SONETTO LXI
Videla in immagine quale spirito céleste. E' voleva seguitarla ed ella spari.
Vidi fra mille donne una già taie, Ch' amorosa paura il cor m' assalse, Mirandola in immagini non false Agli spirti celesti in vista eguale.
Niente in lei terreno era o mortale, Siccome a cui del ciel, non d' altro, calse. L' aima, ch' arse per lei si spesso ed aise, Vaga d' ir seco, aperse ambedue 1' aie.
Ma tropp' era al ta al mio peso terrestre :
E poco poi m' usci 'n tutto di vista;
Di che pensando, ancor m' agghiaccio e torpo.
0 belle ed alte e lucide fenestre Onde colei che molta gente attrista Trovô la via d' entrare in si bel corpo !