‹ Papiers d'état du cardinal de Granvelle (volume 3)Chapitre 52 sur 127 · LE CARDINAL D'AUGSBOURG · texte numérisé non relu

LE CARDINAL D'AUGSBOURG

(Mémoires de Granvelle, V, 95-99.)

Dillingen, alH 7 di marzo 1 555.

Che l'imperatore non intese bene la vittoria sua di tenere il modo eh' egli tenne, perciò che mentre egli certo di portarsi benignamente con i nemici dette loro più spirito et levò molto dell' affettione et dell' ardir degl' amici , a quali tutti fece qualche offesa , sicome mi voleva poi dir d'una in una altra volta ; ma che di se non voleva tacer questo, che sua maestà li domandava per riaverli restituito il stato 100 m. fiorini; onde egli gli respose che anzi ne voleva domandare a sua maestà 200 m. perle spese eh' egli haveva fatto in quella guerra a servirla , per le quali s'havea impegnato tanto alli Focari, tanto al Bangordo, et tanto ad altri cittadini et mercanti; però che faceva pensiero per quel che sua maestà l'havea richiesto consignarli tutti questi suoi creditori , et il line di questo

1 L'auteur de cette lettre énumère les fautes de l'empereur après sa victoire. En premier lieu , sa longanimité à l'égard des ennemis n'a fait que les enhardir davantage, tandis qu'en revanche il s'est aliéné l'affection d'un grand nomhrede ses amis, par les sujets de mécontentement qu'il !eur a donnés: anecdote à ce sujet. Seconde Caute : les concessions par lui faites aux lu-

thériens à la diète de Spire (i5M) > dans l'espoir de les intéresser en sa faveur par cette voie dans ses démêlés avec la France. Troisième faute : délai trop long apporté à l'ouverture des hostilités contre eux , par l'avis du chancelier de Granvelle, et malgré le sentiment du cardinal Farnese , légat du pape. Longs et intéressants détails sur ces trois points divers

negocio fu , che l'imperatore non ne parlò più a lui , ne esso più ali1 imperatore ; ma che si vedeva chiaro che l'imperatore non avea ad altro fine promosto questo parlamento, se non per levarli l'occasione eh' egli potesse dimandarli cosa alcuna, come portava il dovere.

Che alla dieta ili Spira l'imperatore concesse molte cose a' Luth erani , per haver all' incontro da loro agiuti contra Francia, onde il pontefice addirato seco scrisse a sua maestà molto alteratamente, da che nacque assai differenza tra l'imperatore e'1 papa. Però esso reverendissimo cardinale scrisse al pontefice per l'obbligo che li havea , arrecandoli come poco util fosse per la christianità che vi fosse questa diffidentia, et in quanti modi poteva tornar bene al particolar di casa sua Farnese, che esso stesse in buona con l'imperatore : però il pontefice rescrisse assai amorevolmente et disse, che egli era disposto di voler esser amico dell'imperatore, ma che nessuna cosa desiderava più che veder che seguisse la pace tra lui et il re di Francia, per la qual quando credesse far buon frutto, haveria mandato suo nepote legato all' imperatore ; per la qual cosa esso cardinale scrisse tutto ciò all' imperatore, il quale li rescrisse che dal suo canto offeriva tutto l'amor suo et rene al pontefice, ma che facesse ogni officio, perchè [come era detto] venisse Farnese legato; però così seguitte che venne Farnese, co'l qual poco l'imperatore fece l'accordi di andar contra Lutherani et che'l pontefice li desse agiuto come li diede.

Che, essendosi fatta la pace in Francia, si partì il legato Farnese, con la resolutione di far che le genti fossero in Germania quell' istess' anno; ma, da poi che fu partito l'imperatore, fu consigliato da Granvela che si dovesse differir la guerra de Lutherani per un' alti' anno; però ne scrisse di ciò a Roma l'imperatore , ma già si era quest' impresa divulgata , laquai, essendosi pur differito il far della guerra all' anno seguente, diede grandissimo favor alle cose de Lutherani, et messero in pericolo quelle dell' imperatore, perchè Lutherani avvertiti del dissegno dell' imperatore, furono in campagna inanzi di lui un gran pezzo.

Che fra Pietro Sotto, Spagnolo1, confessore dell'imperatore, si sforzò persuadere sua maestà, quando havea quel floridissimo essercito insieme per andar nella Francia , che'l s'accordasse all' hora con il re, et che con quello, senza metter tempo di mezzo, si volgesse contra Lutherani,li quali essendo sprovisti, facilmente sariano superati.

Le raggioni per le quali l'imperatore differitte un anno la guerra erano molte ; et monsig1' Granvella di quelle ne fece una scrittura , con l\.o capi di raggioni, le quali havendo l'imperatore mandate al cardinale , come a quello che persuadeva la guerra , sua santità fece una risposta di altre tante raggioni , ma parve all' imperatore di resolversi a differirla, come consigliava Granvella, il qual dissuadeva, et cercava d'impedire questa guerra, perchè non li tornava a bene, nel suo particular dissegno.

Che era l'imperatore alloggiato tra Delingen et Louviga2, et Lantgravio et Gian-Federico mezza lega lontano, sopra un colle, quando l'imperatore fece consiglio, s'era bene hormai metter l'essercito alle stanze , et licentiare una parte ; però Granvella consigliava che'l si licentiasse , et mandasse alle stanze in Augusta , Ulma et altre città et luoghi circonvicini ; et altri molti erano di questo parere , al qual' anch ora pareva che sua maestà s'inclinasse, massimamente perchè la diceva non haver danari da poter più sostenere l'essercito; né altri [intendo da M. Lesinoschi Polono] si oponea a questo parere , se non il signor Gioan- Battista Castaldo et il cardinale, il qual si sforzò di persuader sua maestà che quello che durasse più colf essercito in campagnia saria superiore, et che fra giorni 20 esso sperava che l'essercito de Lutherani saria resolto, onde l'imperatore si risolse in ciò di haver il parere del suo confessore , fra Pietro Sotto, il quale era tirato à Delingen, ammalato così gravemente che havea havuto l'ultima ontione; però egli si risolse di mandar a responderé all' imperatore per quello che venne da sua parte a tro-

1 C'étaitun savant théologien, quicom- dominicain, il mourut à Trente, pendant battit de toutes ses efforts les réformateurs la tenue du concile, le 20 avril i563. et leur doctrine. Né à Cordoue, et religieux 2 Laugingen, sur le Danube.

vario , eh' egli a tutto consigliava et essortava sua maestà a star constantemente in campagna con l'essercito , perchè sperava certo di vederlo tosto vittorioso. Da che nacque che l'imperator deliherò di non partirsi , né dividere o licentiare l'essercito ; et in questo proposito mi disse fra Pietro che al principio si maravigliò che l'imperatore havesse dimandato a lui , eh' era frate , consiglio di guerra, ma che Dio li havea fatto gratia di dar poi util consiglio a sua maestà , si come certo fu , per ciò che non passò i 5 giorni che gionse avviso a Gian-Federico, come il serenissimo re di Roma et Mauritio erano entrati nel stato suo, et mettevano ogni cosa sotto sopra, onde egli convenne far resolutione di partir con le sue genti per andar a diifender il suo paese; però tutto l'esercito de Lutherani si chiuse et restò l'imperator padrón de la campagna, con tal ordine che non recevettero alcun danno dalla cavalleria imperiale che continuamente era a lor coda.

JEAN LESINOSCHI1

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