‹ Romania (volume 2)Chapitre 19 sur 282 · Vamico e il nmko · texte numérisé non relu

Vamico e il nmko

Vîgeva in Roraa il costume di far morire, corne inutile sopraccî chiunque fosse giumo ai sessani' anni. Un giovane, vedendo i! suo prossimo a sottostare alla barbara legge, gli apparecchia una c sotto la casa, e laggiù lo fa riparare, spargendo voce che sia Nessuno della famiglia è a parle del segreto ; egli solo lo vis' porta il îîutrimemo. E le visite fruttano a lui pure grande var giacchè, ragionando col savio padre, egli ne riceve ammaei intomo ai soggetti che vengono via via in discussione nel consî città, e grazie ad cssi acquista auiorità somma, arrivando a taie

1. V. Sctlegast, Mcos de Forest e la sua fonte; Cwrn, di fil. rom.

2. Cosl almcno accade nel codicc marciano ^ CIV. j. Poichè f ' Qostrali della prosa francese hanno Metdhy non Mandh, è a dire

inanoscritti Icggessero altnmcnti, oppurc — e mcsîo a me par pi che gli autori si sieno accorti dello soagiio e ralbian corretto.

UNA VERSIONE RIMATA DEI Sette SaVt 2J

cosa si décide a seconda del suo parère. Ciô, naturalmente, gli suscita dattorno molli invidiosi ; i quali, volendolo perdere, insinuannell' animo dell' imperaiore che» andando innanzi cosi, il giovane finira per cacciaHo. L'imperatore vorrebbe un pretesto per liberarsi dal supposto rivale senza che il popolo abbia a mormorare. Gli è suggerito dai calunniatoridiordinare a! giovane, sono pena di bando, che venga fra tre giomi a corte tmto spogliato e tuiio vesiiio. Siccome è cosa impossibile, seguirà senz' altro l'esecuzione délia minaccia. — Un donzello è mandaio a portar l'intimazione. Il giovane va a conferire col padre, che gli stiggerisce di presentarsi vestito unicamente di una rete finissima. Cosî egli fa,e gP invidiosi rimangono scornatt nel modo più solenne; chè Taccorto espedienie fa crescere ancora il giovane nella grazia impériale. Ma i maligni non si danno per vinti, e, passato un certo tempo, riescono a fare che l'imperatore imponga al giovane di venire a cône accompagnato dal suo maggior nemico e dal maggiore amico. Il savio vecchio dice alfiglio di chieder tempo un mese, e di farsi promeaere, se mai adempirà la richiesta, una grazia a sua scella, fosse pur contraria aile leggi, Avendo l'imperatore consentito l'una cosa e t'altra, il giovane, per suggerimento paiemo, uccide un porco, lo chiude in un sacco, e, corne fosse il cadavere d'un uomo ammazzato da lui, si fa ajuiar dalla moglie a seppellîrlo in giardino. Passati poi alcuni giorni, per lieve pretesto mostra di corrucciarsi colla donna, e le dà uno schiaffo. Lei subito corre al senato e denunzia il creduto omicidio. Il mariîo, condotto in prigione, manifesta il vero, e dice corne il fatto abbia avuto unicamente per scopo di metter ta moglie alla prova. Scavata la fossa, la sua innocenza è riconosciuta, e la liberté gli è subito resa. Gîuntofinalmente il termine prefisso, il giovane va ail' imperaiore, conducendo seco la moglie ed il cane. Quest' ultime dichiara essere il suo maggiore amico ; per darne la prova lo basiona ben bene e lo mette cosl in fuga ; eppure non ha poi che a richiamarlo, perché ritomi e gli faccia gran festa. Qiianto alla moglie j che da lui beneficata in ogni modo lo voile per un' offesa da nuHa mandar a morte, è troppo manifesto come sia il peggior suo nemico. La richiesta è stata dunque adempiuia : gli si mantenga ora la grazia concessa, e consista ne! perdonare al padre^ ch' egli rivela d'averconservato in vita. L'imperatore, per quanto a malincuore, non puô disdjre la parola data ; il vecchio è 11 condotto ; e il senato abolisce allora la barbara legge, sicchè da quel tempo in Roma si onora poi sempre la vecchiaja.

Taie è la versione che i nostri Savi vengono ad aggiungere ad una série già molto numerosa, studiata accuraïamente or son dieci anni dal Mussafia '. Essa non manca di una certa importanza. Il dotto professorc

1 . Nello scrillo Uelnr dm altjraniauHht Handschrift da L UmvërsaatsbibliQ"

p. RAJNA

dell* oniversîtâ vtermesc distingue le redazioni a lui note in duc gruppî. Nel lipo più semplice — noio solo i iraiii essenziali — s'impone ad un rco, K vuol ottener grazia, di condurre insieme alla corte il miglior co e il peggior nemico. La condizione è adempiuta conducendo la 'moglie ed il cane. Nell' altro tipo, che comprende un numéro di variant! assai maggiore, rorditura è più compiicata. La richiesta è fatta ad un giovane che ha mantenuto cdaia mente in viia il padre suo, in un paese dove per legge tutti i vecchi arrivati a una certa età si meitono a morte» E il vecchio rimunera il figlio con savi ammaestramenti, che gli pracaoS ciano grande onore ed autorità, e insieme, per inevitabile conseguenza, invidia e pericolo.

Ebbene, la forma dataci dai Savi spetterebbe per l'orditura générale al secondo lipo; e nondimeno vi si rilevano particolarità, che appartengono decisamente ail' altro. Nelle versioni del secondo gruppo la moglie è a parte délia segrela conservazione del vecchio padre ; e appunto col rendersi délatrice di questa violazione délia legge, per vendetta dell' csser stata designata corne pessima nemica, giustifica luminosamente l'iroputazione che tanto l'ha ofTesa Invece i Savi ci rappresentano la donna al bujo di ogni cosa, e fanno che essa si dîa a conoscere nemica de! marito collo svelare un omicidio simulato, ossia precisamente come portan le versioni délia categoria a cui è affatto estraneo il lema del decreto coniro la vecchîaja. E non basta. în questo gruppo di congegno piCi sempHce al problema principale se ne vede premej^so un altro dt génère diverso. Per cscmpio, netla versione deîle Gcsta Romanorum s'or dina ai colpevole di venire mezzo a cavallo e mezzo a piedi. A una v richiesta fa riscontro nella versione nostra quella di presentarsi vestîto nudo ad un tempo. Le due, non solo hanno tra di loro stretta analop ma emanano dalle stesse fonti, e, come sanno ira gli altri i letton BertoldOf sogtiono andar di conserva nelle medesime narrazioni '.

Sicchè la redazione nostra ci rappresenta un îerzo upo, che t mezzo tra i due dislinii dal Mussafia, E appunto in questa poi intermedia consiste il suo caraiierc distintivo,

Certe altre peculiarità inclino invece a considerarle come propri nostra versione in quanto individuo, non in quanto rappresenta una specie. Cosl il compile imposte al protagonista è qui più ser che nella maggior pane délie alue variant! ; molto spesso, otf amico ed al nemico, s'ingiunge di condurre a corte anche il g' ineno spesso il servo. Certo quesic sono aggiunte, dannose ar

tktk ja Pa»u, t LIV (a. «870) 6é RaiJUmi delf Accademia di V fil. st.; p. V2-71 délia tiratara a ptru.

I . V. il n* 94 tra i iùnJif' uad Hmmdrihat àâ Crins, collr I «DAotauoiii.

UNA VERSIONS ftiMATA DEi Setle Savî 29

poco, corne quelle che lolgono evidenza al contrapposio délia donna c del cane, m cui risiede l'essenza del racconto ; tuiiavia son giunte di data molîo, ma molio arnica, e la loro mancanza non conferisce alla versione dei Savi nessun diriiio di preiendere ad esser lenuia discendenie più legittiraa délia vecchia stirpe. Vi son caratteri di originarîetà che si riacquistano forse non meno spesso di quel che si conservino ; moite volte le frondi mancano, non perché non sian germogliaie, ma perché si schianiarono 0 furon recise,

Cotesto abbandono del superflue costituisce a ogni modo per la nostra versione un tratto degno di Iode, AlP inconlro mérita biasimo l'essersî disgiunto aâfatto dada scena fmale l'episodio del porco e délia denunzia. Quella scena perde la massima parte dei suo interesse, se la donna, in cambio di rivelarsi allora neraica di coloi, del quale ognuno la dovrebbe credere Famica e la compagna più fedele, s*è già data a conoscer taie anlecedentemente. Il confronto con lutte quanle le altre versioni non lascia sussistere neppure un dubbio che in ciô non sîa da ravvisare una niera ed infelicissima distorsione di membra.

Sarei tentato dî affroniare la questione délia genesi dei nosiri tre tipi ; ma credo prudente di rimandarla a quando possa recare a paragone delle variant! orientah, che devono pure esistere; chè il ragguaglio dell' amico e del nemico al cane ed alla donna fa subito guardare ail' oriente come a patria originaria del racconto. In aspettazione délia Itice sicura, che una comparazione più larga difTonderà sul soggetto, mi astengo adesso dal dire anche le cose che si presenierebbero intanto come abbastanza ovvie. Mi limiterô a raramentare che l'episodio del porco e del buffetto, è, con applicazione diversa, quel medesimo che abbiarao già inconirato nella Prova degli amki.

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