L cit., p
2. Questa esctamazione è riportata testualmente m itatiano dal Liebrecht.
î. fCc conte est identique au fableau français Du Prestreet de k Dame, Méon, IV, i8i ; Montaiglon et Kaynaud, n' LI. — G. P.]
UNA VERSIONE RIMATA CEI Setlâ SdVt 31
chè esser casuali» possano nemmeno essersi prodotle aitraverso a complî- Câti meandri. Ciô che s'avrà a dire or ora anche a proposito della nosira seconda beffa aggiungerà ancora quatcosa alla certezza. E del pari non sembra possibile che i due racconti skiliani rîsultino da una scomposizione del nostro j son troppo netlamente e sostanzialmente distinti per dar iuogo a una taie ipotesi '. Sicchè non resta che di rilenere il racconto nostro contaminazione degli altri due ; il che val quanto supporre che entra mbi occorressero di già in una redazione della Gara più arnica dei nosiri Savi, e non ancora ritomata a galla, se pure non sommersa per sempre.
Qualche poco di somiglianza si puô anche nlevare col secondo dei tre rami della Gara neila variante russa fatta conoscere dal Rudjenko ^ Ma non oserei escludere che qui Fanalogia possa esser meramenle forluita.
Anche la seconda beffa, la nostra redazione Tha comtine colla variante di Borgetio ; inoltre, coir elaborazione di gran iunga più élégante che il lema abbia avuto, cioè colla Gageure del LafontaJne. Ma gli è sopraitutto quai narrazione isolata che i'aihero tncantato è ampiamente diffuso, occorrendoci, del pari che nell' occidente, altresl nelP oriente. Appunto con queste versioni non aggiogate giova confroniare la nostra quanto alla peculiarità de! contenuio ; chè, la tradizionc di Borgetto ci dà una forma troppo palesemenie alierata, tanto da esseme scomparso, per cedere il posto ad una finestra e a un par d'occhiali, Talbero stesso, in cui risiede l'anima del racconto » ; e quanto ail* esposizione del Lafontaine, si modella manifestamente e dichiaratamente su quella che abbiam dal Boccacdo corne uliimo incidente della novella di Lidia e Pirro (Vil, 9).
La nostra versione non dipende invece per nulla dal Decamerone; bensK misterîosamente s'accorda, meglio che con altre, colla variante accolta in qualche redazione délie Mille e una notte ^. Cosî l'andaîa al giardino della Lidia boccaccesca è un semplice tiscire a prend ère un po* d'aria ; la donna dei Savi e quelia délie Mille e una notte conducono i mariti al prato 0 alla vigna per darsi buon tempo : una coppia ci desina, un* altra ci si tratîiene perfmo parecchi gîorni. Poi — e quesio importa assai più — presse il Boccaccio l'amante è scopertamente co! marilo e colla donna ; nelle altre due redazioni esso escefuonsolo quandoil becco
1 . Ci si opporrfbbero anche levariami îndipendcnti, che, per quanto midicono reminiscçnze confuse — il Liebrecht non dà indrcazioni m proposito— esistono della prima beffa. Una certa analogia c'è colla novella dell' appiccicamenlo della coda presso il Boccaccio (IX, loK