LETTERA ALL' ILLUSTR1SSLM
di m, saranno il secondo
ed il terzo
x3y° + 3xift -4- 3x'y2 -+- x"yz,
i quali corne sopra ridotti rendono P uno
dix .y + idx . dy -^- x . d'y,
e P altro
</3.z . j -f- 3d2x. dy -i- 3dx. d2y + x . d*y,
veri differenziali délia quantità proposta, se si pigli anche il dx per fluente, e lo stesso s' intenda de' differenziali di qualunque siasi ulteriore grado.
E come queste operazioni di differenziare per questa série nulla più hanno di diificolta, che quelle di elevare a potestà per la Newtoniana, cosi nulla più difficile si è P integrare con quella di quel, che lo sia P estrar le radici per mezzo di questa.
Debbasi per esempio, per aver la quadratura indefinita di qualsivoglia curva, ritrovar P intégrale delP elemento delP areayda;. Si supponga nel canone générale doc = ce; sara, per quel che di sopra s' è detto, m = — i ; i quali valori in esso sostituiti, avremo la série particolare
dx~l.y° — dx~\y' -+- dx~3.y2 — dx~i.y% -+- dx~i.y> — ....
Ora dx~s dinota P intégrale di dx, dx~- P intégral delP intégrale di dx (cioè P intégrale di x), che io chiamo intégral secondo di dx, e
dx; dx~3 P intégral terzo di dx, cioè j dx, ecc.
Ma
/dx = x, i dx = — — i i dx = — -— ; — i J 2dx J 2.3 dx-
e gênerai mente,
Jxm 2.3.4-5. . .indx"l~