‹ Rimes de PétrarqueChapitre 89 sur 168 · SONETTO LI · texte numérisé non relu

SONETTO LI

Tanto più s' innamora di Laura nel cielo, quanto meno ci doveva amarla quaggiù.

1 dî miei più leggier che nessun cervo, Fuggir com' ombr|i; e non vider più bene Ch' un batter d' occhio e poche ore serene, Ch' amare e dolci nella mente servo.

Misero mondo, instabile e protervo I Del tutto è cieco chi 'n te pon sua spene : Che 'n te mi fu '1 cor tolto ; ed or sel tene Tal ch' è già terra e non giunge osso a nervo.

Ma la forma miglior, che vive ancora,

E vivra sempre su nell' alto cielo,

Di sue bellezze ogni or più m' innamora.

E vo, sol in pensar, cangiando '1 pelo, Quai ella è oggi e 'n quai parte dimora ; Quai a vedere il suo leggiadro vélo.

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