‹ Vingt ans d'exilChapitre 26 sur 39 · LA MADRE DI ANGELICA · texte numérisé non relu

LA MADRE DI ANGELICA

Che hai, Angelica, che hai ?

Statti alla messa intesa.

ANGELICA

Oh che caldo, oh che afa in questa chiesa!

l’angelo custode

Quanlo sei fatta, o Angelica, diversa D’allor che onesta e povera D’un abitin contenta Eri di grazia e di modestia ornata !

Non senti, oh Dio ! non senti Adesso, o sciagurata,

Quanto sia il pane dell’infamia amaro?

Troppo ti costa caro , . •

Baci venduti e abbracciamenti costa Quell’abito sfoggiato Da pompeggiar le teste !

Il disonore anch’ esso,

Corne un ammanto, ti circonda. e veste.

I RIMORSI.

A ragion superbetta A’ frequenti passeggi Spesso ti pavoneggi,

Chè te additando l’uno all’altro dice < Guarda l’accattamori,

Guarda la svergognata meretrice ».

ANGELICA

Parmi che tutti a me volgan lo sguardo.

Dove m’ascondo ?... Parmi cbe la cbiesa Mi cada addosso. Quai delirio è il œio!...

Costume vo’ mutar.

l’angelo cdstode

Tardi è oramai,

Tardi.... Il passato non ritorna mai.

cono DI SPIRITI

La vergine a farfalla rassomiglia,

Che ha screziate le aline e il corsaletto :

La rincorre il fanciullo e alftn la piglia Mentre di flore in fior vaga a diletto.

Ahi ! quel fanciullo, o farfalletta mia,

T’ ammira e poi ti sciupa e gitta via.

Ahi! farfalletta mia cosi sciupata,

E nelle terre t’hanno poi gittata.

ALTRO CORO

La verginella è simile alla rosa :

Tutti la vonno sinchè l’ha freschezza.

Se non è più fragrante e rugiadosa,

Niuno la vuole più, niente s’apprezza.

O bella rosa, è al par di te cercata La vergine:... se falla, è disprezzata.

E la contaminata verginella Finisce corne te, mia rosa bella.

ANGELICA

Vo’ recitare un salmo « miserere »....

I RIMORSI.

UNO SPIRITO MALIGNO

Misericordia!... Invano, invan : per te Non v’è.

Presto per te d’amori passerà L’età.

Tua gioventù fuggita, or ché farai?

Nol sai.

Quello che donna a te simil diventa, Spaventa.

Misericordia!... Invano, in van: per te Non v’è.

ANGELICA

Ahimè ! più cruda questa voce suona;

E mi sento discorrere Un brivido per tutta la persona.

Vacilla il piede;

L’occhio non vede :

Non jposso più.

O mamma, io manco :

Il debol fianco Reggimi tu. (stn'ene.)

• (Atene, 1851.)

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