SONETTO LI
Tanto più s' innamora di Laura nel cielo, quanto meno ci doveva amarla quaggiù.
1 dî miei più leggier che nessun cervo, Fuggir com' ombr|i; e non vider più bene Ch' un batter d' occhio e poche ore serene, Ch' amare e dolci nella mente servo.
Misero mondo, instabile e protervo I Del tutto è cieco chi 'n te pon sua spene : Che 'n te mi fu '1 cor tolto ; ed or sel tene Tal ch' è già terra e non giunge osso a nervo.
Ma la forma miglior, che vive ancora,
E vivra sempre su nell' alto cielo,
Di sue bellezze ogni or più m' innamora.
E vo, sol in pensar, cangiando '1 pelo, Quai ella è oggi e 'n quai parte dimora ; Quai a vedere il suo leggiadro vélo.