‹ Opere varie, italiane e francesiChapitre 113 sur 122 · III. SiG. SiG. Pad.'^ Colendiss · texte numérisé non relu

III. SiG. SiG. Pad.'^ Colendiss

L'accomodamento che ella mi propone per parte di monsig. Argelati vescovo di Terracina e Sezze per gli arretrati della mia pensione, avendolo maturamente considerato, lo accetto, sì riguardo alla riduzione degli scudi aSo a piastre i6o , sì riguardo alla maniera di pagarli in quattro anni , accrescendo quaranta per anno. La sua intervenzione, a cui ho tutte le ragioni di deferire , le circostanze che ella mi rappresenta di Monsignore , e la stima che ho per questo rispettabil Prelato, sono i motivi che mi determinano. Avendo già ella la mia Procura potrà procedere alla riscossione del termine pur ora spirato il dì 25 marzo, giorno della santissima Annunziata, e darne quietanza a Monsignore.

Sono pieno di riconoscenza alla sua pregevole amicizia , ed ho 1' onore di rassegnarmi

Di V. S. Illustriss.

Divotist. olbligatiss. servitore ed amico E. Q. Visconti

Membro dell'Istituto Nazionale di Francia e Conservatore degli Antichi al Museo Centrale.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi, 20 maggio i8o3.

Non dubito che da gran tempo non abbiate ricevuta la mia lettera in cui mi dichiaro estremamente soddisfatto di tutto ciò che avete agito Dell'affa re della pensione 5 v' accludevo una lettera ostensibile per monsignor Argelati, etc. Il sig. Giardini si è incaricato di farvi passare per via sicura un pacchetto dove è Topera di La Bruyère della stessa edizione e carta della quale avete il Teofrasto : vi ho aggiunte alcune copie d' una mia Memoria sa d'una curiosa statua egizia stata donata al Primo Console* vi prego d'accettarne quelle che vi piacerà avere, ed il resto distribuirlo agli amici, come a Marini, Riccy, mio fratello Filippo, Testa, Nicolai, etc. (i)

Avrò spesso bisogno d' interpellare la vostra assistenza nel corso della grande opera che ho intrapreso per ordine del Primo Console, cioè d'una Iconografia di ritratti autentici dell' antichità , e che mi pare avervi altra volta accennata. Eccone già un' occasione. Ho fatto disegnare sul gesso che

(i) Lu Memoria qui accennata e quella stessa che abhiam data nel T. Ili ^ p. 33. Feggasi la Prefazione allo stesso tomo, p. vii. — Gli Editori.

esiste qui presso M. Gerard l'Esopo d'Albani: ma il formatore ha omesso il principio antico dell'erma o pilastro quadrangolare, su cui sorge la mezza figura , e eh' è del medesimo pezzo di marmo. Questo principio d' erma lo credo essenziale per provare che questa figura è quella d'un uomo illustre, J^ir Mercuriaìis , e non già semplicemente un gobbo fatto per piacere o per ornamento d'un giardino. Vi prego a farne prendere ( di questa sola estremità di pilastro senza far figura ) due segni, o come qui si dice un croquis in piccolo , e da potermi accludere nella lettera vostra, che poi lo farò qui trasportare in grande, ed adattarne al resto del disegno per farlo quanto prima incidere. Vi prego altresì di farvi dare da mio fratello Filippo uno zolfo della medaglia d'Erodoto, che potrà farmi passare in una scatoletta in qualche occasione , o per mezzo dell' Ambasciador Francese che sta per trasportare a Roma il cardinal Fesch. Vedete come l' amicizia vostra mi è sempre utile , e come io ne profitto. Desidero potervi mostrare quella reciprocità di sentimenti co' quali sono

Tutto vostro Visconti

Teresina vi scrive : tutti stiamo bene.

P. S. Ho veduto il cav. Angiolini che credevo partito per un equivoco. Trovo che egli ha ricevuta lettera da voi. Ecco un' altra incombenza da pregarvi. Desidererei sapere che prezzo domanderebbe il valente incisore Fontana per ciascuno de' rami che conterrebbero due ritratti in quattro

vedute, faccia e profilo j precisamente della stessa grandezza ed ancora toccati collo stesso stile con cui egli medesimo ha eseguito , p. e. , il ritratto di Demostene nel VI tomo del Musco Pìo~Clementùio, tav. 87. La sola diflerenza sarebbe che qui la tavola conterrebbe quattro teste in vece di due. Desidererei anche sapere il tempo in cui darebbe finito ciascun rame.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi, li 24 dicembre i8o3.

Ricevei la cambiale di fr. 600. 44? ^ J^- Delesscrt me r ha pagata subito senza attenderne la scadenza.

M. Tochon attualmente è assente da Parigi, ma tornerh fra poco. Non ho un' idea ben chiara della vostra lucerna. Mi pare che termini con una testa di cavallo. Voi dite che dubitate dell'antichità. Ma questo dubbio vien da voi, o da qualche mediocre conoscitore? Nel primo caso T ho per fondato, nel secondo non lo valuto molto , perchè vi sono delle persone che amano dubitare di tutto ciò che è un po' rilevante e singolare.

Per la Memoria dell' emigrato Avignonese ho preso delle informazioni. Eccone il risultato. Questo genere d' affari dipende dal gran Giudice Régnier. Io non conosco personalmente questo ministro. Per l'intrinseco dell'affare, non vedo in quella

lunga Memoria pronunziata V epoca della emigrazione. Si dice prima del trattato di Tolentino 1797. Ma qui conviene osservare che la giurisprudenza attuale continua a considerare la riunione del contado come legittima dall'epoca del 1790. Se l'emigrazione fosse anteriore al 1790, allora potrò far fare qualche passo presso il gran Giudice: se è posteriore , non serve lusingarsi d' alcun buon risultato. Finalmente ancora in questo caso che V emigrazione fosse anteriore al 1 790, sarebbe utihssimo che la Corte di Roma, o il Cardinale Ministro di Francia a Roma appoggiassero coi loro uffìzi questa giusta dimanda. L' esempio del general Bellegarde non converrebbe che quando l'emigrazione fosse anteriore alla riunione, e quando una Corte v'interponesse i suoi uffizi.

Ho veduto troppo tardi il valente pittore M. Guerin, e quasi nel momento della sua partenza per la scuola di Romaj perciò non ho potuto dargli nessun pacchetto, tanto piià che alcune piccole cose stampate non erano all'ordine. Ma spero che il giovine scultore Millkommes , che verrà a Roma di qua ad un mese, potrà incaricarsene. M. D'Agincourt vi farà conoscere sicuramente Guerin. Vedrete un giovinetto di rari talenti. La parte dov'è ancor debole è il colorito , non come accordo , ma come color locale.

Finisco perchè Teresina vuole scrivervi due righe : sono sempre

Tutto vostro

Visconti

ALLO STESSO

Amico Carissimo

Parigi , 23 marzo i8o5.

Quest'oggi nella seduta della classe di Belle Arti dell'Istituto Nazionale si è proceduto al rimpiazzo di alcuni Corrispondenti j ed ho il piacere d'annunziarvi che voi siete stato eletto per uno de' Corrispondenti in Roma con i8 voti in un'assemblea di 20. Ne avrete a suo tempo la nuova uffiziale 5 intanto ho voluto prevenirvene. Il maestro Zingarelli è stato ancora eletto corrisjiondenle in un altro scrutinio, e in un terzo La Vega direttore del Museo di Portici. M. D'Agincourt e M. Suvée sono due altri corrispondenti che abbiamo in Roma. La Classe in eleggervi sopra un rapporto scritto che io feci sulla vostra persona, e sulle Opere vostre , si lusinga che sarete un vero Corrispondente, e che ci manderete qualche inte lessante lettera di tanto in tanto , o concernente la storia delle arti moderne , o qualche osservazione artistica , o di scienza antiquaria , come voi Io potete a maraviglia , e come pochi Corrispon-^ denti della nostra classe lo fanno, per la maggior parte valenti artefici, ma che spesso non son mollo fatti per iscrivere.

Vedrò di mandarvi delle altre medaglie^ ma non so se quella del Papa verrà a tempo per la par-

lenza di tutti questi Romani : il conio del diritto si è rotto, e si sta rifacendo: ve ne dirò il prezzo, giacché volete cosìj ma voglio che vi contentiate di accettar da me la medaglia di Corrispondente che ho già ordinato col vostro nome, e eh' è la medesima colla nostra ( a' soli membri stranieri si manda dall' Istituto istesso ). A proposito : Salieri e non Paesiello ha rimpiazzato Guglielmi.

Ho raccomandato Giuseppino al nostro monsisignor Testa , e mio fratello Filippo al Papa stesso, al quale chiesi udienza a questo effetto, e l'ebbi graziosissima : non però me ne prometto gran cosa. Ho ancora data parte di questo passo al card. Fesch : farò passare a Filippo copia del memoriale che detti al Papa in nome suo : se lo vedete, potete prevenirlo (i).

(i) Intorno cu colloquj ch'ebbe il Visconti col sommo pontefice Pio VII in Parigi^ notabile ci pare quello che gli occorse al Louvre. Esso ci fu comunicato dal nostro amicissimo ab. Cancellieri con Lettera del 24 aprile 1824, e lo trovammo poscia cavato da una sua Relazione MS.^ e riferito dal eh. ah. Baraldi nella Notizia Biografica che di quel valentuomo pubblicò in Modena nel 1828, p. 45. it Dalla Galleria de' quadri (dice il Cancellieri) si passò al Museo delle statue^ e a Denon successe il Visconti per accompagnarvi il Pontefice. Questi non considerò in lui che il dottissimo antiquario senza rammentare un' epoca ne remola né straniera che oscurasse il nome di quell'uomo grande , e trattollo con la naturale sua clemenza e amorevolezza. Dovendo il Visconti fargli osservare le più, belle statue greche tolte a Roma., credette di poter aggiugnere che le umane vicende avevano sempre or m una parte or in un' altra trasportati questi antichi monumenti dell'arte. Allora il Pontefice che ben comprese la finezza di un tal discorso , rispose , che ciò era veris-

Mi rincresce che Monsig. Argelati non tenga troppo bene la sua partita per gli arretrati: basta ^ lascio a voi la cura di stimolarlo quando credete opportuno. Vi manderò per monsig. Testa e per il principe Altieri varj esemplari d'un mio scritto sul bassorilievo Chigiano della battaglia di Arbela : questa dissertazione è inserita nell'opera di M. Saint-Croix sugli Storici d' Alessandro , seconda edizione : ma una questione de' libra j socj gli ha fatti dimentichi d' imprimerne una quantità che avevo chiesta loro in carta fina: quindi l'avrete in quella carta che han voluto (i).

Tutta la famiglia e Teresina stanno ottimamente j così spero di voi e della vostra.

Vostro amico

E. Q. Visconti

simo ; indi soggiunse ; Questi prodigi della scultura furono involati ai Greci dai Romani. A questi 11 ha tolti la vitloria. Non può sapersi se col tempo dovrà corrersi fin sulla Senna per .rivederli. Questa risposta piacque sommaviente agli nomini di buon senno in Parigi, e giro per le bocche di tutti »> fin qui il Cancellieri. Le posteriori vicende guerresche hanno mostrato veracissima la predizione del sommo Pontefice. Le più delle statue che la Vitloria n cote avea sulla Senna , furono dalla Vittoria medesima restituite alle primiere lor sedi. • — Gli Editori.

(i) Questa dissertazione è intitolata: Explication d'un bas-relief en l'honneur d'Alexandre- le-Grand. leggasi in queste Opere varie, T. Ili , p. 63. '— Gli Editori.

ALLO STESSO

Carissimo Amico

Parigi, i4 luglio i8o5.

I varj metalli intarsiati nell' opere della statuaria e della toreutica non sono segni di antichità meno remota. Questa pratica era antichissima 5 una statua, opera di Cleoeta, descritta da Pausania aveva anche le unghie d'argento: era in Atene (i). La stessa

(i) K/5«voç è(TTtv è;rtK£t/iSVOç dvip KXeoÌTOU, ital oi ToOç ovuj^aî dpy\jpo\ii èveirotrìaìv ò KXeot'xac, dice Pausatila, lib. J , e. 24, 3. Cleoeta era figlio dP Aristocle Cidoniate fiorito nelV Olimpiade hlV ^ 56o anni circa prima di Cristo ( l^. Paus. lib. Fj 25 ; e lib. VI , 20 ) , e fu padre e maestro di Aristocle Sicionio detto il juniore o il secondo per distia^ guerlo dall' avo suo , scultore anch' egli di chiara fama nella sua età. Vedendo che parecchi autori di mollo grido hanno confuso tempi e persone favellando degli artisti usciti dalla scuola di Aristocle seniore , tronam accon^ ciò., colla scorta del Thiersch ^ d'espome qui la serie successiva, massimamente perchè tutti vel genere, vel disciplina cum eo conjuncti fuisse traduntur.

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