AMALIA
Lebraccia lor, teco moveano in danza?...
Al tri sotterra sono scesi anch’ essi :
Teco talor per vedova di luna Alta notte, ombre scarne, in cimitero La polka e la galoppa tempestosa Ripeteranno, e i yorticosi valsi Altri obllato avran la bella morta,
Ad altre danze convolando, tutti !...
• Io sol non t’obliai, cara fanciulla;
E in quell’ora che ail’ anima s’apprende Una vaghezza di mestizia, e invita Funebre squilla a rimembrar chi è gito In quel vïaggio onde non è ritorno,
Oh q u ante volte imaginai le tue Forme leggiadre e i vaghi piè volubili Per entro il turbo délia danza, e ancora Dell’ ambrosio tuo crin 1’ aura odorata Molle passare mi sentii sul viso !
E or questa fogliolina che in volai,
Te annüente, alla rosa che posava Nel novissimo di sul bianco seno,
E che serbo quai gemma, io miro e bacio; E poi la man che la soppesa e il guardo Tendo aU’eterno padiglion de' cieli,
Che mi ricopre, e ad alta voce sclamo « Questo di tanta speme ecco mi resta ! »
O giovinette a cui ride l’aprile Degli anni, il piè da procellose danze Deh! rattenete.... Fia il pentirvi tardo !
Ve’ corne serpe sui teneri volti Il pallor délia veglia, e per lo freddo Che nell’ uscir dalle affollate stanze V’assale, il petto agita anela tosse I Ahimè ! volonterose a voi togliete L’aima salute, ed è delitto ; e date