Le.sien fevre : Vulcain
Crucciato prese la folgore acuta 54 Onde l’ultimo di’ percosso fui; 0 s’egli stanchi gli altri a muta a muta In Mongibello alla fucina negra, Chiamando : Buon Vulcano, ajuta, ajuta! Si com’ ei fece alla pugna di Flegra, E me saetti di tutta sua forza, 60 Non ne potrebbe aver vendetta allegra. »
Allora il duca mio parlò di forza Tanto ch’ io non l’avea sì forte udito :
« 0 Capaneo, in ciò che non s'ammorza La tua superbia, se’ tu più punito.
Nullo martirio, fuor che la tua rabbia, 66 Sarebbe al tuo furor dolor compito. »
Poi si rivolse a me con miglior labbia, Dicendo : « Quel fu l’un de’ sette regi Che assiser Tebe; ed ebbe, e par ch' egli habbia Dio in disdegno, e poco par che il pregi; Ma, come io dissi lui, li suoi dispetti 72 Sono al suo petto assai debiti fregi.
Or mi vien’ dietro, e guarda che non metti Ancor li piedi nell’ arena arsiccia, Ma sempre al bosco li ritieni stretti. »
Tacendo divenimmo là ove spiccia Fuor della selva un picciol fiumicello, 18 Lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
Quale del Bulicame esce ruscello Che parton poi tra lor le peccatrici,