi , formano la seconda Classe di tutte le Opere di Ennio Quirino Visconti, edizione di Milano. — Gli Editori.

ALLO STESSO

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