SONETTO LU
RicoDosce i propri errori, e invita se stesso ad ascoltar la Yoce di Dio.
lo son si stanco sotto '1 fascio antico Délie mie colpe e dell' usanza ria, Gh' i' temo forte di mancar tra via, E di cader in man del mlo nemico.
Ben venne a dilivrarmi un grande aniico,
Per somma ed ineffabil cortesia ;
Poi volô fuor délia vedula mia
Si ch' a mirarlo indarno m' affalico,
Ma la sua voce ancor quaggiù rimbomba : 0 voi che travagliate, ecco il cammino ; Venile a me, se U passo altri non serra.
Quai grazia, quai amore, e quai destino Mi darà penne in guisa di colomba, Ch i' mi riposi, e levimi da terra ?