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CAMÉRIER DU CARDINAL D'AUGSBOURG

(Mémoires de GranveHe , V, 99-100.)

Dillingen, ali i 7 di marzo i535.

Che per il passato il gran maestro di Prussia havea fatto guerra alla Polonia , in modo che i Poloni havevano havuto la peggiore , per la qualcosa bisognò a' Poloni tor aggiuto da Tartari et Vallachi,

1 Lesinoschi , Polonais de naissance, en- de Prusse , durant laquelle cette couronne , tretient son correspondant inconnu delà à l'aide desTartares et desValaques, s'est guerre entre la Pologne et le grand maître emparée d'une grande partie de la Prusse,

con li quali si fecero patroni di una gran parte della Prussia, levandola al gran maestro ; però havendo questo richiesto in vano aggiuti ali1 imperio, et conoscendo non si poter defendere, fece accordo con li Poloni, che li lasciorno una parte della Prussia, chiedendo egli il restante a loro, et chiamandosi feudatario di quella corona; li danno i Poloni certa quantità di danari all' anno, per le quali cose egli con quest' occasione si fece padrón et duca di quel stato dove innanzi era gran maestro.

Che della parte della Prussia che possede il re di Polonia no cava buona utilità, et nelle sue nozze hebbe in dono della città di Dantzic, la qual è alla bocca del fiume Vessel1, appresso l'Oceano, 100 m. ducati d'oro

Che essendo mandato al re di Polonia, per nome dell' imperio, a dimandar la restitution della Prussia eh' egli possiede, fu fatta una dieta, nella quale, doppo molte consulte, fu deliberato che quello che s'havea una volta guadagnato con l'armi si dovesse defendere da chi tentasse di levarglilo.

Che ad ogni dieta si manda a citar il duca di Prussia et città di quella provincia che mandino et venghino a comparire; ma le lettere delle citationi non son lette da loro, ma mandate al re di Polonia, il qual suol mandar ambasciatori alle diete per far officio, acciocché si differisca questa trattatione, onde non segua il bando imperiale contra il duca di Prussia, et di lui; et nell' ultima dieta d'Augusta volendosi publicar il predetto bando, il re espedì tre ambasciatori, l'uno al Turco , per condur Turchi nell' Ongaria contra la maestà del re de' Romani, l'altro a Vallachi, per tor al soldo suo sin' a 20 m. di loro , et il terzo al Tartaro, per haver da lui cavalli 3o m. con le qual genti intendeva assalir la Silesia, Lusatia et Moravia, paesi di questa maestà, la qual cosa intesasi nella dieta, non si publicó altrimenti il bando.

abandonnant le reste au grand maître, qui de cette conquête pour le roi et la répudepuis s'est fait donner le tilre de duc. blique de Pologne. Intéressants détails à ce sujet, et utilité ' La Vislule.

LE CARDINAL DAUGSBOURG1

(Mémoires de Granvelle, V, 100-ioA)

Dillingen, aîli 8 di marzo 1 555.

Che egli haveva una liga a diffesa colla maestà del re et con li quattro ellettori del Reno, per la quale egli era obligato a mantenire, in caso che bisognasse, cento cavalli, i quali però interteneva anco in tempo di pace, et dava loro 35 m. fiorini all'anno per uno.

Che il re era obligato per 5oo cavalli, et così gli altri riavevano le sue obligationi; che per sei mesi s'intendeva capo della liga il duca di Baviera, per altri sei quel di Virtimberg, et per altri sei un altro, che credo sia il duca di Cleves.

Che l'imperatore offese tutti gl'amici, prima, che l'offesa fatta a se fu la domanda delli 100 m. fiorini, dubitando eh' egli non ne dimandasse 200 m. a sua maestà, per haversi di tanto impegnato, delli quali anchor ne resta debitore intorno 90 ?,r.

L'offesa del duca Mauritio s'intenderà per la diffesa eh' egli faceva , perchè diceva che egli era a casa sua in pace et quiete , niente inferior di ricchezze , di reputatone et di stato all' elletlor Gian-Federico, quando ìimperator lo chiamò a Ratisbona, et cercò di persuaderlo alla guerra contra il suo sangue, mettendoli inanzi acquisti di ricchezze et di stati, ma che egli, non si commovendo

1 Nombreuses et intéressantes particu- électeur de Saxe, le due Guillaume de Balantes sur les sujets de mécontentement vière , le duc de Brunswick , Frédéric II , donnés par l'empereur à plusieurs de ses électeur palatin, Jean, marquis de Branamis el alliés, tels que le duc Maurice, debourg,etc.

per alcune di queste cose , era stato sempre constante in dire che , se ben egli non era entrato nella liga Smalcaldica , che nientedimeno non solo non intendeva per promessa alcuna andar contra la propria casa, ma che saria sforzato, quando l'altro le ne desse impazzo, per il debito suo di diffenderla; onde partitte dall' imperator con poca gratia di lui, et andò a casa, ma poco di puoi lo rimandò a chiamare, che, come astuto, s'havea informato delle differenze tutte eh' erano fra lui et l'ellettore , da l'un canto inflamándolo con queste alla guerra, et dall' altro con le promesse di darli l'ellettoria et li stati che prendessero ; onde ne seguì un solenne accordo , però che non hebbe cosa dall' imperatore eh' egli non fosse obligato dargliela ; et se si vuol' far comparatione da quel che l'imperatore ha fatto verso di lui, a quel che esso ha fatto verso l'imperatore, si vedrà che anzi l'imperatore doveva haver obligo a lui, come a quello eh' era stato causa di tutte le sue vittorie , per ciò che mentre che l'imperator era a Delingen co'l suo essercito, et Gian-Federico , et Langravio puoco lontano con loro, esso insieme co'l serenissimo re de' Romani entrò nel paese dell' ellettor Gian-Federico, et messe ogni cosa sottosopra, onde convenne Gian-Federico partirsi con le sue genti dal campo, che fu causa da dividere et disunir tutto quel floridissimo essercito , et dar la vittoria de' suoi nemici all' imperatore, perchè egli restò padrón' della campagna. Quando poi l'imperatore andò in Sassonia contra Gian-Federico, esso fu insieme con lui con altretanto essercito quant' egli haveva ; et l'imperatore medesimo haveria confessato che'l romper l'essercito di Gian-Federico, et il farlo prigione dependesse tutto da lui. Seguono poi l'offesa che l'imperatore li fece promessa che, humiliandosi Langravio, suo socero , gli haveria perdonato, sopra la quale havendoglielo condotto, fu oltra ogni aspettation sua ritenuto ; per ciò che in un banchetto che fece monsignore d'Arras , al quale anchor' egli vi si trovò , gli fu dato da bere alla Germana, ma poi ritenuto alla Spagnola, perchè finita la cena, et volendosi partire, vidde tutta la casa circondata d'archibusieri , et domandando ciò che volevano, disse che

conveniva restar qui Lantgravio , et negandolo lui , convenne dormir solo quella notte, et finalmente lasciarlo in prigione.

Il duca Guiglielmo di Baviera, padre del presente Alberto, haveva intertenuto Lantgravio et Gian-Federico, che con l'essercito della lega non entrassero nel suo paese per i5 giorni, con parole che s'essi non venissero sopra il suo, saria stata facil cosa ch'egli s'havesse dichiarito compagno nella liga Smalcaldica, dando in questo mezzo tempo all' imperatore d'unir le forze sue et di potersi mostrare in campagna, perchè poi fece intendere all' inimici, ch'egli no potea partirsi dalla riverenza dell' imperatore , per far il qual' effetto l'imperatore l'havea promesso lo stato del duca Otto-Enrico, conte palatino, che è qui propinquo a Delingen; ma l'imperatore, essendosene fatto padrone, poi lo donò al duca d'Alba, et benché dapoi si facesse mostra che lo tenesse per l'imperio, et che facesse scendere l'entrate nella camera imperiale, nientedimeno la verità era, che '1 duca d'Alba era in possesso di quello , et a lui erano poi resposti li danari, il qual duca d'Alba richiese questo illustrissimo cardinale se voleva comprar questo stato , perchè haveria animo di venderlo. Fu poi questo duca Otto-Enrico rimesso in stato da Mauritio et da Alberto; ma il duca Guiglielmo, non potendo patir questa ingiuria, et vedendo che l'imperatore facesse così poco conto di lui et della natione , et appresso chiamandosi offeso , perchè rivelava cose di grandissima importanza all' imperatore delli nemici , quali poi da monsignor d'Arras, ch'era corrotto da loro, erano fatte intendere a loro, da despiacer et dolor moritte.

Il duca di Brunswich medesimamente si doleva che molte cose, dette in grandissima confìdentia, erano state riportate a' nemici , et che fosse abbandonato dall'imperatore, quando egli fu assalito da suoi nemici , che non have da lui pur un minimo agiuto ; onde ne fu cacciato , però hora si trova in così buona confìdentia con Lantgravio, come non fu mai coli' imperatore.

Che l'elle ttor palatino si chiamò per cose precedenti a questo offeso, perchè fia quando l'imperatore era ben piccolo, essendo molto

domestico suo , et havendo continuato la domestichezza sua per longo tempo , l'haveva l'imperatore promesso molte cose , delle quali non bene ha attesa alcuna , ma che sopra tutte l'altre importava che quando li fece tuor la figliuola del re di Dania per moglie, che fu figliuola di sua sorella, li promise di esser insieme con lui all' acquisto del regno di Dania et darglielo, come a legitimo successore in quello, essendo stato detto regno occupato da un duca di quel paese, che si trova hora al possesso, ma che quando Y ellettor fu in campagna con le sue genti, l'imperatore non li mandò mai ne Spagnoli, n'altra gente, sicome per la conventione era ohligato di fare, le quali conventioni erano state vedute per lui cardinale, onde convenne restar dell' impresa , oltre di questo che l'imperatore li promise fermamente non far alcun accordo co' 1 re di Dania senza consentimento suo, nientedimeno s'accordò co' 1 predetto re senza pur alcuna saputa : onde il predetto ellettor sentiva infinito discontento eh' esso cardinale per nome dell' ellettor andò a dimandar all' imperatore almeno in cambio di queste cose qualche ricompensa, ma che da sua maestà non hebbe resolutione, et che Granvella se ne rise, et li ne fece quasi un ribuifo, che per queste cause fellettor entrò nella guerra Smalcaldica, et mandò gente et danari neh" essercito di Protestanti , et avengachè dopoi s'habbia reconciliato colf imperatore , che nientedimeno restava neh' animo suo una cattiva sodisfattone di lui.

Che fellettor predetto fa profession di catholico, benché una volta egli et sua moglie si communicassero sub utraque, ma si fece poi assolvere ; la sua corte nientedimeno è tutta d'heretici.

Che '1 marchese Giovanne di Brandebourg tosto eh' andava a servir l'imperatore havea fatto accordo con lui che sua maestà lo lasciasse creder a suo modo, et havea nella sua bandiera fatto un motto, che diceva : qaod Cœsaris Cœsari , quod Dei Deo.

GXLI.

JEAN LESINOSCHI1

(Mémoires de Granvelle, V, io5-io6.)

Diilingen, allí 9 di marzo i555.

Che Moscoviti usano la lingua Schiava, ma corretta, et ch'hanno tutte le cose sacre tradotte nella lor lingua , nella qual celebrano tutti gì' officii , ma che usano le cerimonie greche. Che questi anni inanzi hanno fatto guerra con Tartari, con i quali vittoriosamente combattevano, ma essendo venuti Turchi in agiuto de' predetti Tartari, rimasero in due battaglie inferiori; et sotto ma con tutto ciò non hanno perduto parte alcuna del loro paese, però poco di puoi essendosi accordati con gì' inimici si incominciorno immediate a preparare alla guerra contra Poloni, et adesso son sopra questo.

La causa di questa guerra è perchè pretende il duca de' Moscoviti d'esser chiamato imperatore della Russia Alba et Negra, alla qual cosa non vuol' assentir il re di Polonia, per non farlo eguale o maggior di titolo a lui , et perchè egli possiede una parte di quel paese ; per la qual cosa il re di Polonia havea scritto al duca di Moscovia eh' egli si doveva contentar che li havesse dato quei titoli che' 1 dava anche a suo padre, non havendo lui doppo la morte di predetto suo padre acquistata cosa alcuna di più di quel che egli possedeva; che il dargli il titolo eh' egli ricercava, non poteva senza pregiuditio suo ; tuttavia che , se gli altri Christiani si contentas-

1 Détails curieux sur les Moscovites , récente avec la Pologne. Motifs divers de leur langue, leurs usages religieux, leurs cette dernière, guerres avec les Tarlares , et leur lutte plus

sero di chiamarlo imperatore, o re, eh' egli medesimamente si contentaría, ma che no voleva egli esser il primo a chiamarlo; che le tregue tra Poloni et Moscoviti durano sino a Pasqua ; che Moscoviti si dogliono che Poloni tre volte habbino lor tolta la corona che al lor duca era stata mandata tre volte da diversi pontefici , et eh' egli la tenisse, ne volesse loro restituirgliele.

Che Moscoviti hanno altre volte con l'arme acquistato di circa LX castelli, che sono stati del re di Polonia, con un paese che è tanto grande quanto è tutta la Lithuania, et benché Poloni habbino liavute molte vittorie di battaglie fatte contra Moscoviti, nientedimeno che non havevano mai possuto recuperar cosa alcuna del perduto.

Che '1 duca di Moscovia ha 28 anni *, et è molto disposto et ardito; che Moscoviti già alcuni anni fecero 80 m. cavalli contra Poloni, anchor che havessero convenienti guardie alli confini de' Tartari.

Che li cavalli de' Moscoviti son piccoli , et essi mal' armati , onde facilmente si rompano, ma sono poi tanti in numero, et combattano non uniti, ma separati, che non si può far nelle vittorie progresso, perchè sono da per tutto.

1 Ivan Ba.silewitz I", surnommé le Sévère ou le Cruel, qui régna dei53/ì à i584-

LE CARDINAL D'AUGSBOURCx1

(Mémoires de Granvelle, V, 106 v° 107.)

Diilingen, alli 9 di marzo 1 555.

Che nella dieta ultima d'Augusta si trattava la coaggiutoria per il figliolo dell' imperatore, ma che i principi, che qui si trovavano, magnando in compagnia, mandavano fuori i loro coppieri, et insieme di questa cosa liberamente raggionavano con grandissimo sdegno, invitandosi a bere sopra questa cosa, dicendo : « Bevemo di star « tutti constanti di non consentir mai a questo ; bevemo che colui « sia chiamato da noi traditore , che darà primo l'assento suo, » et cose tali, et che tratonno, per il sdegno eh' havevano de' Spagnuoli et altri ministri dell' imperator, di ammazzar tutti della persona dell' imperatore in fuori, et ch'era facil cosa che la fosse soccessa, s'egli et qualch' un altro non V havesse dissuasa.

Che venendo il duca Mauritio ellettor di Sassonia et il marchese Alberto di Brandemburg per la Franconia , li vescovi d'Erbipoli , Bamberga et altri s' accordarono con loro di brutto accordo , promettendo d'aggiutar la liga , et di dare al marchese Alberto certi castelli et entrate, il qual accordo, come inconveniente, ingiusto et sforzato fu tagliato et annullato dall' imperatore , per la qual cosa il marchese Alberto servitte Francia; ma essendo venuto in sospetto

1 Détails sur la dernière diète d'Augs- et anecdote à ce sujet. Motifs de plaintes bourg ( i55o ?) , où a été mise en avant la donnés par Charles-Quinl au marquis Aidemande de la coadj ulorerie pour le fils de bert de Brandebourg, l'empereur. Opposition violente des princes

de' Francesi, tornò in gratia dell' imperatore nel tempo che l'imperatore era sotto Metz, dove l' imperator li coniìrmò l'accordi sopradetti, annullando il suo taglio; et è che dice, che l'imperatore ciò fece , non già perchè 1' riavesse mai havuto animo di questi accordi dovessero haver essecutione, ma perchè all' hora immaginava di poter far grandi acquisti, onde havesse il modo di concedere al marchese Alherto qualche altra cosa in cambio di questo , eh' egli pretendeva haver dalli vescovi , onde 1' havesse acquetato ; ma , non essendo la cosa successa secondo il dissegno et la speranza, il marchese si trovi ingannato, perchè l' imperator non l'attendendo la promessa, et volendo lui per forza andar al possesso delli luoghi che li erano stati promessi, procurarono i vescovi et ottenerono il bando imperiale contra di lui, dalla camera imperiai, il qual bando fu confirmato dall' imperatore , con taglia d' ogn' altra cosa che fosse in contrario ; per la qual cosa il marchese fece una scrittura, laquai si legge, dove si duole dell' imperator acerbamente, chiamandosi ingannato sotto la fede publica di lui, perchè egli haveva creduto fermo et inviolabile un accordo fatto da sua maestà, apparendo massimamente autentico in scrittura, et si messe a far la guerra, i moti et i mali che dopoi son seguiti.

L AMBASSADEUR RENARD

A L'EMPEREUR

(Ambassades de Renard, III, 280.)

Sans date [fin de mars 1 555].

Sire , les commis quilz ont procédé ès procès criminelz de ceulx que j'ay escriptz à vostre majesté avoir esté constitué prisonniers

pour conspiration et sédition , ont publié qu'ilz ne treuvoient le faict si maulvais que l'accusation portoit , et que plustôt s'estoit ung bruict qu'ilz avoient faict élever malicieusement, toutesfoys pour faire peur et crainte [plutôt] que pour vouloir ou pouvoir qu'ilz eussent de l'exécuter; tellement que la procédure est refraindée \ ou plustôt, comme aulcungs discourent, desguisée : car les ungs ont opinion que, puysque Cortenay y estoit envelopé, et que s'estoit en son nom que la conspiration estoit dressée, que le chancellier et ses partiaulx l'auront interrompue ; les aultres discourent que l'on a treuvé plusieurs Ss1*8 du peys accusez , et que les commissaires leurs ont favorizé; les aultres que les commis l'ont ainsin figuré pour non intimider la royne, qu'est si prouchaine de son part. Comme qu'il en soit, la déposition de l'un est conforme à ce que j'ay escriptz dernièrement à vostre majesté et n'est telle fumée sans feug; et scey pour vérité que les Françoys ont faict grande diligence pour sçavoir si aulcungs des prisonniers auroient déposé que la conspiration vînt de leurs praticques. Ce que j'en pourray sçavoir dadvantaige sera participé à vostre majesté.

Puys le retour de l'abbé de Sainct-Salutz , les Françoys ont faict faire responce à la royne sur le faict de la paix; selon que j'entend, vostre majesté a esté advertie par l'ambassadeur Vothon, et non par messaige particulier ou par leur ambassadeur résidant par deçà : pour quoy, sur quel fondement ou desseing , si se refraindent pour la prinse de Casai2 et espoir du secours de Sienne 3 que publient, ou pour aultre considération, vostre majesté le peult trop mieulx discovrir que moy, joinct que les termes de la responce en donnent tesmoignaige, et principalement les propos que le roy de France a tenu au nunce du pape, que deans le xxv du présent l'on ne sçauroit entendre à ladicte paix et communication.

1 Arrêtée, empêchée. tête de douze cents soldats déterminés.

2 Casai, en Montferral, fut surpris le 3 Cette ville , assiégée depuis huit mois 3 mars par le capitaine Salvoison , que le par les impériaux et Cosme ele Médicis , maréchal de Brissac y avait envoyé à la ieur ouvrit ses portes le 2 1 avril.

Deux jours après que les lettres dudict Vothon furent arrivées, Robertet le jeusne , secrétaire des finances dudict sieur roy de France, filz du feu secrétaire Robertet1, arriva en ce lieu par la poste avec lettres de crédence à la royne et aux cardinal Polo et chancellier, pour leur remercier le bon office qu'ilz ont faict sur ladicte paix : véaige et commission assez suspecte et bors de propoz, comme je tiens ledict sieur cardinal l'aura escript à vostre majesté, et que dénote plustôt qui soit venu pour aultre occasion, ou quii ayt apporté quelque argent pour souldoier les practicques françoyses , selon que Ton l'a escript de France, ou pour aultre trafficque. Aulcuns l'interprètent que ce soit pour amuser la royne et l'endormir, pour non pourveoir et remédier les conspirations; aultres, pour, soubz l'occasion de paix, faire office contraire contre le roy : car puys peu de jours le secrétaire de l'ambassadeur de France a aussy esté en France, et de jour à aultre ledict ambassadeur despêche corriers, ce qu'il ne souloit faire. Aulcuns dient que, comme ilz ont une infinité d'espies, tant en Flandres que par deçà, que s'est pour adviser de ce qu'ilz peuvent recuillir et entendre. Comme qu'il en soit, j'ay préadvisé que l'on y prengne garde; mesme j'en ay communicqué audict sieur légat, qui en a tenu propos à la royne et en debvoit parler au roy, à ce que , si les Françoys brassoient par deçà quelque nouvelleté soubz prétexte de ladicte paix, j'en fusse deschargé.

Les roy et royne partent aujourd'huy pour Hamptoncourt

1 Florimont Robertet , seigneur du et secrétaire des finances. Ses instructions

Fresne, avait succédé aux charges de son pour l'Angleterre sont du 2 3 mars 1 554 ,

père Jean Robertet, sieur de la Mothe- V. S. [Ambassades de Noailles, tome IV,

Jolivette, en qualité de conseiller du roi pag. 254-269.)

LEVEQUE D'ARRAS

A L'AMBASSADEUR RENARD

(Ambassades de Renard, III, 222-223.)

Gravelines, 18 mai i555.

Monsieur l'ambassadeur : Je vous ay escript l'aultre jour et je croys que vous aurez receu mes lettres , èsquelles je n'ay responce ny lettres de vous avec celles que vous avez escript à l'empereur et à la royne du vie de ce moys

Despuis, je suis venu ce jourd'huy icy pour, avec ces aultres signeurs députez de part sa majesté, entrevenir en la communication de paix *, où je treuve jusques à oyres les choses bien bones ; l'on verra ce qu'ilz vouldront dire. Ceulx du coustel d'Angleterre et le légat sont jà tous à Calaix; monsr de Lalaing, Bugnicourt, président de Malines et moy sumes icy et y actendons, deans deux ou troys jours , le duc de Medina - Celi qu'est à Bruxelles et le président Viglius. Le connestable et ceulx du coustel de France est à Monstereul, et sera lundi à Ardres, dont je vous ay voulu donner advertissement, désirant que de brief vous le me puissiez donner de l'accouchement de la royne, avec santé d'icelle et de ce dont il plaira à Dieu la délibvrer. Et me recommandant cordialement à vostre

bonne souvenance, je prie, etc De Gravelinghes, le xvme de

may 1 555.

Vostre bon confrère et amy,

L'ÉVESQUE D'ARRAS

Monsr l'ambassadeur, j'avoye quasi obmis le principal qu'est que , 1 La conférence de Marcq. (Voir nos CLII et CLIII. )

PAPIEUS O'ÉTAT. — IV. 54

comme la resolución du partement de Bruxelles fut soudaine et exécutée de mesme , afin que l'ennemys ne préoccupa ceste place , il estoit neuf heures avant que je retournasse du palaix en mon lougis, le soir veille du partement; et lorsj'envoya mon huissier pour en advertir tous les ambassadeurs, et pour leur dire joinctement que sa majesté désiroit que tous demeurassent à Bruxelles. Mon gentil huissier oblia de parler à celluy d'Angleterre, lequel le matin venant vers moy s'en resentit ; mais je luy donnay les excuses avec ouffre de chastier ledict huissier [ que jà estoit venu devant pour le lougis ] , comme j'ay fai et, et monstra ledict ambassadeur s'en contenter. Si m'a-il semblé vous en debvoir advertir, pour vous prévenir si l'on en parloit là quelque chose.

Monsr Hobby fut ouy de la royne avant le partement, moy présent; et comme la royne, sa maistresse, ne l'a déclaré pour aultre que bon subject, il ne sembla convenir de faire contre luy icy démonstration de malvaise voulenté ; et luy fut dit que s'il se fust parti d'Angleterre sans lettres de iadicte royne , l'on l'eust tenu en ceste saison pour suspect, mais que l'on espéroit qu'il se monstreroit tousjours bon serviteur d'icelle, et que, ce faisant, il treuveroit de ce coustel toute bonne voulenté. J'entends qu'il va à Gépinghe en Wirtemberg boyre l'eauve de la fontaine, et fauldra, comme vous escripvez, avoir l'œil sur luy, qui pourra bien passer une couple de moys; leurs practiques serviront peu pour ceste année.

Il y a heu quelque commotion à Anvers, mais non contre le prince1; et est fondée sur la maulvaise voulenté qu'ilz portent à Masius, pensionnaire de la ville, que, à ce que l'on dit, vault peu d'argent : et au surplus s'est fomenté cecy par quelque particulière compétence contre aulcuns de la ville , mesmes un Ingelbert, et, à ce que aulcuns dient, celluy qu'a esté lieutenant du Margraff. Mais tout sera jà, à ce que la royne nous escript, apaisé.

. ' (D'Orange.)

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