‹ Vingt ans d'exilChapitre 23 sur 39 · AMALIA · texte numérisé non relu

AMALIA

Lebraccia lor, teco moveano in danza?...

Al tri sotterra sono scesi anch’ essi :

Teco talor per vedova di luna Alta notte, ombre scarne, in cimitero La polka e la galoppa tempestosa Ripeteranno, e i yorticosi valsi Altri obllato avran la bella morta,

Ad altre danze convolando, tutti !...

• Io sol non t’obliai, cara fanciulla;

E in quell’ora che ail’ anima s’apprende Una vaghezza di mestizia, e invita Funebre squilla a rimembrar chi è gito In quel vïaggio onde non è ritorno,

Oh q u ante volte imaginai le tue Forme leggiadre e i vaghi piè volubili Per entro il turbo délia danza, e ancora Dell’ ambrosio tuo crin 1’ aura odorata Molle passare mi sentii sul viso !

E or questa fogliolina che in volai,

Te annüente, alla rosa che posava Nel novissimo di sul bianco seno,

E che serbo quai gemma, io miro e bacio; E poi la man che la soppesa e il guardo Tendo aU’eterno padiglion de' cieli,

Che mi ricopre, e ad alta voce sclamo « Questo di tanta speme ecco mi resta ! »

O giovinette a cui ride l’aprile Degli anni, il piè da procellose danze Deh! rattenete.... Fia il pentirvi tardo !

Ve’ corne serpe sui teneri volti Il pallor délia veglia, e per lo freddo Che nell’ uscir dalle affollate stanze V’assale, il petto agita anela tosse I Ahimè ! volonterose a voi togliete L’aima salute, ed è delitto ; e date

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