‹ Rimes de Pétrarque (volume 2)Chapitre 39 sur 159 · SONETTO XXV · texte numérisé non relu

SONETTO XXV

Rimproverato di aver tanto differito a visitarla , ne adduce le scuse.

lo temo si de' begli occhi V assalto,

Ne' quali Amore e la mia morte alberga,

Ch' i' fuggo lor corne fanciul la verga ,

E gran tempo è ch' io presi '1 primier salto.

Da ora innanzi faticoso od alto Loco non fia, dove 'l vole^ non s' erga, Per non scontrar chi i miel sensi disperga, Lassando, corne suol, me freddo smalto.

Dunque s' a veder voi tardo mi volsi, Per non ravvicinarmi a chi mi strugge, Fallir forse non fu di scusa indegno.

Più dico ; che '1 tornare a quel ch' uom fugge, E '1 cor che di paura tan ta sciolsi, Fur délia fede mia non leggier pegno.

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