SONETTO XLVI
Duolsi di non aver presagili i suoi danni nell" ulliraô dl ' in ch' ei la vide.
Mente mia, che presaga de' tuoi danni , Al tempo lieto già pensosa e trisla, SI inlentamente nell' amata vista Requie cercavi de' futuri affanni ;
Agîi atli, aile parole, al viso, ai panni, Alla nova pietà con dolor mista, Potei ben dir, se del tutto eri awista : Quest' è r ullimo di de' miei dolci anni.
Quai dolcezza fu quella, o miser' aima ! Corne ardevamo in quel punto eh' i' vidi Gli occlii i quai non devea riveder mai !
Quando a lor, come a duo amici più fidi , Partendo , in guardia la più nobil salma , I miei cari pensieri e '1 cor lasciai.
StR LA MORT DE LAURE. Hï^