‹ Vingt ans d'exilChapitre 24 sur 39 · AM A LIA · texte numérisé non relu

AM A LIA

Fiacchi figli allapatria, altro delitto.

Raro addivien che il piede entro aile sale Dalla danza agitate io ponga, e spiani Per poco almen la corrugata fronte.

E quando l’ aere mattutino rigido

Entra gli usci ad un tratto e induce brividi ;

La folia scema, ed i lumi si spengono O gli abbronzati stami lenti lambono,

E la luce ne appar rossiccia o livida •

Verso quella del giorno ancora pallida ; Accincignate le ghirlande cadono ;

Pallidicce le guance e sciatte appajono Le pria nitide vesti;... io sclamo « pera,

Pera colui che i procellosi numeri Primo ha trovato ed al femineo piede Insegnb Parte !... Ai casti Amori in ira,

E aile Grazie decenti esoso pera ! s

Ed or seduto in sulla riva d’Arno Romita, io penso e piango, e guardo l’onda Che sotto ai ponti fugge e delle stelle Imminenti travolve in sè l’imago.

Sento da lunge il canto e il ratto passo De’pietosi che avvolti in negre cappe Portan gli avanzi degli estinti ail’ ultima Dimora, e veggio il fumo delle tede Vanir per P aere... Colla mente riedo A’ miei lidi nativi, e parmi solo Navigare la tacita palude Che la bella città dei vivi parte Dalla città dei morti, e la tua tomba Sparger di fiori e pianto, e inanimata Spoglia posarti, o cara morta, allato.

(Firenze, 1847.)

LA SORELLA MORTA

LA SORELLA MORTA

DI

SOFIA MEZINOS (20).

( Traduzione dal greco .)

Passa va jeri per le vie di Morte;

E vider gli occhi miei, le orecchie udiro.

La Morte a un desco d’oro era seduta,

E mille la serviano, diecimila ;

Ed altri diecimila

Stavano intomo con le braccia incroce.

In un vaso d’argento le mescea La sorellina mia :

Corne vite potata,

Le gocciavano gli occhi ;

E le tremava il core,

Quai mêla seccata.

E Morte la guardava e Morte guarda :

« Anastasiuccia mia, perché sospiri?

Perché piangi? che hai? »

— Poichè lo chiedi, o Morte,

l’ tel dirô.... M’ aspetta il parentado:

La sorellina mia mi vuol con lei.

Per cinque giorni o sei Deh ! donami la vita.

— Non è questo, non è luogo da doni !

LA SORELLA MORTA

Che ! se’ forse in paese forestiero,

Che possi andare e ritornar indietro ?

Se’ all’altro mondo, Anastasiuccia mia.

A tua sorella di’ che non t’aspetti;

O che t’aspetti dille

Quando in giardin si muti il mar seccato :

Allora i morti renderà la tomba,

O quando il corvo diverrà colomba.

(Corinto, 1850 )

LA MONTANINA D’ASSISI.

LA MONTANINA D’ASSISI

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