DEUXIÈME PARTIE
DÉPÊCHE DU NONCE CLAUDE RANGONI
7 février 1604.
Demetrio che pretende esser gran Duca di Moscovia non è comparso qui ancora, et se ne maraviglia non poco il Re, qual havendo inteso che egli coir ajuto de' Cosacchi pensi quanto prima d'entrar in quel gran Ducato, dice di aver scritto al Castellano di Cracovia perchè s' interponghi, et lo dissuada et prohilisca, come cosa di pericolo evidente il fidarsi dell' ajuto solo di quelle genti, et V esorti a venir da S. W^.
DÉPÊCHE DU NONCE CLAUDE RANGONI
7 mars 1604.
Il Moscovita che pretende esser gran Duca fìnalm*® h stato condotto qui da uno di quei Duchi Wisniowecki, genero del Palaf^^ di Sendomiria, che anco è venuto con essi; par che sia tenuta da molti per verisimile assai la sua pretensione; fratanto ha scritto il Re a' Senatori per intender il parer loro circa il modo d'admetterlo. Il Vesc** di Cracovia Tha visto et parlato con lui, quale per quanto mi ha detto persona che si trovò ivi ragiona assai et tien per certo che se gli saranno dati X milla huomini per entrar in Moscovia, che sub*" quel stato sia per voltarsi a sua devotione, quando s'intenderà che sia dentro, et non manca voce, se ben non è fondata, che il gran Duca possessore sia impaurito, et oltre l'haver mandato gran tesoro verso il porto di San Nicolò, ne dicw altri segni con varii motivi»
Dépi'iCHE DU NONCE CLAUDE RANGONI
13 matrè 160*.
11 Palat"® (li Sendorairia fece un convito a Senatori, nel quale mostrando desiderare partirolarm**^ egli che io vi fossi, mi trovai, et ivi quel Demetrio che pretende il gran Ducato di Moscovia sedeva ad altra tavola neir istessa stanza in compagnia di alcuni quasi come incognito; ond'io ebbi commodità di vederlo, considerarlo et intender la varietà de discorsi et opinioni; Egli è giovane di buona presenza, bruno in faccia con un neo grandissimo sul naso al par dell' occhio destro, con mano longa et bianca, et fatta di modo, che da indizio di nobiltà, è ardito nel parlare, et nell' andare et trattare, ha veram** del grande. Alcuni dubitano della sua pretenzione come il Maresciallo grande, che dice aver in casa sua visitatolo, et interrogatolo, ne riportata solutione a quesiti di totale sodisfatta*® sua; Il V. Cane'® non per ragionami» havuti con lui, ma per sua opinione, allegando Tesempio d'uno che al tempo de Romani diceva d'esser Agrippa, et d'altro che si faceva poco fa Re di Portogallo, ne anco egli lo crede, né il Castellano di Cracovia per quanto si dice.
Ma la maggior parte par che concluda esser lui quello che si fa et verissimo successore et fratello del morto gran Duca, et quel Livonese che è qui dice haverlo servito in Moscovia, et che piglieria a partito le fosse troncato il capo se non e tale, ristesse afferma altro Polacco che fu prigione al tempo del Re Stefano in Moscovia, et il Voina, Notaio principalìe di Littuania, che ë stato in Moscovia, afferma esser simile al morto gran Duca, et il Cane*"® di Littuania pare lo tenga per certo, et se gli sia offerto con denari et gente, et ha un applauso grandiss™® di persone, che con speranza di esser rimunerate lo vogliono ajutare. Il Vesc. di Crac* crede per certiss"^ la pretensione sua, et ha fatto seco amicizia grande, et già le ha dato un libro che tratta in favor dell' Unione Rutena. Et il Pa-