DEUXIÈME PARTIE
lat"^ di Cracovia dice non dubitarne punto per quello che ha inteso, et per Tinditio grandiss"^'',*che ne danno i rumori che s'intendono esser in Moscovia, et le guardie strette che si fanno là da poco tempo in qua, di modo che non lasciano entrare ne uscir alcuno, et in confidenza s' è allargato meco, che se ben non fosse tale, come veram*® egli si fa, che si deve abbraciar la protett"® sua per valersi di quel pretesto a far guadagno per questo Regno, ma tanto piii essendo come è, et che egli lo crede, per che ne potria risultare dal buon successo, che non saria se non da sperare, mezzo potente da liberar d'ogni molestia la Livonia, et recuperar la Svetia, soggiongendo che doveria farsi presto, et non lasciar passare l'Estade, per non dar tempo al Mose' possessore di far morir tutti quelli che per disgusti ricevuti, o per favorir la ragione potriano aderir a Demetrio quando lo vedessero entrato con forze, non loda però che egli sia venuto in Crac** perchè non potrà il Re cosi facilm* scusarsi di non haver havuta notitia ne parte dei motivi, quali stima necessario seguano come per connivenza di S. M**, la quale non si potrà dir rompa tregua, mentre quello non sia légitime Prencipe, et che non mandi l'esercito suo Regio, ma siano forze coUetitie di varii fautori di Demetrio, il quale si mostra inclinato all' Unione et a voler fondar Chiese latine se conseguirà il stato, et mostra conoscer et stimar quanto conviene l'autorità di N. S. et amarla per quanto ho inteso pienam^*' da Polacco amico mio che ragiona spesso seco confìdentem*® con aggiunger ch'egli habbia part^® inclinât"® a me, et che voglia venir segretam*^ a trovarmi, il che se seguirà mi servirà per attender a confìrmarlo et interessarlo di modo, che succedendo bene le cose debba servar memoria di me, con far demostrationi piene di riverenza et devotione verso N. S. et S*® Sede, col augmente del culto Divino et religione Cattolica in quelle parti et userò tal circospettione, che nessuno potrà dolersi riesca come si voglia la cosa. Et sempre m'intenderò col Re quale mi ha detto che il canc^*' scriva di non saper se sia vera la pretensione di questo, et che bisogna aspettar la Dieta a far rissolutione, et che il Nom**' Arciv'® non hab* anco scritto il parer suo, et che S. M*^ pensi forse fra tanto admetterlo privatami*.
DEPiXHE DU NONCE CLAUDE RANGONI
20 raars I60i.
Lunedi Demetrio Moscovita fu ammesso a baciar la mano al Re privatami'', in ramera, ove non erano aliri che mons'® Vice-cane*"', il Maresciallo et se^rret"® grande, col Voina Notaio Littuano; egli dice in sostanza che dubitava non avvenisse a lui come al figliuolo di Crese che non parlò mai se non quando dal gran sforzo .del dolore di veder il Padre posto da Ciro in estremo pericolo impetrò la voce, cosi anch' egli non havendo sin bora potuto parlare, ma ricordandosi dei pericoli parsati et della miseria del presente stato suo, et della Patria travagliata et occupata non da gran Principe come Ciro, ma da persona bassa, vile, et suddito suo, per il gran cordoglio faceva sforzo chiamando la voce et l'acquistava per pregare S. M'* a compatirgli et ajutarlo a ricuperare il suo legitimo Dominio et che simili casi erano occorsi altre volte a gran Principi et erano stati sollevati da altri Rè, et particolarm*® dalli Rè di Polonia, esemplificando et soggiungendo che non haveria mancato a lui di ricorrere ad altri, ma che non havea voluto confugere se non a S. M", la potenza, benignità, et pietà della quale gì' era così nota, (*he sperava fosse per abbracciare la difesa della sua causa giustissima, promettendo a lui et suo Regno gratitudine et considerando che Dio forse per mezzo suo al Re et Regno et alla Christianità tutta volesse fare qualche gran beneficio.
Da Mons" Vicecanc'® gli furono risposte parole consolatorie et amorevoli in forma, et s' intende che il Re habbia dato ordine al gran Maresciallo, che partito di Cracovia il Palat"® di Sendomiria in casa del quale tuttavia si trattiene, se gli deputi uno a tener compagnia et somministrare honoratam**^ quanto sarà necessario per vivere a lui et suoi, che sono da trenta persone et più.
Dicono anco che ricuperando lo stato oflerisca di pagare ogn' anno certa somma di danari al Regno et far altre conditioni, che possa