Adi, 16 Decembre
Venuto nel!” EceM° Collesio l’Ambasciatore della Maëstà Chris-
tianissima disse in sostanza come segue :
1) Archives Venitiennes. filza Zspositioni 1652. Septembre à fin de février: n°. 65.
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Havendo inteso dalla medesima risposta che non sara spiacevole alla Serenità Vostra di udire quel Religioso che viene dalla China, lo ho condotto et si ritrova qui fuori. Ma perche alla presenza di quell” Imperatore li Dottori della legge godono l'honore di sedere: et essendo con esso lui quel nativo della China, accid conoscano che anco in Christianità avanti li Principi di essa riceyvono la stesso honore, se la Serenitàa Vostra stimasse bene farlo sedere in qualche parte, resta rimesso all” intiera Sua sodisfattione. Rispose il Serenis-
simo Prencipe! Sig! Ambassciatore
Circa poi quanto ci accenna di quel Religioso della China questi Signori delibereranno quello sia conveniente. Et l’Ambasciator immediate ripighô:
«Serenissimo Prencipe, quello che Io ho proposto non à stato ‘per metter difficultà, ma solo per rappresentare all’ Eccellenze Vostre quello che egli stesso mi ha detto. Si ritrova lui qui fuori; quando stimi bene non essendovi tempo da poter differire entrerà, et parlerà in piedi». Nel mentre passata parola tra gli Eccellentissimi Signori Savii fu detto che poteva in piedi esponer la sua commissione, et cosi fu fatto entrare in compagnia del Chinese. Il Religioso fatto all’ uso di quel paese grandi riverenze si porto al piedi del Tribunale, dove rinovd gli ossequii all Serenissimo, et a gli Ecemi Sigri Savi. Poi disse in lingua Italiana.
«Serenissimo Prencipe Ilmi et EccMi Senatori. Già anni sono ch'io con il Padre mio compagno ricevuta la beneditione dal Sommo Pontefice mi condussi nel gran Regno della China a predicare l’'Evangiello del Christo. Per sua divina bontà e riuscito di far profitto essendosi battezzata la Reina Madre Helena, la Regina Maria fighola, et la Regina Sposa Anna. Corre il secondo anno dopo la mia partenza da quel Regno, et credo che a questa hora
il Padre mio compagno, ch’è là rimasto, haverà battezzato anco il
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Re, mentre quando partii si andava instruendo nella Fede come anco lo stesso si pratica con molti altri di quei popoli. Il primo Ministro che governa il tutto in quel Regno mi ha voluto accompagnare con sue lettere per questa Serenissima Republica». Et presa di mano del giovane Chinese una borsa di raso bianco sopra laquale vi sono scritti alquanti caratteri da lui letti prima in Chinese, poi interpretati in Italiano con le seguenti parole: Nel grande Occidente alla Serenissimà Republica della Clarissima città di Venetia lettera di salutatione mandata in segno di amicitia.
Poi cavato della borsa predetta uno foglio di carta rossa molto lungo, disse: Questa e la lettera composta in caratteri et gieroglifici Chinesi il cui contenuto e tale, prima legsendola in Chinese et poi esplicandola in Italiano come segue
«Per il mandato dell’ Imperatore della grande clarità dell’ Imperio della China. Universalissimo Vice Re dei Regni et Provincie Quam-tum, Quam-Sy, Fo-Kien, Generalissimo della militia in mare et nella terra, Principe dei Reguli di Quàam-Sy, Tesoriero e sollecitatore dei redditi dell’ Imperio. Nell’ absenza dell’ Imperator absoluto e solo Giudice et decisore in Tutte le cause. Primo Prefetto della Guardia, Gran Maestro delli Cavallieri, Supremo Cancellier, Intimo Secretario et Cameriero dell’ Imperatore, Pam Achilleo Sina Christiano, con tutto il rispetto et riverentia.
«Al Supremo et Serenissimo Prencipe della Clarissima Terra di Venetia, all’ Il et EccMi Senatori della medesima Republica, per il Padre Michel Boym Maestro della Santa legge della Compagnia di Gesù, libello della visitatione offerisse».
Qui finita di leggere la stessa lettera fu da lui risposta nella borsa, e consignata al giovane Chinese, aggiongendo questo à gentilhuomo della Camera del medesimo primo Ministro del Re, ül quale essendo espressamente stato inviato per osservare le cose più
conspicue della Christianità, supplico la Serenità Vostra far che
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gli siano lasciate vedere le Chiese et le altre magnificenze della Città, perchè ritornando agli antipodi nel suo paese, possa rifferire a quel Signore suo Padrone et al Re medesimo le grandezze di Christianità, et di questa Serenissima Republica. Lui stesso presenterà queste lettere alla Serenità Vostra con le forme solite pratticarsi avanti il Re della China. Et dette alcune parole in Chinese al giovane, lui si avanzd due passi, e per tre volte prostrattosi con le ginocchia et capo a terra, ascese il Tribunale et con molta humiliatione diede in mano del Serenissimo Principe le stesse lettere, ritornandosene poi appresso lo stesso Religioso. Furono da Sua Serenità ricevute le lettere con dimostrationi di benigno gradimento, et detto gli che lo vedeva volentieri, che con particolar piacere si erano udite le nuove che havera rapresentate di un paese tanto lontano, et che si haveria procurato farle godere ogni commodo circa quello che desiderava vedere; et replicate dal Religioso le sue riverenze alla Chinese parti. Dopo uscito, lo Ambasciator di Francia disse: Suppongo che sarà stato gradito da Vostra Serenità et dall Eccellenze Vostre, che Io habbia introdotto questo soggetto per intendere la stima che si fa della Serenissima Republica nelle parte più remote della Terra; à che corrispostosi da Sua Serenità con espressioni di cortese ufficiosità, egli levatosi e fatte le solite riverenze parti. Poco dopo capitato alle porte dell’ Ecc° Collegio un Gentilhuomo del medesimo Ambasciatore di Francia fece instanza fosse dato qualche ordire perchè il Religioso predetto potesse vedere le cose rimarcabili della Città, il che uditosi dagli Ecemi Sigri Savii fecero sapere al Comin scudier del Serenissimo che dovesse partarsi a ritrovar il medesimo Religioso, et offerirsegli di esser seco con una gondola all’ oggetto predetto, et furono ancor ricercati gli Eccni Sig'i Capi dell’ Eccelso Consiglio di permetter et dar gl’ordini
necessari perchè le sia lasciato vedere il Thesoro di San Marco !).
1) Archives Venitiennes. Même filza. Même n°.
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