PREMIERE PARTIE
Démétrms à Clément VIII.
Sanctissime AC Beat"*® in Christo Pater,
Quinam ego sim, qui Sanctitatem Vestram litteris meis interpellare audeam, exponet S" Vrae II"'"* ac R™"* Dnus S*** Vrae apud Ser""™ Poloniae Regem Nuntius, cui omnium mearum resolutionum origines et causas aperui. Efifugi manus immanissimi Tyranni, et mort3m evasi, a qua me adrairabili et singulari prorsus providentia sua liberavit Deus pr^potens in ipso pueritise mese decursu, atque in has oras Sev^^ Poloniae Regi subjectas impulit, ignotumque et latentem conservavit ; Venit autem tempus, quo me tandem manifestara et sistere S3r "•* Regi debui ; Ad quem cum me contulissem, et florentem statum religionis Catholicae juxta ritum S*"® Romanse Ecclesise paulo attentius considerassem, paulatim ad degustandum complectendumque animum adjicere cœpi, invenique tandem thesaurum preciosiorem, et Regnum multo nobilius ac praestantius eo, quo per summam Tyranni impietatem exutus sum. Et dum de salute animae mese sollicitus Consilia captarem, agnovi evidenter quanto in periciîlo universa Moscovia mecum una ob schisma Graecorum unioni cum Ecclesia catholica inimicum versetur, et quam immerito immaculatam eamque antiquissimam doctrinam ac fldem Catholicae et Apostolicae Romanae Ecclesiae Graeci schismatis auctores et Antesignani traducant. Qua re absque uUamoraad eandem unionem et fldem catholicam Romanam, singulari gratia divina ròbur animi mihi suppeditante accessi, et sacramentis Ecclesiae confortatus, factus sum Ovicula S*** Vroe summi Pastoris Christianitatis universae. Rationibus autem meis ita postulantibus, occultare me adhuc debeo, et expectare quid de me Deus Universorum constituent qui me tot ereptum periculis hucusque servavit. Sperare mihi post
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tot concessa bénéficia, illud quoque de Divina ejus bonitate licet, fore ut mihi, praeclaro et pervetusto sanguine Potentissimorum Moscovise Principuni progenito, hœreditarium Regnum restituât, si Divina ejus voluntas fuerit, cui ego me totum pennitto. Quod si etiam non fuerit beneplacitum illius, mihi sane vel hoc ipsum sufflciet, quod veritatem Calholicam agnoverim, et accesserim ad Ecclesiœ Dei Unionem, quae me ad Regnum illud œternum perducere poterit. Cœterum si mihi patefecerit aditum Deus Opt. Max. ad sedem meam hœreditariam et justiciam sequitateinque meam aspexerit, humillime supplico S" Vrie ut mihi patrocinio et favore suo deesse nolit. Potens est enim praîpotens Deus, per me indignum in conversione animarum errantium, et unione ad Ecclesiam tantae gentis Divinam gloriam suam propagare. Quis novit, ad quid me Ecclesiae suae adjungere voluerit ? Osculor pedes S"* Trae tanquam ipsius Christi, et profunde inclinatus eam quam debeo obedientiam et subiectionem offero supremo Pastori et Patri universa christianitatis. Idque secretius duntaxat jam exhibeo, atque a S** Vra, ut secretum id, ad tempus aliquod habere velit humiliter peto. Datum Cracoviae 24 Aprilis Anno salutis 1604. Sano"» Vrae
Infiraus Cliens
Demetrius Joannis,
Caesarides Magnae Russiae, et hseres Monarchia) Moscoviœ, etc.
Démciriu'^ à (Haiulc licuìgo.ìi,
III"-" e R™o Mons.
Son certo che Y. S. 111°*^ e R'"^ secondo la sua offerta non manca far tutto quello che appartiene allo negozio mio, sì presso la Sua Santità, sì ancora sua Mtà. Io con grandissimo desiderio aspetto qualche consolatione da Sua Santità, che se V. S. Ili"-" ha ricevuto qualche lettere prego che me ne avvisi quanto prima, Iddio sa la intentione mia, et obbedienza verso Sua Santità, et il zelo ç\\? tengo per la fede cattolica, poiché non mi potrebbe avvenire co?a
PREMfÈRE PARTIE 159
più pretiosa clie venire, et vivere sotto obedientia d'un Pastore, che tutto dipenderà da parte di Sua Santità. La fede mia, che ho promesso al Sig^ Iddio sempre starà ferma et inviolabile. Ma perchè rinimico capitale della redentione humana fa tutto suo sforzo in danno dell' anime, sì ancora ha voluto usare meco sua solita arte, la quale teneva in ascoso mentre stavo in termini di ricuperare il mio Regno. Ma havendomi scoperto per quello che V. S. 111™^ et R"** sa, et vedendo la intentione et diligenza mia, che ho usato in salute dell' .anime Immane per impedire il negocio, o che vadi in longo, che mi facci torre la vita per qualchi modi, ha commosso rill™® Castellano di Cracovia, il quale si ha dichiarato con questo che in tutti i modi che potrà mi vole impedire il passaggio per li confini, del che ne resto con gran dolore. Poiché havendo io certa noticia, che maggior parte delli Paesani di quel Regno, mi stanno aspettando con gran desiderio, mi darà impedimento questo, che non potrò passare cosi presto alli confini. Poiché intentione mia è non andar dritto in Moscovia, ma stando su li confini vedere quello che sarà, o sarò accettato, o per qualche patto venire al Regno mio. Prego donq. V. S. 111"^* si degni scrivere all' 111'"** Castellano di Cracovia esortandolo che non mi impedisca detto passagio alli confini, ma più tosto mosso a pietà et carità Christiana mi vogli essere favorevole in questo negocio mio così giusto e ragionevole, che spargere simile fama di lui stesso opponersi alla giusticia et providenza divina. L'Ili™® Sig.Gran Cancelliere ancora si mostra poco amorevole verso di me, poiché non mi ha risposto alle mie tre lettere. Prego V. S. Ili"™'' etR"*'* si degni con ogni caldezza racomandaro il mio negocio a Sua M*** solecitandola che voglia scrivere air 111™" Castellano di Cracovia acciò non m'impedisca dotto passagio per li confini Sì ancora V. S. IH™** non manchi eshortare rill"*'* Vicocancelliero che ancor lui mi favorisca presso sua Maestà pregandolo, che non vogli tardare dalla Cane''* con lettere, et altre speditioni pertinenti allo negocio mio. Ma sopra ogni cosa, prego V. S. 111"^* etR"'° con ogni riverenza et humiltà, che non cessi di raccomandar me con il negocio mio a Sua Santità et che si degni tenere quella cura di me come delsuoobediente figliuolo, come desidero, racommandandome a Sua M*® ancora più che può in queste mie tribulationi, che tutte queste gratie riceverò per singulare favore et bontà di Sua Santità
par il quai sporo di venira al desiderato fine con consolatione di Sua Santità et tutta christianità. AV. S. Ili"»* et R"'» ancora sarò sempre oblijz'"" di tutte le fatiche che farà per l'amor mio. Et con quosto non havendo altro, le fo riverenza con ogni cuore pregandole da N. S. Iddio ogni contento. Di Sanibor alli 12 Giugno 1604.
Di V. S. Ili"»» et R"* aff«>*> amico et servo Demetrio, eie.
manu propria.
Dn/uUnus à CUnncnt Vili.
Santiss. et Beatiss. fN Christo Padre,
Da Mons'* R»"» Claudio Ran^^one Nuntio della Sta Tra appresso la M'" del Re di Polonia m'è stata resa la lettera che mi scrive la Beat"** Vra, la quale mi è stata molto grata per dui rispetti. Prima per havor con essa ricovulo molte consolaiioni spirituali et la sua s'* benedit"® et come dal maggior Vicario di Christo interra confìrmatone COSI nella legge di Dio, come nel mio buon proposito. Secondo , perchè la S'* V** in questa mia infelicità, et miserie, nelle quali ho maggiorm*** bisogno d'ajuto per sua paterna gratia, et amore verso di me, cosi benignamente me Tofferisce, mostrando tener cura di me, come di suo ser'"*' et fìg'" obedieiite.
Delle quali offerte ringratio hum*^ la San** V* et penserò con l'ajuto di Dio di mantenere questa dottrina insegnatami da lei, la q. apre la porta alla vita, et alla beatitudine eterna, et all' avvenire etiam nei pericoli, et torbolenze gravissime che mi possono succedere voglio costantemente tenerla et in ogni tempo et occasione a tutto il mondo palesarla in modo tale che voglio s?rvire sino alla morte la S^" V" per la gratia et favore che mi fa, del quale mi ha certificata conia detta sua lettera. Et quando a Dio bened° piacerà di aiutarmi et restituirmi nel mio stato toltomi, come sp?ro che egli come giustiss^"® Giudice et protettore degr innocenti farà, non bavero cosa più cara ne che più mi prema, che di spendere tutto ciò che è in me, la gioventù, la sanità, tutti gli Stati, et la vita