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I. Bib. Corsini. Cod. 71?. MisccUan., p. b'i

APPENDICE 3 r 3

« L'altro camino si e quello délia valle di Chiavenna, e da quel ramo del lago Lario detto di Chiavenna, se verra per la valle di Bregaglia neir Egnadina superiore e poi calando nell' inferiore, va ncl Tirolo et in Germania^ overo délia Bregaglia et dell' Egnadina superiore volgendosi alla sinistra passa per Alpe Julia nella valle del Reno verso Coira, e puo andare nelli Swizzeri e nella Germania.

« Aggiunse di sopra il terzo camino, perche andandosi per la valle di Chiavenna, prima che si giunga al Borgo di essa si piega alla sinistra per la valle di San Giacomo e si passa la montagna délia Spuglia dalla quale calandosi nella valle del Reno, si camina per tutti li paesi de Grisoni e perche questo viaggio per andare d'Italia ne Grisoni e piu brève et anco piu frequentato, benche la montagna sia malagevole, ma percio che ambe due queste vie riescono alla Ripa di Chiavenna e ch'il forte délia Ripa signoreggia ancora l'una e l'altra.

« Posto questo che e verissimo, io dico a V. S. che per la via dell' Egnadina , Bregaglia e Chiavenna possono venire eserciti fino allô stato di Milano, senza che i Valtellini l'impedischino, anzi questa strada e tenuta migliore e piu spedita in guisa che vengono e vanno a tempi nostri tutte le mercantie per essa, ne per questo si e adoprato il duca di Feria a farle venire per il contado di Bormio, e per la Valtellina, come dicono che gia vi andavano, ha potuto muovere i mercanti tedeschi a lasciarla gia usata da loro forze, perche i cavallari e conduttieri sono tutti Grisoni poveri et vogliono tenere il commercio nel paese loro, ma anche al tempo degl' antichi Romani apparisce dalle reliquie délie strade e délie fortificationi loro, che tenevano la medesima via.

« Possono dunque i Francesi col raezzo délia confederatione de Grisoni etiaradio che questi non fussero padroni délia Valtellina haver passo deir Alpi per Italia senza che possa loro esser concesso da niuno . Similmente potranno li Spagnuoli, quantunque fussero privi del nuntio délia Valtellina, perche con la nécessita délie vettovaglie et del commercio constringono i Grisoni ad esser loro amici, per cavar quante genti vorranno délia Germania.

« A i soli Venetiani si chiede ogni strada togliendosi loro il transito délia Valtellina, ma oltre a cio non mancono altri camini per venir di Germania in Italia senza toccare li paesi dell' Austriaco. V'e l'ordinario frequentissimo di Lugano e Bellinzona e délia montagna di San Gottardo per andare nelli Svizzeri, il quale e tutto in potesta di questa natione, e vi e l'altro délia Vallesia per li cui disegni si perviene nel Lago Maggiore, e percio il duca di Feria cerca con ogni studio di confederarsi con quelle genti.

« E anco a Vossignoria quattro o cinque strade non una sola, senza

quella di Trento e del Tirolo per le quali pur troppo i Barberi hanno l'entrata délia Germania in Italia, onde si schéma grandemente Timportanza e la reputatione délia Valtellina, e si toglie il timoré ail' Italiani e quindi si puo dire a Francesi che se si vogliono contentare d'havere un passo, il migliore che vi sia, egli non potra mai venir loro meno, menlre Cliiavenna si rende a Grisoni, et essi mantengano la confederatione con loro, ma se vogliono impedire che niun altro che essi medesimi che non hanno Stati di qua dei monti vi possa far venir genti, non lo conseguironno gia mai se non fosse in carta per questi patti facciano con Grisoni et Valtellini ; li Spagnuoli et Venetiani per ragione di commercio e de denari loro ne caveranno alla fine tutto quel che vorranno, come l'esperienza de tempi antichi l'ha dionostrato. »

No 7. — Dépèche du nonce relative a la disgrâce DES Brûlarts.

10 février 1624.

Le nonce, à la suite de la révolution ministérielle, a en une audience du roi dans laquelle il lui a demandé ce qu'il devait en écrire à Sa Sainteté.

« Mi rispose subitamente che voleva ch'io intendessi per l'appunto come il neg» era passato, per doverlo scrivere giusto com'gli raconterebbe e comincio :

« lo ho mandate Tronson mio secret» a dir loro ch'egli e gran tempo che m'erano fatte moite querele del fatto loro e ch'io non havevo mai voluto porgervi orecchie ; ma che multiplicando giornalmente e di cose concernent! il mio servitio, m'havevano reso l'animo assai sospeso, sforzandomi dentro me medesimo di non volerle credere. Ma che in fine eir erano venute a tal eccesso che doppo d'haverle ben verificate e tocche con mano, non potevo far di meno d'ordinar loro che sene ritirassero aile lor case fuora délia corte. Ma che se si sentivano innocent! e se credevano poters! giustificare, ch'io volentierissimo l'ascoltere! e che in tal caso non occorreva che partissero di Parigi ma che s'addirizzassero al Parlamento, che dare! ordine che fosse lor fatta buona e favorevole giustitia. Il cancelliere altro non rispose se non che m'ubbidirebbono, e replicando il mio secret» che cosa doveva risponder per conto del giustificarsi, egli non replico altro se non che m'ubbidirebbono e partirebbono di Parigi e cosi fecero hiermattina senza voler cimcntarsi alla giustificatione. Le cose poi che mi hanno mosso a questo

sono rhavermi celato k maggior parte dei negozi che passavano per le lor mani^ e l'haver ritenuto per se medesimi gran quantita di quoi denari dei quali si dovevano pagar le pensioni agli stranieri com' in Aleniagna, in Fiandra, in Italia e moh' altre cose e cosi scriverete a S . Sta . »

No 8. — Dépêche de l'ambassadeur florentin relative aux commandes DE tableaux faites PAR LA REINE MÈRE POUR l'oRNEMENT

DU PALAIS DU Luxembourg.

29 mars 1624.

« lo referij subito alla maesta délia regina madré quanto mi veniva comandato di farle intendere per parte délie loro Altezze interne a dieci quadri ; in proposito dei quattro che ella haveva dette di voler pagare, et sua maesta, mostrando con molta benignita di esserle accettissima l'amorevole et cortese dimestrazione délie altezze loro, rai comando di fare loro intendere che ella le ringraziava affettuesissimamente di cosi bel regalo, che le volevano fare con il donarle l'ernamento intero per il sue gran gabinetto ; et che come di cesa inviatale dalla serenissima sua casa et che havrebbe anco rappresentato azioni eminenti di essa, avrebbe gedute sempre nell anime sue di lasciarne nel sue proprie palazze cosi nobile memoria.

« Et inoltre mi comando di scriverle che ella s'offeriva con altrettanta prentezza a loro altezze,. se desiderando esse qualche cesa di queste parti, se ne fussero con altrettanta liberta, ch'a fatto ella verso di loro, lasciate intendere, perche avrebbe sentito sempre gusto particelarissimo di peter mestrare aile altezze loro la dovuta corrispondenza dell' ottima sua velonta.

« Feci vedere a sua maesta la nota délie quattro istorie gia ceminciate, et le piacquere interarnente, et in particolare quella degli aiuti stati mandati a Carlo none; che ella domandandomi, di che sorte et in che maniera fussero stati, le dissi, per un peco, di sevveuire che hebbi d' avère sentito discerrere, che haveve inteso essere state un soccerso di 2000 fanti et 400 cavalli mandate sotte il comando di un tal signore di casa Santa Fiera, il che le gusto et disse che sarebbe stato bene di fare netare in un canto délia tela il numéro ; et poi seggiunse che peiche loro altezze volevano pure dare l'elezione a lei dell' istorie eir havrebbe avuto caro che fussero state per i sei quadri restant!, quattro di azioni délia serenissima casa, délia sorte simile a quella deir aiuto date a Carlo neno, et in particolare se fussero state verse la Francia; et mette in considerazione se si avrebbe potute rappresentare

qualche cosa sopra castel d'If... che fu conservato dal serenissimo granduca Ferdinando al re marito di lei^ per far vedere una memoria délia buona intelligenza passata fra quel due gran Principi, et avverte che fra queste azioni délia screnissima casa non vorrebbc che s'entrasse nelle cose di Siena perche questi Franzesi non dicessero che ella facesse trofeo di cosa nella quale questa nazione ando al disotto. Et piu presto in luogo di questo, se vi restera luogo nelle quattro tele, si metta qualche bella impresa di mare, fatta dalle galère di loro altezze. Et nelle altre due restanti vorrebbe, cioe in una qualche cosa che rappresentasse la magnificenza dei suoi sponsali in Fiorenza, et nell' altra il suo imbarcamento a Livorno per Marsilia, in che havrebbe gusto che si potesse rappresentare la ricchissima galera reale sopra la quale ella venue. Et che il tutto fusse fatto vago il piu che fusse possibile con invenzioni. Che e quanto mi occorre dire sopra questa materia. « Et bacio a V. S. Illustrissima reverentemente le mani. »

« Di Parigi, 29 mars 1624. »

(.< Alla V. S. lUnia et Clarissima alla quale replico per esplicarmi meglio che délie azioni délia serenissima casa da rappresentarsi nei sopra detti quattro quadri, quelle sarebbero piu grate a s. maesta, che potessero far vedere, et ricordare a i Franzesi che la Francia non sia senz'obblighi alla casa serenissima di sua maesta. »

No 9. — Dépêche de l'ambassadeur florentin, relative

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