SONETTO XXXIII
Rivede Valchiusa, chei suoi occhi riconoscono quella stessa, ma non il suo cuore.
Valle che de' lamenti miei se' piena, Fiume che spesso del mio pianger cresci , Fere silvestre, vaghi augelli, e pesci Che r una e 1' altra verde riva affrena ;
Aria de' miei sospir calda e serena , Dolce sentier che si amaro riesci , Colle che mi piacesti, or mi rincresci , Ov' ancor per usanza Amor mi mena ;
Ben riconosco in voi 1' usate forme , Non, lasso, in me, che da si lieta vila Son fallo albergo d' infmita doglia.
Quinci vedea '1 mio bene ; e per quest' orme Torno a veder ond' al ciel nuda è gita , Lasciando in terra la sua bella spoglia.