SONETTO XXXIV
Levossi col pensiero al cielo. La vide , 1' ndi , e , beato la qnasi rimase.
Levommi il mio pensier in parte ov' era Quella ch' io cerco e non riirovo in terra : Ivi, fra lor che '1 terzo cerchio serra, La rividi più bella e meno altéra.
Per man mi prese e disse : In questa spera Sarai ancor meco, se '1 désir non erra : r son colei che ti die' tanta guerra, E compie' mia giornata innanzi sera.
Mio ben non cape in intelletto umano : Te solo aspetto, e, quel che tanto amasti , E laggiuso è rimaso, il mio bel vélo.
Deh perché tacque ed allargô la mano ? Gh' al suon de' detti si pietosi e casti Poco mancô ch' io non rimasi in cielo..