Von der Hagen, Gtsûmmlabenteaer^ II, jgt ; III
7. Que&to tratto s'ha anche in un racconlo edito dal Wright nelle Latin St(hrieSj che risponde al nostro Forzierc (n, 26 ; p. 2BI : * Tertio veto aniïO positus fuit cura pueris super terrain proximus pessimts, et quia uxor sua incepît
UNA VERSIONE RI MATA OEl StUC Savt Ç
caméra, che précède a quella, il leito e gli abiti del padre. Corne poi è avvenuio il parto e trascorso il tempo del puerperio, la donna trova che il suocero anche 11 dov' è ora la disturba, e prétende di aver bisogno pur di quest' altra caméra. Cosi essa induce il marito a confinare il padre in un soitoscala.
Questi riscontri cogli altri tipi, poîrebbero in parte provenire da contaminazjoni; il narratore ha presenii anche quelli, poichè passera poi subito 3 darcene una versione ; ma, ne è probabile che cosi s'abbia a ritenere per lulti, ne, in ogni caso, îa contarainazione si presta a spiegare i contatti promiscui con Cesario e con Tommaso. Bisogna conchiudere che la versione nostra fa capo ad una, distinla, nonostante le Strette somiglianze , da quelle che questi due autori ci rap présenta no. E Tommaso e Cesario hanno un bel pretendere di riferire un fatto récente : in realtà ci devono ricantare un esempio, che correva da un pezzo sulle bocche dei predicatori. Figuriamoci quante forme esso avesse dovuto assumere per effetto délie continue ripetizioni mnemonichef Chè il tema deir ingratiîudine filiale, anche indipendentemenie dalle opportuniià del vivere quotidiano, s'imponeva alla tralîazione , quante volte, spiegando il decalogo , s'arrivava a! quarto comandamento : Onora il padre e la madré.
Insieme coi tratti che la versione de! nostri Savi ha comuni con alîre, essa ne contiene taluni peculiari a lei. Cosi è cosa sua propria la localizzazione in Ravenna. Similmenle qui solo vediamo il pentimento seguito da una pronta liberazione del colpevole. Nel Diatogas Miraculonm, nel Liber Apum, e nei loro parenti più stretti il tormento si prolunga per anni, durante t quali l'infelice va ramingo, mostrando di terra in terra il castigo e narrando il peccato, per ammaestramento universale. E Cesario non parla nemmeno espressamente di una finale liberazione , sebbene di certo le parole sue non la escludan neppure.
Un' altra nota caranerisîica délia nostra versione — questa mérite vole di aiienzione assai maggiore — sta in ciô, che coiesta liberazione è rimessa totalmente aU'arbitrio del padre offeso, il quale, con nobilissimo tratto, non dubita un istante, e non dà luogo ad altro sentîmento che la pietà e 1' afîetto patemo. Non so se abbiam qui una felice innovazione, oppure invece un' emanazîone dal modello primitivo; alla seconda ipoiesi condurrebbe il trovare qualcosa di simile in Cesario, dove la madré segue di chiesa in chiesa il carro su cui il figliuolo è trasportato ramingo <« poenae ejus compatiens materno affectu. »
piirere, oportuit eam camcram quam occupavit habere, et sub illo colore eom de caméra ejecit. > Nessun dubbto che qui una taie espulsione non sia un' intrtisione posteriore, dovuta al rimescolamento che conlinuaraenle avviene Ira temi analc^hi ; ta storia del racconto ce ne fa più che certi.
6 P. RAJNA
Soggitmgo una riflessione générale. Considerando gli strettissimi rapport! tra questo racconto e l'altro di cui mi facdo ora a discorrere, non posso rattenenni da un fone sospetto, che in quello sia da riconoscere ar.che il prototipo dell' attuale. Che i due tipi provengano da un unico ctçpOj par certo assai probabile. La vera difierenza tra di loro si riduce alla catastrofe, miracolosa nell' uno, umana per se stessa nell' altro, izzoTcht spesio gli autori voglian pure vederd la mano guidatrice délia pro-r>-idenza. Ora, se d trasportiamo aile condizioni del pensiero médiévale, si capîsce moho bene la sostituzione del miracolo al fatto umano, r.or. cou bene quella del hx\o umano al miracolo. Un predicatore do-.Tttbe, per crescere efficada ail' esempio, aver appicdcato alla narrazSone, qoaie soleva ripetersi dai soliti redutori di storie, una chiusa soprarnatsrale, die inaitesse ail' uditorio un più salutare terrore '.
b. Rtdpotino.
Ci fu a Rom on padre, die, cooe il ^totàetitt, dette ogni sua facohi a! f^icuio, raccog^iendoiie il medesimo fhxtto. Questi a Di la sua bcna casera a poco a >>C9 a iiscszone :n timile maniera come l'altro feze ^ st. ;r : o aflonr^tu) i^l» iifnia. r<i«çmdoU> a mangiare in un ar.golo pan ntr-i. *A vr^-rS :-:w<îo. c^Kçlîend/i l''v:casoned'ogni minima vifciiia, non f, 'ipiips-s î-J^'-^in * ^î^upa: non lo degnô più d'uno SfcUardo, non ci -Ci*^>! -\'\ -^xM,f^. \ -.aium. "yniBKft figfio snaturato ha un sao bambim lî <*o >•"»•' -f"? imït ;nv»9V» '«utrameme il nonno, c ne è ricambûr/. lî -v?*î .-^^^ : -.ov^ro "".-.THio 7<Ttato m bisogno d'un manteîlo e ntn wa^ir> i»^>'> n > ^îr.» «i nonfft 4î domandari^ per lai. Il £andu!k> wif >» « *- r-îi^-r ?»i^ oIt*»- ninacdsto dal padr insiste; e coîla sua imuv^.ufai^ '•«^*. .ii?» în^ :^. y yw, dir vincf Pottenere en maxrteLc lutit »1■.#,f^.^ ifintn f^wt n<mitfîû9r. Ma, / naes*xa!o da Dio , L bkannfî'. Uif^'^- ^M *^c\ei. n vna^ vvk casKtta pcru inrece al nocno une 6e. :>i/Vî: a^tttksKi fM f^trtr*^ uiila lasds saperc a nessuno dcîla ios*iLuZfCi:>^ -.'. !-*•#. >4V.^9(»v ». r3Ç>ete per p'o di caîzc. per una cohre. f*çr ur ;**' ^ *ïir»tuiH «: jis' «^ «ohe cosc » $L J5 . Fl'jl=>e=!e, un gkmc cji* ; f^ii. '.'u«(* isa gia C3l baabino. vede cader^ a terra ur^s c'.iiir^ '.ArtfsaîtUi 'JAà ir ler.p rÎTjerrato: e n'ia razoff^. cv: <.u\VjCiVJ: Zf.^¥t v/vt i» Ij:. Ape.-:a alora la cassa, L iaiôi îrci-a \sk\ vïfK frâffriâf. at ' eues:: il far.d^o rls«trra ;<r /^tys^j* vus/Tjr.t ijw*rf«îit »r2sr
est ;r;:z*r«r: c-.t^i;-» :îr * 'nr. t w«» v^fie tiîmrtifiù*^ i» :.vt TCO-.* ;;• î* £i i acrjt* »r. i îdi'-T-i tf. * iv Ijt yturnivan y
;=:r;r:e az czsrjt a.'nst. — G. r*.
UNA VERSIONE RIMATA DEI Stîte Savi 7
essi pure. Rinsavito alP udire e al veder ciô, l'ingrato butta in acqua quei cenci, corre a getlarsi ai piedi del padre, ne oitiene agevolmenie il perdono , e quind' innanzi , insieme colla moglie e la famiglia , lo tratla con riverenza somma.
Questû racconio nelle letterature volgari è diffuso più ancora dell' antécédente. Già si son menzionate le due redazioni poeliche in antico francese, designate coi titolo di Houce od Hovce partie'. Un' intitolazione corrispondente anche etimologicamente portano le altre due, menzionate pur esse e pur esse in verso, che incontriamo nella leueratura tedesca médiévale : Dcr kozze e Von dem ntter mit dem koczen. Una versione italiana del principio del quattrocento possediamo in una ira le novelle del Sercambi messe in luce dal Gamba*. E altri novellatori parecchi di età più larda ritrattarono il soggetto; in lialia il Lando?, ii Granucci*; in Francia il Le Monnîer et rimbertr. E a tutto ci5 son da aggtungere redazioni raccolte dalla bocca del popolOf o in forma prosaîca, o in forma poetica*.
Se da una di queste versioni dovesse derivare la nostra^ le ragioni estrinseche porterebbero a cercare l'originale in quella del Sercambi, italjana e di poco anteriore, piuttosto che in qualunque altra. Giova veder subito chiaro in cotesta supponîbile derivazione ; non tanto per questo caso spéciale, ma per metiere in sodo, se il Sercambi possa mai esser stato la fonte, da cui ranonimo rimaneggiatore dei Sette Savi traesse in génère le novelle aggiunte al testo; chè, sopra dieci, ben quattro hanno riscontro presso il novellatore lucchese; proporzione che sorprende, se si riflette corne solo una parte minima dell' opéra sia nota fmora.
Ebbene, l'emanazione dal Sercambi va esclusa senz' aïtro. Non dico ciô per il molto di peculiare che la versione nostra ci offre. Solo in essa il bambino sostiluisce roba buona ai cenci che gli son dati per il nonno, e questi cenci ripone; relie altre egli non fa invece che dimezzare o voler dimezzare il mantello o la copena destinati al vecchio, col proposito di riserbame una meta per la vecchiaja del padre?. E solo in essa gli oggetti
1. [Add. Waddington n* 4 {Hht. littér,^ XXVIÎI, 194] et Et. de Bourbon n* t6i. Voy. aussi Pauli, n** 436, et les remarques de M. R. Kœhîer, dans la Jenatr Uuratantitung de «878, art. 278, à propos d'une version grecque recueillie par M. Schmidl. — G. P.]
2. É la quiata tra le venti ; nella ristampa del D'AncoDa (Bologna, 1871)^ p. 38.
j. Novelle di M. Ortensio Lando. Lucca, Baccelli., i8u - p. 91 .
4. la piûicvol tiotte e iuto giorno. Venezia, 1^74, r 160I?. In realtà quesla non è se non una copia peggiorata del racconio del Lando.
i. V. von der Hagcn, Op. dt.^ II, Ivij.
é. Ib-, p. Iviii.
7. Neila redazione tedesca anonima, chi di mezza propriamente è il padre stesso \ il fanciullo, portata al nonno la mezza coperta, torna a) babbo per
8 p. RAJNA
riposli 0 voluti rîporre son molli, non uno soto. E cosi è proprio dei nostri Savi il modo come la catastrofe è introdotta : il giuoco, la chiave caduia, l'aprimemo délia cassa.
Sennonchè , là dove la redazione nostra si distacca da tutte le altre , nulla ci assicura che non abbia innovato di suo arbitrio. E cosi non mi dice abbastanza neppure il fallo che qui i maltrattamenti vengano unicamente ed esclusivamente dal figlîo, mentre ncl Sercambi istigatrice délia perversa condona è la nuara ' , e il figlio si mosira pur, poco o tanto, accessibile alla compassione. (;hiest3 potrebb' essere una novità introdotta per non ricalcare le orme battute nd racconto précédente; e non sarebbe fuor di luogo il pensare , che Tautore si fosse avvisto , ora almeno , corne , sulla bocca dell' impératrice , tutta intenta a persuadere il marito délia reità di Slefano e délia nécessita di mandado a morte» la colpa del figlio dovesse anche negli esempi apparire quanto più grave si potesse, e corne fosse un distruggere da se una b«ona dose dell* effetto voluto ottenere, lo scaricame una porzione qualsivoglia sopra spalle femminili.
Ma anche messi da parte questi dati corne inservibili , resta sempre di che escludere ta derivazione dal Sercambi. Questi, solo ed unico, intrometle nelF azione una « fante, n assegnandole una parte, che va tutta a deirimento di quella del fanciullo; costei usurpa Tufficio d'intermediaria tra il vecchioeil figliuolo, che per l'intrinseca nécessita délie cose spetta invece al nipotino. Ri s petto al quale sono da riievare, e conducono anch* esse air esclusione del Sercambi , vere concordanze ira la versione dei Savi e le ted esche. Si in questa che in quelle fanciullo e non no si porlano un reciproco aflfeito; specialmente mérita d'esser notato corne nella tedesca anonima il bambino passi gran tempo col nonno derelitto' |v. jy segg.), e gli venga portando *< tutto quel che puô di meglio, e daila tavola e dalla dispensa ; e talora trafugava un vecchio abtto^ e quello ancora recava ail' avo. » Si confronli la versione nostra.
Taltra ; e, interrogito, che voglia famé, dâ la solita risposta. In ciè s'ha manifestamente un' alterazione arbttraria dei dati primitivi.
1. La moglie nei Sette Savi appetia si fa veaere. Una volta essa sgrida il fanciullo per l'importunità sua (st. 48), moslrandosi cosi in certo moao d'accordo col marito : • O, quanto al putino crid6 la so madré ! u ; ma è un cenno fusacissimo. Allrove invece essa appare solto un aspelto diverso afFatlo ; chè, dicendo il bambino al nonnOj, che ioflne poj ta casa e la roba sono sue, interrogato da lui, chi gli abbia detto ciJï, risponde (st, ^8) : « Mia madré pui volte in chaxa i raxonalo Qucste parole : ora l'ai saputo. » Anche nella redazione tedesca anonima la moglie non prende parte altiva. Ma da ciù non sarebbe lecito dedurre nessuna conclusione ; ché gli accordi negativi dicon sempre poco; qui poi, nulla affatto.
2. Un* eco délia stessa coitdizione di cose ci dà pure il riassunto, compilato non sappiam su quai testo, detla Scala Cadi: « Filius Jîlii eum compatiens freqtieoler eum visitabat. •
UKA VERStONE rimata de( Sette Savi 9
Un* altra concordanza con una délie versioni tedesche, meno attendibile peraltro perché riguardante un conceito che potè riprodursi sponianeamente più volte, sta in ciô, che la condotta del fanciullo è rappresenlaia comc un' inspirazione divîna*. Non so se forse, in questo modo di mener le cose, sia da scorgere un indizio che, tanto al rimatore germanico quanto ail' italiano, il racconto sia pervenuto attraverso ad una redazione ecclesiastica^
(^ualche altra concordanza ci sarebbe da rilevare; ma non di tal génère da perraetiere induzione nessuna. E del reste ciô che împortava di consiaiare s'è accenato di già : il modello del rimaneggiaiore dei Sette Savi non è da riconoscere in nessuno degii esemplari segnaiati finora ; chè, come non lo si puô vedere nel racconto del Sercambi, cosi per moiivi analoghi, resi più forti ancora da consjderazionï estrinseche troppo evidenti, non è lecko di ravvisarlo in nessuna délie altre redazioni.
Co! Sercambi va avvertito, per conchiudere, un contatto pcculiarc, che resta per adesso inesplicato. La cassa, che ha tanta parte nei Savi^ appare anche presso di lui, sebbene sia ben lontana daiP esservi messa nella stessa evidenza. Tagliato in due il pelHccione, il bambino w l'una pane misse in una cassa. « Nelle altre versioni il riporre rimane sempre allô stato dlntenzione; quando al medesimo stato non resti anche il dimezzare, corn' è il caso nel più brève dei due fiibliaux francesi».
c. H foniere.
Un terzo padre dà ogni suo avère al figliuolo colle solite conseguenze ; ma! nuirito, servit© peggio, vede in casa farglisi da ognuno il viso brusco. Essendone triste e sospiroso, un giorno gli è domandata la cagione da un carissimo compagno suo, già sconsigliatore non ascohato deir improvvida donazione. Dope essersi un po* schermito, manifesta il suo cruccio. L'amico gli offre di andare a star con lui nella sua casa, dov' egli sarà padrone come fosse casa sua propria; se tuitavia non sa indursi a questo partito, faccia allora cosi. In pià riprese si porti in caméra diecimila forini, che gli saran dati da lui, e, ripostili in un certo scrigno, prenda a numerarli spesso, serrandosi dentro, tanto che quelli di casa se ne avveggano, e iimi se ne certifichino coi loro occhi. — 11
1. Savi, st. 4^ ; 52-5} ; — Der kozze^ v. 181-88 (von der Ha^en, II, 396).
2. Anche il Lando, e dielro a lui il Granucci, entrano in schiera con loro. Lande: t Cul il fanciullo da divina vinù spirato » ecc.j Granucci : « Et egli
auasi nuovo Daniel da spirito divino suscilato > ecc. Bisognerebbe sapere donae Lande attinj5es5e. per delerminare se l'idea sia venuta a lui spontaoeamente., 0 se g)i sia stata data.