La gara deiU ire mogli
Tre mogli di catlivi costurai raeitono un pegno, assegnandolo in premio a quella di loro, che faccia al martto' la pîii bella befTa.
Una délie tre — il caso è lubrico, e difficile da raccontare — si finge mataia, Venendo a casa il marito, essa grida che muore, e fa ch' eglt corra a cbiamarle maestro Teofilo, che è un medico col quate la donna aveva già prima preso accorde. Il medico précède il mariio, ed è nascosto in yna caméra attigua. Al marito la moglie dice poî che il medico l'ha riconosciula gravida, e che, in grazia della gravidanza, le è nata a asai recela )> sulla schiena. Ne guarirebbe, ha deiio il medico, fregando la sua schiena con quella del marito; ma a un rimedio siffatto non s'indurrebbe mai a ricorrere, se lui, troppo curioso di guardare dove meno dovrebbe, non si lasciasse prima bendar gli occhi. Il credenzone consente d'ottiraa voglia ; si sveste, è bendato, e, distesosi boccone su d'una panca, giunge dorso a dorso colla moglie, che s'è spogliala alla sua volta. A un cenno della donna, esce ora fuort il medico, e, spogliato lui pure, si acconcia sopra per terzo, senza che il marito di nulla s'avvegga. Il poveretto si lascia stropicciare la schiena» non senza dolersi del peso e del gran dimenio ^ ma i lamenti non gli fi'uttano se non una giunta di rimproveri. A un iratto egli si sente tuito infradiciato, e si mette a gridare ; la moglie dice di aver in mano un unguento, che Ja rîsana. Corne il medico ha compiuto il lavoro suo, si nasconde di nuovo, e marito e moglie si rizzano. Il marito confessa che l'odore deli' unguento gli dà un desiderio, che si vergogna di palesare. La donna
t . Al marito, non è detto espressamente ; ma âb solo per la malaccortezza del rimatore.
UNA VERSION Ë RIMATA DE! Setlt SûVÎ
l'odor che si vuole, i
vîrtù
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risponde che» abbia poi l'unguent
si sente guarita di già : si siropicci i detiti con esso, e divemeranno più
blanchi délia neve.
La beffa délia seconda donna ê quella ben conosciuta dell' albero incantato. La moglie conduce a diporio il marito in un praio^ dove c'è un bel melo. Desinano sotio i suoi rami ; e dopo il desinare la donna manifesta la voglia di montare suîP albero. Il marito non ci si oppone ; e$sa monta, e quand' è su si mette a sgridare aspramente il poveretio, corne se avesse faito venir II la sua ganza, e stesse trastiillandosi vituperosamenie con lei. Dopo a ver gridaio, scende minacciosa. Il marito non sa capir nulla; e alla moglie che chiede, dove sia andata la mereirice, risponde sinceramente di non aver visto in quel giorno nessuno sul prato, ne loccato alira donna che lei. La moglie mette innanzi Pidea che l'albero possa essere incantato ; lutta via non crederà, se non quando il marito ci monti, e a lui pure accada il raedesimo fenomeno. Monta l'ingenuo ; la donna fa venire un suo drudo e con lui si dà solbzzo sotto gli occhi del marito stesso, che non osa fiatare, e disceso e interrogato, dice di aver visto cose, che punio non gli sono piacciute. La moglie conchiyde che proprio l'albero dev' essere incantato.
La terza moglie fa trovare la casa acconciata come una taverna, quando il marito se ne ritorna dalla piazza per desinare : frasche e cerchio suli' uscio, tavole moite e beviiori, gente che serve, altri che attendono a girare grandi spiedi ; per compimento poi délia scena, lei a letto con un cotale. Il marito la ingiuria acerbamente; ma tre a conpagnoni n gli saltano addosso, lo bastonano e lo caccian fuori. Egli allora va per i parenti délia moglie; sennonchè costeî sbarazza intanto ogni cosa, sicchè al riiomo è trovata in casa sola soletta. Jl povero becco rimane smarrîto ; la moglie gli dà del vaneggiaîore ; i parenti ritengono ch» egli abbia, o scambiato uscio, o sognato quanto prétende di aver visto, e se ne vanno pei fatti loro ; egli stesso fmisce per persuadersi di aver preso una casa per un' altra.
Le moheplici versioni di questo triplice racconto sono passalc in rassegna dal Liebrecht^ in uno scritto pubblicato nella Germantay 1876, p. ^85-99, ^^^ ^^^"^'0 ^'"^ ^^'^ ^^^^ Frau£n ' . L'accurato lavoro del dotto professore di Liegi sempHfica e agevola d'assai il compito mio.
La redazione nosira non combacia propriamenie con nessuna nellc segnalate ; ciascuna délie tre burle che la compoogono trova riscontro in una o più varianti, ma tuite e tre in una sola, no. F presso di noi non
^ l. [Réimprirné dans : Zur Voikskunde (1870), p. ] 24-140. Il faut joindre aux récils recueillis par M. Liebrecht le n* XLl des Comptes du Monde advtnlurettx (éd. LemerrCj Paris, 1878, t. II, p. 54), où ne se trouve d'ailleurs aucun des trois traits des Setlc Savi. — G. P.J
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s'inconira neppur ona delle beffe ctie occorrono neïle redazioni oltramontane, se da queste s'eccettui la sola Gageure des trois Commlres deî Lafonlaine.
La prima befFa ha riscontro unicamente in una délie versioni che il Piirè raccolsesu bocche siciliane, e precisamente in queila di Borg€tto, accennaia nella raccolia délie Fiabe^ e comunicaia poi in forma più diffusa al Liebrecht, che ne lo aveva richiesto *. Il rapporte è di parentela, non di identità ; e per esso si rannodano simultaneamente alla nostra due délie beffe della variante siciliana, la seconda e laterza. S'abbia quiritradotlo dal tedesco il sunto di entrambe.
// mal di corpo. La seconda donna accusa un forte mal di corpo^ e il niedico mandate a chiamare e già d'accordo con lei, attribuisce il maie ad una bestia velenosa annidatasi nella sua matrice,che btsognerebbe cavar fiiori con un ctno arnese ; c'è peraltro i! pericolo che l'arnese riraanga dentro senza otienere Tintento. Ne il mariio, ne il compare li présente, ne aitri chicchessia vuo! prestarsi alla pericolosa opera^ione, sicchè alla fine si ci décide il medico stesso. Egli comincta dal farsi siender dinanzi una rete; poi dà délie candele accese da reggere al marito e al compare; quindi va e viene più voHe, mormorando formole magiche ; e alla fine^ unio l'arnese con olio e messolo al debiio posto, conduce a buon termine l'operazione. Quando lo sciocco marito vede cosi cessato il mal di corpo della moglie, esclama : « Se non fosse stato per Poglio, l'avrei presa per una fottula bella e buona ^ j)
Tre un sali' altro, La terxa donna concerta con un mugnajo suo amico, ch* egli si vanti in presenza del marito di una forza straordinaria. Il marito si vania ancor di più, e allora si con viene di venîre alla prova. Il mugnajo si dice pronto a sollevare tre saccht di farina messi un sulF aliro, sopra il marito boccone, sopra ancora il garzone del mulino, poi sopra a tutto ciô la moglie supina. Disposia ogni cosa nel modo îndicato, il mugnajo monta sopra alla donna e si irastulla con lei, fingendo di fare grandi sforzi ; alla fine ju dichiara incapacc di eseguire il vanio, e si riconosce vinto î .
1 rapporti sono evideniissimi : la beifa nostra ha comune colla prima ira queste due il malore, û medico, il suggerimenlo d'uno strano rimedia; colla seconda, l'accatastamento del marito, della moglie, dell' amante ; con entrambe ta sostanza del giuoco ; e ci sarebber da rilevare altri contatti, se non paresse super^uo. Ora, trattandosi di narrazioni inquadrate nella medesima cornice, nessun dubbio che le relazioni non-