SONETTO XXXVI
Tradito e deluso dalle promesse di Amore , mena la vita più dogUosa che prima.
Se col cieco desir, che 'l cor distrugge, Contando Tore non m' ingann' io stesso, Ora, menlre ch'io parlo, il tempo fugge Ch' a me fu insieme ed a mercè promesso.
Quai ombra è si crudel che '1 semé adugge Ch' al desiato frutto era si presso ?
E denlro dal mio ovil quai fera rugge? Tra la spiga e la man quai muro è messo ?
« Lasso, nol so ; ma si conosco io bene Che, per far più dogliosa la mia vita , Amor m'addusse in si gioiosa spene.
Ed or di quel ch' i' ho letto mi sovvene; Che innanzi al di dell' ultima partita Uom beato chiamar non si convene.