‹ Romania (volume 2)Chapitre 9 sur 282 · La prova degli amici · texte numérisé non relu

La prova degli amici

Un savio e ricco padre avcva un figliuolo amalissimo, che spendeva disordinatamente nel convitare compagnie II padre amorevolmenie lo riprendeva di coiesta eccessiva larghezza, che lo condurrebbe a rovina ; e il figlio si giustificava dicendo, che cosl egii si procacciava Iode e gran

i . Mi permelio di sostituîre, corne più opporluna» questo titolo a guellû dt cui mi scrvii nejla tavola deî racconli, che aiceva, Gh amici vcri c i faisi.

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copia d'amîd, Di ciô l'esperto vecchio era ben lungi da! convemre : a cotesto modo, piutlosto che amici, s'acquistan nemici, promi a voltare il dorso appena manchino le feste e i banchetti ; in sessant'anni di vita a lui è riuscito di acquistare un mezzo amico sohanto ; ma provi prima gli amici suoi, e quindi queslo raezzo amico, e veda cosa seguirà. Il giovane, di buon grade, e senza un dubbio al mondo quanio ail' esito, consente a far la prova, mediantc un espedienie suggeriiogli dal padre stesso. L'espediente consiste nell' ammazzare un porco, rinchiuderlo in un sacco^e quindi, calata la notte, andarsene col sacco sulle spafle a ciascun amico a richiederlo di ajuto per seppelHre questo, che sidiceessere il cadavere d'un uomo, che s'è avuio la disgrazia di uccidere. S'incomincia la prova dal compagne creduto più fido, il qoale subito risponde con uti rifiutoecoll* îngiunzione di partir subito da lui^ che non vuot esporsi ad aver bando ; c siccome i! giovane, meraviglialo, osa insistere, l'altro aspramente lo minaccia di denunziarlo, se non s'affretia ad andarsene. Risposte consimili danno ad uno ad uno tutti gti altri pretesi amici. Compiuto Tesperimenlo di costoro, i! giovane ritorna al padre, che alloralo manda dal suo mezzo amico. Questi, seniendo bussare, s'affaccia; e udito essere il figliuolo deir amico suo, senz' aliro vien lui stesso ad aprirgli e lo introduce. Come poi gli è esposio il caso, va col giovane nel giardino, scava una fossa, vi depone il sacco, !o copre, e sopra, per dissimularlo, pianta dei porri. Condotta a termine Topera, il giovane se ne ritoma a casa al padre suo. E il padre ancora non si ferma a quesîa prova. Per suo volere il figlio si ripresenta dopo qualche tempo ail' amico, richiedendolo insolentementedel pagamenîo d'un immaginario credito patemo. L'amico sa bene di non dover nulla j pur si contenîa di rispondere con bei modi, che farà ragione col padre, e ciô che deve darà. E non si iascia scappar ta pazienza neppur quando il giovane ritoma a lui una seconda volta a ripetere b richiesta, e neppur quando una terza, non pago d'insolentire a parole, gli dà « un gran bufeto n, ossia una ceffata. Al vedersi cosi stranamente retribuito del segnalato servigio da lui reso, quell' uomo dabbene si contenta di rispondere : Per maie che lo operi» non mi farai già cavare i porri dalla fossa ! Ritorna il giovane al padre, e gti dichiara che quînd' innanzi non terra piii i modi usaii, e si confor merà in tutto a* suoi consigli. Il padre lietaraeme lo abbraccia; e quind andato a ringraziare il compagno e a raccontargli lutto il fatto^ rallef non poco lui pure : non perché egli veda se traito da un pericolo, per il rischio che correva il giovane, se l'omicidio fosse staîo reale, e l'affanno del padre, e perché gli è di consolazione il vedere il figlio amico ridoito cosi ail' obbedienza paierna.

Colla mia esposizione ho ricondotto dinanzi ai letton una cono' ben vecchia. Si iratta d'un racconto, che, in una forma con&id

UNA VERSIONE RIMATA DEt SettÔ Savi IJ

mente diversa, fu noto anche alla Crecia antica, la quale atiribuî un esperimento consimile ad Alcibiade '. Le varianti del medio evo occidentale ripeiono la loro origine da un protolipo arabo»; e, aîmeno almeno ie più, la ripeiono attraverso alla Disciplina cUricalis di Pietro Alfonso. Délie numerosissime versioni s'ha l'indicazione presso l'OesteHey, Gesta Romanorum, p. 755. Si veda akresi la nota dello Schmidi alla Disciplina^ p. 9j, quella del Kurz ail' Esopo del Waldis, IL 1 14, del D'Ancona al Sercambi, p. 277 ; cf. p. 293.

Non è qui del mio assunto l'indagare la natura det rapporii tra tutte queste varianti e il tentare di ricostruirne l'albero genealogico. A me convien solo di cercare, quai posto spetli alla versîone nostra. Una circostanza vien subito a coUocarla vicino a PJetro Alfonso, e per conseguenza al capostipite, più che moite tra le sue consanguinee. Nel teste di Pietro, ai cento amie: che il figlio crede di possedere, il padre ne contrappone per parte sua un mezzo : « Ego quidem prior natus sum, et unius medietatem vix mihi acquisivi. » Questo mezzo amico, dimidius amicus com' è detto poi, nella maggior parte délie versioni staccatesi dal ceppo delta Disciplina ^ è divenlato un amico addirittura, mentre per la Disciplina un amico intero è una mosca bianca, un privilégie toccato a pochissimi, talchè il padre stesso puô solo parlarne perudiia. Orbene, la versione nostra ha il mezzo amico ^. Insieme con let lo hanno le due antiche redazioni spagnuole : quella contenuta nei Castigos e Documentos del Rey don Sanclw, c. XXXVH, e l'altra, un poco più tarda, del Libro de Patronio o Conde LucanoVy c. XLVIII ^. Tra le redazioni posteriori alla nostra che mi trovo avère alla mano, rilevo il mezzo amico in una, alteratissima per altri rispetîi : in quella délie Ore di Ricreazione di Lodovico Guicctardini7.

Un altro iratto caratteristico délia versione nostra sia nelle prove ulteriori a cui è sottoposto il mezzo amico patemo ; qui ci scostiamo da

f. Polieno, Stratagemmi, t, 40, 1.

2. Délie duc varianti arabe che ci son faite conoscere. Tuna dalla traduzionc del Cardoune, Mélanges de Unir, orient,^ I, 78, Taltra del FreyUg, Arjbum proverbia, I, 119, questa seconda ha spéciale analogia col racconlo ai Polieno.

j. il tnttzo amico rîmane beitsl nelle semplici interpretaziotii : non solo nella fedele Discipline du clergii^ ma aîtresi nel Chaitoiement,

4, Ecco di nuovo il Sercambi colla sua duplice versione, nov. VI. délie venti pubblicate dal Gamba e I. tra le 4odid splgolate dal Minutolt nella Cronaca (éd. D'Ane, p. 44 e 189), escluso aflatto dat poter passare corne fonte dei Sette Savi. Lo escluderebbero del resto anche attre circostanze» oitre a quelle che rîsultano sotto dai confronti spagnuoli ; questa, per esempio, che presso il Qovelliere lucchese si vuol sbarazzarsi del preteso cadavere portandoloal âume, anzichè sotterrandolo.

$. Eicritorcs en prosa anlcr. al siglo XV^ ^. 1 J7.

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