AD UN AMICO IN MORTE DEL PADRE
Ben veggio, an cor che lungi, ed odo corne Con fioca voce , di pietà dipinto , Sulla fredd'urna che il racchiude estinto Il padre chiami , il caro padre a nome î
Nè giova il dir, che ornai le antiche some Scosse del tempo, e del suo frai discinto, Poichè si ben quaggiù sè stesso ha vinto , Délia luce di Dio fregia le chiome :
Chè nullo giova di ragion conforto , E duol ti fiede l'anima cotanto , Ch'altro non senti fuor che il padre è morto.
Oh potess'io placarti almen col canto !
Ma in la tua doglia acerbaïuente assorto Non posso oimè! che piangere al tuo piauto.
APPENDICE