TEXTE DES LETTRES DE RUBEN
Nous reproduisons ici le texte des lettres de Rubens d'après les copies que nous en avons trouvées ou obtenues ou* d'après les originaux transcrits par nous-meme. Nous y joignons, en outre, quelques notes supplémentaires qui n avaient pu trouver place dans le journal où les lettres ont paru.
Lettre I (p. 9).
Molto illre sigr mio ossermo,
Non ho mai visto in vita mia cosa alcuna con maggior gusto, che le gemme mandatemi da V. S. clie mi pajono cose inestimabili, e sopra ogni mio voto ; ma d'accettarle in dono, e privai* V. S. di cose tanto care non è l'intenzione mia. Credami certo, cha se non fosse, ch'io temo, ch'all'arrivo di questa, Ella forse sarebbe partita, io le rimanderei per il medesimo corriero d'oggi; ma temendo di qualche mal ricapito in assenza sua, in questa trepidazione délia contagione, e fuga d'amici, io mi risolvo di guardarle appresso di me, come un deposito preziosissimo sin al primo viaggio, che il signore Iddio mi concédera di fare a Parigi, che allora non mancheranno mezzi di renderle à V. S. di presenza, come spero, o per qualche via sicùra. Frattanfo vei*so il fine de settembre prossimo manderô a V. S. gl'impronti ben fatti, a fine che in quel mentre ellapossa servirsene. E per la sua libéralité, anzi prodigalità le rendo mille grazie, ammirando la sua affezione verso di me, che la sforza, curiosa com'è, di privarsi di cose tanto rare. Ho caro, ch'ella abbia ricevuto il disegno del moto perpetuo fatto con verità e retta intenzione di comunicarla il vero secreto, e di più quando Y. S. sarà in Provenza, e avéra fatto la prova, io mi obbligo non riuscendogli a levargli tutti li suoi scrupoli. Forse (che nonardisco d'afïirmarlo ancora di certo) impetrerô dal mio sig. Compare, che mi faccia far qui uno strumento
intiero colla cassa, e tutto corne se fosse per tener appresso di me nel mio studiolo secreto, e se posso ottenerlo, ne farô cordialissimamente un présente a V. S. nè manchera mezzo di farlo capitare a V. S. sicuramente in Provenza per via d'alcuni mercanti, pur ch/ella abbia qualche corrispondenza in Marsiglia. Toccante lo specchietto, io ne tratterô coll'istesso mio Compare per veder se potiamo farne uno, che aggrandisca maggiormente, e ciô in minor volume per poterlo mandar lontano con più agevolezza. L'obbligo mio verso V. S. è taie e fanto, che io vorrei potermi immaginare qualche cosuccia secondo le mie forze, che potesse dar qualche gusto a V. S. Il tempo non mi permette di ringraziar V. S. particolarmente per tutti gli buoni ofïïcj, che mi ha fatto appresso li signori de Loménie^ ed il sig. abate, ed altri amici ; siccome ancora per la vendetta fatta, e le piaghe date anzi pugnalate in quelP animo rustico e imbalordito del Caduc che meritava di portar seco questo cordoglio per supplicio délia sua discortesia. Ma per tornar aile nostre gemme, mi piace in estremo la diva vulva colle ali di papilioni. Ma non posso discernere che cosa sia quello, ch'è tra l'altare e la bocca délia valva roversciata, che forse discernerô meglio avendone fatto l'impronto, che non ho potuto far oggi per le moite occupazioni mie, ne anco in cera di Spagna. La causa, che assomigliano la vulva al limacone, non posso immaginarmi, se non è forse per la capacita del caracollo, ch'è un ricettacolo molto alto e condecente al suo locato, ed ancora per esser un animal viscoso ed umido. Et cornua possent comparari cristce, quam videntur utrinque exerere cunni cum patiuntur. Hœc tecum libère, et fors an non infacetœ, sed spurca nimis. Ma ci penseremo ancora meglio, e a bel agio. Io non trovai da principio l'iscrizione tanto da me desiderata e stimata : Divus magnus majorum pater, che sta nel rovescio di quella corniola; pur poi la trovai in brève con somma allegrezza. Mi dispiace di non intendere nella Vittoria Nicomediana quelle littere, o note, che siano 6. 6. 6. SV. che stanno nell'orlo inferiore délia gemma. Mi dispiace pero maggiormente di non poter esser piu lungo per esser molto tardi, ed alcuni amici mi aspettano per cenar meco. Veggo ch'-ella ha consegnato al sig. Frarvn lo scatolino colle sue medaglie e la cassa colli
marmi, con li quali gratïficherei volentieri quai che amico. Pur vederemo piacendo a Dio al nostro ritorno, che cosa si potrà fare, e fra tanto mi raccomando umilmente nella sua bona grazia, e con tutto il cuore bacio a V. S. ed al sig. di Valavez le marri, pregandole dal cielo un felicissimo viaggio. D'Anversa alli 3 d'agosto 1623.
P. S. — Mi par un giorno un anno d'attendere, che V. S. sia fuori di Parigi, e siponga in sicurta per conto délia contagione, per laquale il maggior antidoto e la fuga.
Non ho mancato di servir al sig. Abate conforme alla sua misura.
La Messalina mi è grata, credo perô, ch'ella sia imbastardita nell'aggrandirla.
PlETRO PAUOLO RlJBENS.
Di Pariggi il 13 di maggio 1625.
Lettre V (p. 41).
Molto illustrissimo signor mio osservantissimo,
In effetto madama Sorella del Re fu sposata vanthieri (1) dal S. Duca di Chevreuse, con procura del Re d'Ingliterra, con tutte le sollennita acio requisite, per mano di Sr cardinale de la Rochefoucault, corne V. S. intendera più particolarmente daltre relationi manuscritte e stampate, aile quelle io mi remetto, perche a dir il vero, a me mi ha levato il gusto di quella festa, la disgracia del S. Valavez suo fratello, il quale essendo meco sopra il medesimo balco, dedicato a gli Inglesi délia commitiva degli sign. Ambasciadori (2) e sopra giungendo quelli in gran numéro, si ruppero gli assi lignei, sotto il peso énorme di quella turba, ed io viddi il signore suo fratello che mi era contiguo cascar insieme con gli altri, con grandissimo meo spavento e cordogliô, et io che stava nel confine del prossimo balco) che resto salvo,
(1) En marge : Il giorno H di Maggio.
(2j En marge : Il quai luogo noi haveramo otlenulo molto avantaggioso con vera diligenza del sign. di Valavez per esser justo al ineontro del balco ove se fece la ceremonia.
ut sole mus aliquando dtwbus selîis sedere, hebbi apunto il tempo di retirar la gamba dal balco minante sopra l'altro che resté salvo, del quale non si poteva descendere alcuno senza precipitarsi, di maniera che non fu possibile di veder più in quel instante il signore fratello suo, ne potendo aver nove del fato suo, se gli eraferito 6 no, fu necessario di restar la con quella ansieta sino al fin délia festa, onde rubandomi al piu presto che mi fu possibile, lo trovai in casa sua con una ferita nella fronte con infinito mio dispiacei e, tanto che furono piu di trenta, in quel numéro che erano caduti ; non liabbiamo inteso che alcuno si sia stroppato o piagato notabilmente. L'osso perô di cranio non e tocco, ma sola la carne, e se non fosse la contusione altorno la piaga, io credo che fra pochi giorni sarebbe consolidata, e per esser la contusione vlcina alla piaga, si potera senza pericolo purgar la tabe per la medesima apertura. Egli si trova per la grazia di Bio senza febre, havendo usato al instante rimedii opportuni per prévenir e divertir ogni alteratione corne di cavar sanguine e crysterij ; perciô, io spero che fra pochi giorni, reçuperara la pristina sainte. Quello che più lo tormenta e d'esser gli sopragiunto questo accidente in questa congiuntura délia venuta del Legato, che si dubita l'impedira di poter complire conforme il desiderio di V. S', a sua Emin. Illma et con quelli sigrî délia sua comitiva. Non si puo saper ancora il giorno preciso délia intrata del S. Legato in Pariggi, certo e che il Sabbato, che fu il 10 di maggio, arrivé a Orléans, et loggi, cioe il 13° loggera a Estampes. Pure questo viaggio del S. Legato sin adesso inauspicato per molti presaggj e parti colarmente per la malatia subitanea al ingresso di questa corte d?\ suo precursore, il sigr Magalotti suo zio, il quale sta disperato da' medici, non potendosi con molto sangue e ogni altre sorte di rimedii resistere alla malignita délia sua febre. lo ancora diffîcilmente, sefratanto il sigr suo fratello ne si rimette del tutto in piedi, potro, mancandomi la sua introduttione, haver la ventura di servi re quegli gentilissimi personaggi che V. S. mi descrive anzi dipinge con gli loro colori proprii nella sua lettera, corne in primis il S'c Aleandro del quale havendo V. S. (dice questo per la sua modestia) imparato in cosi brève tempo moite cose notabili; le quali
(délie quali?) îo pensava ignorasse nulla, io maggioramente se mai arrivasse à qualche sua conversât; on e famigliare potrei esser instrutto e disingannato in tutto e per tutto. Si corne mi sarebbe stato un favor singolare di poter baciar le mani al S? Cavaglier del Pozzo et al S? Doni, ambidue persone di molta reputatione e fama nella notitia d'antichita ed ogni sorte d'eleganza.
lo mi sto con qualche sollicitudine circa gli mei negotii particolari le quali veramente patiscono per il publico, non potendosi in questa pressa di negotii publici, importunar senza incorrere la nota di sfacciatagine ed importunita la Regina per cose particolari. Con tutto ciô io m'adopra con tutto il poco mio ingegno per ottener la mia speditione inanzi la partenza délia sposa che sara di queste feste di Pentecoste, e la Regina madré e la régente l'aceompagneranno sino a Bologna? e il Re sino a Amiens. Io so certo che la Regina madré e contentissima délia mia opéra corne moite volte mi ha detto di bocca propria, e corne dice ancora a tutto il mondo. Il re ancora mi fece l'honore di venire a vedere la nostra Galeria, per la prima volta che giamai pose gli piedi in quel palazzo, che sono più de 16 o 18 anni che se commmciô a fabricare (1). Mostro ancora S. M. d'haver ogni sodisfattione délie nostre pitture, corne mi e stato riferito di tutti che si trovaranno presenti e particolarmente di M? di S. Ambrosio che servi d'interprète degli soggetti con una diversione e dissimulatione del vero senso moîto artificiosa. Credo haver scritto a Y. S. che fu levato un quadro che esprimava la sortita délia Regina di Pariggi e che, in vece di quello, ho fatto un altro tutto di novo che significa la félicita délia sua Regenza ed il florire del Regno di Francia, colla resuscitatione délie sciencie ed arti per la liberalita e splendore délia S. M. che sede in un trono rilucento e tiene una bilanza in mano, e colla sua prudenza ed equita tiene il mondo in equilibrio. Questo soggetto che non tocca la raggione di stato particolar di questo regno ne s'applica
(lj Enmar;rc:Io mi trovai allora in letto, un piede clie il calzoiaro mi havveva quasi stroppiato nel calzare un stivale novo il quale mi ha dilenuto 10 giorni in letto, ed ancora benche posso montai1 a cavallo mené resento grandemente volendo servirmene al improviste.
ad alcimo individuo, ha piacciuto molto, ed io credo che se fossero fidati intieramente di noi, che la corte tracente gli altri soggetti sarebbi passati meglio senza alcun scandai o o murmuratione (1), e per Pavenire credo che non mancaranno délie difflcultà sopra gli soggetti de Paîtra galleria, li quali deverebbono esser facilie senza alcun scrupulo, essendo Pargumento tanto copioso e magnifico che basta sia per dieci Galerie, ma il Sr card. de Richelieu, ben che io gli ho dato brevte in scritto, e tanto occupato nel governo del stato che non ha tempo di vedergli per una volta, ed io sono resoluto, possendo ottener la mia speditione nel resto di partire in subito, e di lasciare a lui ed al Sigr di S. Ambrosio la cura di mandarmi gli resoluti, e farrei corotti e confusi sotto di sopra a lor modo, colla loro commodita, che forse (?) sara fra un anno messa in Anversa. (?)
In somma io mi stuffo di questa corte, e potera esser, se non mi spediscono con sodisfattione compétente aile pontualita usata da me nel servicio délia Regina madré, ch'iô non tornassi facilmente (che sia detto in confidenza tra noi), ben che a dir il vero, fino aclesso non posso lamentarmi di S. M., essendo stati gli impedimenti legitimi e d^gni di scusa. Ma fra tanto passa il tempo, ed io con singolar danno mi trovo fuori di casa mia.
Del Belgio non habbiamo cosa nessuna di novo, continuando l'assedio di Breda al solito, corne habbiamo inteso con lettere di 6 di maggio, senza movenza alcuna che pero penso non passera cosi, essendo che gli duoi campi (tanto potenti) cosi vicini l'un a l'altro. Io per fine io mi ricommando nella bona gracia di V. S. e con tutto il cuore ci baccio le mani
Di vostra signoria molto illustma servitor
PlETRO PAUO O RlJ BEN S.
Pariggi nella caméra del Sigr suo fratello il 13 di maggio de Panno J625.
(1) En marge: Di che il cardinale son raveduto tardi ed era in pena grande videndo che gli no-vi concelli si pigliano in mala parte.
P. S. — lo sento questa disgracia del signor suo fratello corne la mia propria, havendo lui in tutte le occurenze tralasciato giamai di farmi tutti gli buoni officii, tanto nelle cose minute quanto le grande che mai se potrebbono sperar d'un fratello proprio.
Lettre VI (p. 62).
Molto illustr. signor mio.
Perche V. S. cosi commenda ed il signor Aleandro mi promette di non far veder queste stimpe a quei altri signori, io le remetto nelle vostre mani non ritocche corne V. S. vedra. Io credo che oltra gli duoi canrei maggiori S. S>a trovera bella e considérable la quadriga triumphante, per esser fuori del ordinario in fronte e ripienadi belle circonstanze délie quali mi sara caro d'intendere Tinterpretatione del signor Aleandro ; si corne ancora il nome del imperatore, il quai sômiglia più a Theodosio che a nessun altro, del resto si confrontarebbono le altre particoîarità con Aureliano o Probo. E ! a me paiono notabili quelle due figure colle faci e globi in mani a gli lati del triumphatore.
Col primo carro che partira d'Anversa o da Brusselles verso Pariggi V. S. ricevera aîcuni essemplari Electorum Rubenii cum Ho Y/iliis Asterii et p "rentalibus Rubenii et Epistolarum Isidori Pelusiotœ, che tutte insieme fanno un fascio troppo grande per mandar col ordinario. Me mariviglio che Justo tardi tanto che certo il suo indugio mi par eccessivo, il quale passa de venti g orni la mia partenza, pur il signor Frarin mi scrisse il 19 di giugno, che l'argentaria era pronta, e che la pagarebbe il giorno seguente. Mi preme in estremo la poca puntualita di monsieur d'Argouges, corne ho scriHo a V. S. col ordinario passato, che mi dubito non havera compiuto ancora, poiche il signor Frarin non mi ha scriHo cosa alcuna con questo ordinario, che mi pare cattivo indicio. Pur io spero che non vi sara mancamento, che di qualche di'.acione, parendomi incredibile che ad instanza del si-
gnor di Santo Ambrosio egli non sia per disporsi a dar pronta sodisfattione a monsieur Frarin, o per il manco darglital sicurita che le polici di cambio non vengano rivocate, tanto più ch'io feci al signor d'Argouges (che sia detto fra noi) un bel présente di un quadro grande di mia manu propria, il quale lui mostrô d'agradir molto. Spero che col prossimo ordinario haverô meglior nove.
Délie cose publiche habbiamo poco stando tuttavia la serenissima Infanta a Breda, s'aspetta perô di ritorno fra un giorno o duoi in questa citta. Gli OWnndesif ortijlcanno Sevenberghen e perche gli nostri non possino impedirgli, hanno poste sott' aqua tutte le praterie d'attorno.
La Regina d'Ingliterra arrivô sana y salva a Douvres, il 22 di giugno, si non m'inganno, onde il Re sen era partito pochi giorni prima per mancamento di VLveri, che difficilmente si ponno trasportar in quel luoco, corne dicono gli Inglesi, in tal abbondanza che bastino molto tempo per una gran corte corne era la sua. Ma di tuttociô hormai V. S sara informato particolarmente, e corne il Re venne per incontraria, e le cérémonie usate al suo licevimento, ecc. Con che facendo fine bacio a V. S. con tutto il cuore le mani e mi raccommando nella sua bona gracia, e del signor Aleandro.
Di V. S. molto ill.
servitor aff.
PlETRO PAUOLO RUBENS.
D'Anversa, gli 3 di Luglio 1625.
Ho trattato col signor Bou ^kox sopra la nostra impresa e trovatolo assai ben disposto a participarne, ma che sicuramente venga ad effetto. E^li e un galanthuomo, ed intelligente nella antichita e potria ancora conferire suam symbolam délie sue osservationi et havendo la saa parte nel onore. Si ben îo cognosco non vorrebbe esserasymbolus, ancora nelle spese, corne non sarebbe ne anco di raggione, sino ad un certo segno. Egli e ricco e sema figliuoli, ma buono economo, et in tutto e pér tutto huomo da bene, di integerrima reputatione corne e notorio al signor de Peiresc
suo fratello, che lo ha pràtticato di prezensa. Havero caro che V. S. gli dia parte di questo, si corne ancora al signor Aleandro, perche veramente per condurre la nostra impresa a buon porto haveremo bisogno d'assistenza.
Mi maraviglio che Justo non mi habbia scritto questa volta ne avisato il giorno délia sua partenza. La lettera di nions. Dupuy al signor Gevartio e ben ricapitata. V. S. sara servita di bacciargli le mani da mia parte.
Sur le dos de la main de Peiresc.
Rubens Anversa.
3 luglio à mon frère de Val lavez
1 Avec les tailles doulces des camayeulx.
2 Celuy de la quadriga triumphante d'Aurelien ou Théodose, d'Ar gouge.
Breda, Sevemberg.
M. Roccox entre un traicté du cavaL del Pozzo.
Lettre VII (p. 69).
Molto illustr. signor mio osservandissimo,
Mi parece mill' anni di non aver inteso alcuna nova di V. S. sendo restate interotte tutte le nostre correspondenze, col mio passagio in Spagna, che la serenissa Infante voile si facessi eon tanto silencio e prontessa, cKella non me permise di veder alcun amicoy ne manco il ambasciator d'Espagna, ne il secretario di Fiandra résidente in Pariggi. Certo mi parve durissimo d'esser sforsato a passar una citta tanto arnica senza poter baciar le mani a Messieurs Dupuy ne Mr de Saint-Ambroise, ed altri mei signori e padroni, con tanto mio disgusto che difRcilmente potrei esprimerlo con termini proportionati alla mia passione e martello. Io non posso penetrare gli secreti di Principi, e perd vero che il re di Spagna mi haveva ordinato di venir e per la posta ^ e forse pensava
la serenissima miaPadrona che per la molta servitu ch'io ho colîa Regina Madré io sarei facilmente ditenuto alquanti giorni in q nella corte. lo mi m'attengo qui a dipingere corne da per tutto, ed ho gia fatto il ritratto Equestre di Sua Maesta, con molto suo gusto e sodisfattione, che visamente si diletta in estremo délia pittura, edal giudizio mio, questo Principe e dotato di bellissimi parti. îo gia lo cognosco per prattica, poiche havendo stanze in palazzo, mi viene veder quasi ogni giorno; ho fatto ancora le teste di tutta la famiglia Reggia, accuratamente con molta commodita nella lor presenza, per servicio clella serenissima Infante mia signora, la quale mi ha d do licenza di poter, al mio ritorno, pigliar la giravolta dVtalia, e per ciô spero piacendo al signor Iddio, di prevalarmi délia occasione del passaggio délia Regina d Ungaria da Barcelona a Genoa, che si tiene per certo sara a la fine del mese di Marzo prossimo, e potria esser che questa mia peregrinatione si divertisse un poco délia strata Reggia verso la Provensa al mio signor Peirescio, e goder qualche giorni délia optatissima suapresenza in casa sua propria, che deve essere un compendio di tutte le curiosita del mondo. Io vidi distogliendo un poco il cammino, Passedio délia Rochella, che mi parve un spectacolo degno di ogni ammiratione, e mi rallegro con V. S. e con tutta la Francia, ansi con tutta la Christianita per il successo di questa gloriosissima impresa. E non havendo altro sin adesso finisco con baciar a V. S. e al signor di Valavez di verissimo cuore le mani, e pregassi di conservarmi nella lor buona gracia.
Di Y. S. molt. Illustr.
Devotissimo servitore
PlETKO PAUOLO RUBENS.
Di Madrif, il 2 di décembre 16*28.
Spero che V. S. haveva gia ^cevuto il mio ritratto che consignai molti giorni, inanzi la mia partenza d'Anversa, al cognato del signor Pgcqtieri, corne egli mi haveva ordinato.
Non ho riscontrato in questa terra alcun antiquario, ne visto medaglie ne cammei di sorte alcune, che forsè mancô per le
mie occupationi, e per ciô men inquirero cori maggior diligenza, ed avisarô V. S. a suo tempo, ma credo ch'io farô questa diligenza in vano.
Lettre VIII (p. 83).
Molto illustrissimo et osservandissimo Sgnr,
Ho tardato tanto di rispondere a V. S. per certi impedimenti de viaggi et altro. Adesso intendo délia sua amorevolissima dello 12 de maggio, quali sieno délie mie stampe che li mancano; che mi dispiace essere poche, non havendo noi qualqu'anni in qua fatto cosa alcuna per il disviamento del mio intagliatore, pur quelle poche che sono li mandaro molto volentieri. Le quali sono un S. Francisco che riceve li stigmati che fu intagliato aliquanto rozzamente per esser la prima prova ; il ritomo délia madonna col figliolo Jesu d'Egitto: una madonna picciola che baccia il Barnbino che mi par buona; et ancora una Susanna che stimo tra li migliori et una imagine grande délia Caduta di Lucifero che non e riuscita maie, et ancora la Uscita di Loth colla moglie et figliuole di Sodoma, che fu intagliata da principio ch'egli venne astante mio. Ho ancora una Battaglia d'Amazoni di sei fogli alla quale manchano pochi giorni di lavoro che non posso cavare délie mani di costui, benchè sono tre anni che Topera è pagata. Vorrei poterla mandare a V. S. insieme colle altre ma c'è poca apparenza di poterlo fare cosi presto.
Ho publicato ancora un libro d'architettura de più belli palazzi di Genova di qualq. 70 fogli insieme colle piante, ma non so se V. S. sene diletta. Mi sarebbe caro d'intendere la sua mente circa questo, e che la desse ordine a qualche barcarolo o messagiere suo amico al quale io potessi consignai' queste cose, altrimenti costaranno troppo di posta. Ho caro ch'ella habbia trovato quel modo di dissegnare sopra il rame in fondo biancho si corne faceva il signor Adamo Elzheimer (1), per incavarlo poi col aqua forte
(1) En marge : Si corne io m'imagino, ma forse fia V. S. una massima migliore di questa.
lui metteva corne una pasta biancha sopra il rame, e poi scolpendo col ago sino sopra il rame, essendo quello un poco rossiccio di natura, pareva ch'egli dessignasse col lapis rosso in carta biancha. Io non mi ricordo dell' ingrediente di quella pasta, benche me lo disse amorevolmente. Intendo che signor Ottavio Veen suo fratello ha messo in stampa un' operetta anonima délia teoria universale o simil cosa, il quale io desiderassi summamente di vedere, e si V S. fosse servita di communicarmela, dovendo la senza dubio haver un esemplare, l'havrei summ,e caro e l'accettarei sotto parola di huomo da bene di tenere questo suo favore secretissimo, senza parlarne con huomo vivente se cosi è necessario.
Et per fine baccio a V. S. con tutto il cuore le mani et li prego del cielo ogni félicita e contentezza.
D'Anversa aile 19 di giugno 1622.
Di V. S. molto illustrissima Servitore affec.
PlETRO PAUOLO RUBENS.
L'adresse porte : Erentfeste, wyse, voorsinnighe Heer, mynheer Pieter van Veen, pensionaris
in Sgravenhage.
Lettre IX (p. 120).
Molto Illust0 sig. mio osservmo,
Io sono debitore di risposta a due lettere di V. S. délie quali la prima fu dell i 17 di januario e l'ultima che ricevetti per rnano del sig ti or suo fratello di dieci di febraio, che mi fece l'honore di visitat'mi et mostrô colla sua gentilezza e cortesia d'esser vero fratello de V. S.
Ne dubitoche il signor Ducca suo Padrone sara partito di qui con poco gusto, perché si corne mi raccontô délia sua propria
bocca, non ristô troppo sodisfatto delli marchesi d'Aytona e Leganès e quelli reciproca,e pichati ansi scandalisati del suo procedere. La causa fu che il signor Ducca di Vandosme si faceva trattar d'Altezza, e ricevette le visite di grandi di Spagna aspettandole di piè fermo nella sua caméra et al uscire gli accompagnava scarsate , che parve più strano perche il principe di Condé si coatentava d'Excella e nel reste- s'aeccommodava al uso délia nostra Corte. Gli disgusti di Brusselles causarono daltre consequenze di maniera che, ne al suo arrivo ne al partire di questa citta, fu sparata una sol canonata e recusata l'intrata nel castello, diche mostro gran sentimento et a me rincrebbi in estremo di vederlo partire con tanto di mal talento, e perô vero che délia Serena Infanta resto intierate contento, fu notata una puntualita in Brusselles che venendolo vedere il giovanetto principe di Chimay volse al uscire il ducca di Mercurio accompagnarlo, ma fu dal Padre ritenuto, che si prese in malissma parte, in somma sen ando senza rendere le visite a gli duoi Marchesi sudetti ansi si fece scusar per un Paggio fingendose indisposto la sera précédente alla sua partenza.
Ma lasciamo andar questo principe per il mondo che non mari» cara di riscontrar délie cortesie conforme al suo merito e grado. E vediamo un poco le novità délia corte di Francia che certo sono grandissime. E piacera a Dio che la catastrophe non sia infelicissima. Io ho gran obligo a quella disputa toccante le misure col Sgr abbate di S0 Ambrosio che mi ha tenuto sospeso piu di quattro mesi senza mettere la m mo a l'opéra. E pare che qualque buon Genio me habbia ritenuto a non imbarcarmi più avanti. Certo io tengo tutto quello che ho fatto per fatica buttata a perdere, perche e da temere che una persona tan eminente non si confina per rilasciaivh,, e l'essempio délia scappata prezedente causai'a tal cautela in posterum, che non occorre sperarla piu. In somma tutte le corte sono soggi^tte a gran varieta dicasi, ma quella di Francia n'abunda più d'ogni altra, e difficile far giudicio perfetto délie Cose che si vedono da lontano et perciô mené tacero più tosto che censurai* maie.
Qui facciamo apparato di guerra con più fervore del solito havendo Spagna proveduto denari piu largatc del solito e le Pro-
vincie obedienti farinoun sforzo estremo a mantener mol ta gente a spese proprie, di maniera che potiamo sperare chel nemico non fara progresso qu<st'anno. Con che non avendo altro, mi raccommando humile nella buona gracia di V. S. e del sgr suo fratello et ad ambedue bacio di vero cuore le mani restando persempre.
Di V. S. molto illus1' Servitor affecc0
PlETRO PAUOLO RlJBENS.
D'Anversa, il 27 di marzo 1631.
Viene da Milano per Générale del essercito Reggio in Fiandra il marciiese di Santa Crece che si crede sia gia incaminato.
Quei libri mentionati nella sua lettera, cioe del imperator Juliano e strologi Greci si trovono qui e perciô non occurre che V.S. s'incommodi a mandarcnele, che nulladi manco resto obligae alla cortese offerta di V. S.
Sur le dos de la ma'.n de Peiresc. M. Rubens.
M. Gevars.