‹ Romania (volume 2)Chapitre 18 sur 282 · César e e Miizio · texte numérisé non relu

César e e Miizio

Il racconto messo in bocca a Catone puô tener compagnia a quelto recitato da Lentulis ; qui pure abbiamo, con certe storpiature, un fatto

DNA VERSIONS RIMATA OEI Sctte Sav'l 2)

di sioria romana, che proprio non faceva al caso. Il fatto è la vana difesa del pubblico îesoro tentata da Metello contro la prepotenza di Cesare ; corne appendice, un cenno dell' uccisione di Pompeo e délie lagrime non sincerainente versaie dal viitorioso rivale.

Fonte primîttva délia narrazione è, corne tutti intendono, Lucano (Phars., m, 97 segg); ma tra 11 teslo lalino e la forma nosira son da supporre corne atielli di congiunzione una o più di quelle versioni volgaii in rima e in prosa, di cui non patt difetto ne l'iialia ne la Francia. Mi sia leciio di rimandare aquanio dissi in proposito nella Ztitschrift fiir rom. Pkdol.^ 11, 248. Qui, istituiti i debiti confromi, si riconosce non aver servito alla mediazione, ne VtntdUgenza, ne il Lacano m ouava rima\ e nemmeno, nonostante qualche incontro» il Lucâfio in prosa edito dal Banchi sotto il titolo di Fatti di Cesare^, Cosa notevole, anche di quesio fatio occorre un* elaborazione tra le novelle del Sercambi > ; ma neppur essa pu6 preiender per ntilla d'esser riguardata corne la fonte del rimatore veneziano o del suo modello.

Queste sono conclusioni meramente négative ; oso peraltro metterne innanzi anche qualcuna d'ordine positivo ; ritengo cioè che anche nel nostro caso le acque latine sian discese a noi attraverso a un bacino francese. Ciô non dico sollanto per ragioni d'indole générale, le quali tuttavia avrebber pur sempre illorovalore , un indizio specifîco mi raiferraa l'induzionc. Il Metello délia storia e délia Farsalia, nei Saii, a differenza di ogni aliro testo italiano amenoto, si trova trasformato in Muzio. Ora, dato il passaggio immediato dalla favella latina alP iialiana, una metamorfosi siffatta, fonetîcamenie 0 graficamenie, riuscirebbe, inconcepibile ; e bisognerebbe supporla effetto di un puro equivoco, non troppo facile a spiegare per un* opéra composta di sicuro colla scorta di csemplari scritti. Si dira trasportato qui il nome che, non senza meraviglia, si vide omesso nel racconto di Lentulîs ? Ma in quai modo ? saremmo perlomeno

r. n fatto del tesoro vi è esposlo in maniera affatto succinta : Puoi comaîido che Tarpeia saprisse Vn lu oc ho doue era cl cornu n ihesoro Ma Melelo un tribuno sil cotilradisse Con parole & con acti che qui fuoro Piu cose fade & dicle como scrisse Lucan : ma pur al fin se tresse (sk) loro Per 11 molli paesi Gonquistalo E a Cesariani fo donato

{Eu. del 149a. Lib. Il, st. 74).

2. Bologna, Romagnoli, 1864. Uu incotilro sarebbe quesio : Sûvi^ st. 5 ! « Muzio alora ch' era molto sazo Ala porta del tesoro s'ebe apuzare. » Faiu di Cti.^ p. 1 12 : « ... S'appoggia a le porte che ancora non erano aperte. » Cf. Phars., V. «17 : « Anle tores nondum reseralae consliiit aedis. » 1. È la seconda délie due pubblicate da l. Ghiron per c nozze Gori-Riva > ; llfilano, 1879.

net dominio délia sempliceepocoverosimilepossibilità. Ebbene^ nella più comune délie aniiche redazioni in prosa francese delle storie di Cesare», trovo, al posto di Meiello subemrato un Marcello >. È già qualcosa ; avremmo coi Sdvi, se non altro, l'analogia di uno scambio. Ma non basta : un Marcello in nominative suona MarciaXy Marciaux; e in questa forma occorre difaîli replicatamente il vocabolo nel testo in discorso. Che un leitore iialiano poco esperto della lingua non ravvisasse soito queste i sembianze un Marcello e credesse di doverci scorgere un Mucio, non mifl par punro inverosimile. E ancora non è tutto ; si faccia rappreseniarc, ^ corne di norma, Verre di Marciaux col solito segno sovrapposto ail' a, poi s'immagini il segno — cosa ben fréquente — omesso da un trascriiiorc, ed ecco oramai compiuta la trasformazione di Marcello m Muzio.

Con ciô non intendo già di assegnare specificamente corne originale al racconio di Catone cotesia redazione delle Storie di Cesare ; quanio dico per leî vale per ogni altro tesio francese, che partecipasse alla sostituzione del nome.

Un altro errore siorico della nostra versione non avrebbe bisogno di tanii giri c rigiri per essere inteso. Pompeo, di genero, è convertito in suocero di Cesare :

Ed era suo suozero Ponpeo romanio

De Zexaro inperator a non mentire, ^

(St. 9.)

Tuttavia la facile spiegabilità non implica punto la certczza che I* sbaglio venga dal rimatore veneziano. Questo pure resta sempre t îndizio, che poirà un giorno riuscir utile per ideniificare la fonte.

Page 1