SONETTO XLIII
Caduto in un rio , dice che gli occhi non glieli puô asciugare che Laura.
Del mar Tirreno alla sinistra riva, Dove rotte dal vento piangon V onde, Subito vidi queir altéra fronde Di cui conven che 'n tante carte scriva.
Amer, che dentro ail' anima bolliva,
Per rimembranza délie trecce bionde
Mi spinse ; onde in un rio che Y erba asconde
Gaddi, non già corne persona viva.
Solo, ov' io era tra boschetti e colli, Vergogna ebbi di me : ch' al cor gentile Basta ben tanto; ed altro spron non volli.
Piacemi almen d' aver cangiato slile Dagli occhi a' piè ; se del lor esser molli Gli altri asciugasse un più cortese aprile.