Scevola
Dell' escnjpio poca opporiunamente reciîato da Lentulis, a nulla gioverebbe che si desse qui il sunto ; bensi sono da rilevare le peculiarità, È lasioria di Muzio Scevola, taciuto peraltro il nome del proiagonista, che qui è dctio semplicemente « un giovene molio ardito », e quello altresi del « signore r> o v. inperiere », che ha stretto Roma d'assedio. Dinanzi al senato ii giovane liene un discorso di ben cinque ottave ; Romania^ X 2
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dice, tra Paître cose, di voler fare corne il buon pescaiore, che mette Tanguilla per pigliare an pesce grosso ; o corne il mercante, che arrischia un fiorino per guadagnarne centomila. Son paragoni che dovevan correre ben spontanei alla bocca in una città tutta dedita ai commerci e alla pesca quai' era Venezia ; perè s*âvrebbe qui di che confermare, se ce ne fosse bisogno, quanto si disse riguardo alla palda delP autore.
Il « canzeliero » de! Porsenna anonimo è vesiilo d'un raanio d'oro e sta giocando a scacchi ; poc' anzi aveva giocato col suo signore, e per ciô si irovava «/ in sezo ... moko degna ». L*annunzio che altri giovani assaî — cinquania, in luogo dei trecenlo di Livio — hanno giurato la morte deil* assediatore, è profferito siccome minaccia, non quasi in ricom pensa del perdono, che qui è concesso sokanto dopo ai coraggioso giovane.